
Lamezia Terme - "Murone è arrivato al punto di dover scegliere: tornare indietro, sconfessando se stesso e quella parte della sua maggioranza che lo ha seguito, non senza perplessità, nella ostinata volontà di portare la città verso un nuovo piano di riequilibrio, oppure imboccare la strada offerta dall'articolo 1 (commi 638- 645) della legge bilancio 2026". È quanto sostiene, Vittorio Paola, segretario cittadino PD, in una nota evidenziando che "quel provvedimento consente ai Comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti e caratterizzati da una situazione di forte disavanzo, Lamezia è 50 milioni di euro,di non accantonare il Fondo anticipazione di liquidità (FAL), pari, nel caso di Lamezia, a circa 35 milioni di euro, a condizione del rispetto di determinati parametri. E il bilancio consuntivo 2025, a quanto risulta, consentirebbe al Comune di rientrare ampiamente nei requisiti previsti".
Secondo Paola "si tratta di un’opportunità che cambierebbe radicalmente lo scenario, portando il disavanzo intorno ai 15 milioni di euro e trasformando una situazione descritta nel Consiglio comunale dello scorso luglio come particolarmente grave e quasi senza alternative in una condizione certamente difficile, ma affrontabile sotto diversi profili. A quel punto diventerebbe possibile avviare un confronto serio con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Tavolo tecnico già operativo da tempo presso il MEF. È proprio su questo punto che Murone deve dare risposte alla città. Quali iniziative ha assunto il sindaco? Ha già attivato interlocuzioni con il Tavolo tecnico del MEF? Ha verificato concretamente la possibilità per il Comune Lamezia di utilizzare questa opportunità? Sono domande precise alle quali sarebbe opportuno rispondere pubblicamente, con atti, numeri e fatti".
Il segretario cittadino Pd si chiede "Dov'è quella filiera istituzionale tanto decantata durante la campagna elettorale? Esiste solo per il riempimento delle caselle della giunta e nelle partecipate? Nei fatti si assiste quotidianamente a incertezze e rallentamenti proprio nel momento in cui servirebbero unità, chiarezza e una linea condivisa. Anche perché, in una fase così delicata, non può essere il continuo balletto sulle nomine degli assessori, né il conflitto tra Murone e Ferro, a occupare il centro del dibattito politico. La città è stanca e profondamente sconfortata da una situazione amministrativa che appare sempre più inconcludente. Murone chiarisca dunque quale strada intende percorrere sul piano finanziario: continuare sulla strada del nuovo piano di riequilibrio, come rappresentato nel consiglio del luglio scorso, oppure verificare fino in fondo l’opportunità offerta dalla legge finanziaria 199/25 e successive modifiche,utilizzando tutti gli strumenti di interlocuzione disponibili con il MEF. La città ha bisogno di sapere quale sia la strategia dell’amministrazione e, soprattutto, di capire se esista una via per affrontare il disavanzo senza continuare a rappresentare il futuro finanziario del Comune esclusivamente attraverso lo scenario più pesante".
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