
Lamezia Terme - In una nota dal Partito Democratico di Lamezia Terme intervengono in merito alla questione emodinamica all'ospedale di Lamezia. "Le recenti dichiarazioni trionfalistiche dei consiglieri regionali Ionà e Bevilacqua, affiancate a quelle del sindaco Murone, descrivono - si legge nella nota - una realtà patinata che non corrisponde affatto al vissuto quotidiano dei cittadini. Assistere oggi alle loro esultanze per l'approvazione della delibera sull'emodinamica fa quasi sorridere, se non ci fosse di mezzo la salute pubblica: sembra che si siano svegliati tutti insieme da un lungo letargo. In particolare, fa specie vedere il sindaco Murone cadere letteralmente dal pero, fingendo di non sapere che la sala per l'emodinamica dell'Ospedale "Giovanni Paolo II" di Lamezia Terme è pronta, completata e arredata da oltre due anni. Parliamo di una struttura costata ai cittadini calabresi oltre due milioni di euro e rimasta desolatamente chiusa e inutilizzata unicamente perché la Regione non ha mai concesso le autorizzazioni e l'accreditamento necessari per renderla operativa. Leggendo le loro uscite a mezzo stampa, emergono profonde incongruenze che non possono passare inosservate. Da anni ci viene raccontata la storiella della "filiera istituzionale" tra Comune, Regione e Governo centrale come chiave di Volta per il territorio, ma la realtà dimostra che questa fantomatica interlocuzione tra sindaco, consiglieri regionali e deputati semplicemente non esiste o non produce alcun risultato concreto. Si parla con enfasi di svolte storiche e di grandi passi avanti per la sanità territoriale, ma si evitano con cura le uniche risposte che la popolazione attende. Per quale motivo un'opera completata da oltre due anni con un investimento di due milioni di euro non è ancora entrata in funzione? Perché la Regione e il presidente Occhiuto non hanno ancora autorizzato la messa in funzione della sala? E soprattutto, quando aprirà concretamente l'emodinamica a Lamezia e per quante ore al giorno sarà realmente operativa? Festeggiare un risultato senza indicare né una data di avvio né l'orario di erogazione del servizio non è buona amministrazione, ma solo propaganda sulla pelle delle persone".
Per il pd cittadino: "Questa propaganda si scontra duramente con la realtà di come funziona l'emergenza sul nostro territorio. I cittadini devono infatti sapere che, anche con l'apertura dell'emodinamica a Lamezia, gli infarti più gravi con ostruzione totale, i cosiddetti STEMI, continueranno a non poter essere trattati nel nostro nosocomio ma dovranno comunque essere trasportati d'urgenza all'Hub di Catanzaro. Si tratta di una lacuna enorme per un ospedale che copre un bacino d'utenza diretto di oltre 150 mila persone e che assorbe un flusso sempre maggiore di pazienti dal vibonese, i quali ormai affollano quotidianamente il Pronto Soccorso di Lamezia viste le enormi difficoltà e i cronici disservizi del loro nosocomio. Proprio per questi trasferimenti d'urgenza lungo la SS280, dove la finestra per salvare una vita va da 90 a 120 minuti, la presenza del medico a bordo del 118 diventa una figura insostituibile. Purtroppo la realtà quotidiana parla di un servizio di soccorso in cui le ambulanze sono per lo più demedicalizzate e le postazioni territoriali del lametino risultano spesso del tutto scoperte: se è vero che oggi l'infermiere a bordo può inviare l'elettrocardiogramma a Catanzaro per il consulto, è altrettanto vero che solo il medico può gestire le manovre di rianimazione avanzata qualora il paziente dovesse andare in arresto cardiaco durante il tragitto. Ecco perché una sala angiografica aperta per sole sei ore al giorno rappresenta una risposta del tutto parziale. Soprattutto, occorre fare piena luce sul significato stesso di questa cosiddetta "équipe itinerante". Cosa significa esattamente? Dobbiamo dedurne che non verranno assunte nuove figure mediche e sanitarie dedicate all'ospedale di Lamezia? Chi presterà effettivamente servizio nella nostra sala di emodinamica? Vedremo davvero un'équipe di medici e infermieri costretta a fare i pendolari, spostandosi da un ospedale all'altro per garantire un pugno di ore di copertura? Se da un lato chi è colpito da un infarto parziale deve avere la garanzia assoluta di essere operato a Lamezia entro 24 ore senza subire il calvario del trasferimento a Catanzaro, dall'altro non si può accettare un modello basato su incertezze organizzative e spostamenti di personale già sovraccarico".
Infine, concludono sostenendo che "definire "allarmismo" la richiesta di chiarimenti su questi punti è semplicemente paradossale. I cittadini non creano allarmi, ma pretendono trasparenza e servizi efficienti dopo anni di tagli e disservizi vissuti sulla propria pelle. La salute non si tutela con i comunicati celebrativi di chi si accorge solo oggi dei problemi dell'ospedale, ma con risposte chiare, assunzioni di personale, strutture davvero operative e risposte trasparenti".
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