
Lamezia Terme - Non c’è pace nel “Palazzo” comunale di Lamezia Terme. Alle vicende politiche e amministrative, con tanto di dichiarate difficoltà finanziarie, si aggiungono ora anche i rapporti tesi fra i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti. Attriti conseguenti alle criticità dell’Ente che finiscono per scatenare dichiarazioni polemiche tra Gabriele Docimo, componente dei Collegio, e il presidente, Antonino Daffinà. Il primo, assente nella seduta che ha espresso parere favorevole al Rendiconto 2025 e anche ad altra seduta precedente, ha scritto una lettera a consiglieri, sindaco e assessori, nonché al segretariato comunale, per precisare la sua posizione e la sua mancata partecipazione. Una lettera con intenzioni di offrire “considerazioni propositive sul Rendiconto di gestione esercizio 2025”.
Docimo specifica che la sua mancata partecipazione alle sedute del Collegio di fine giugno e inizio luglio 2026 era dovuta a “impegni personali inderogabili e alla nomina ministeriale per gli esami di maturità”. Ritenendo pertanto errata la dicitura di "assente ingiustificato" presente nei verbali. Quindi, esprime una serie di considerazioni tecniche nel merito della gestione finanziaria del Comune. In merito alle variazione d'urgenza al Bilancio, delibera di Giunta n. 1644/2026, il “parere dei revisori - scrive Docimo - va espresso in sede di ratifica consiliare e non prima dell'adozione dell'atto d'urgenza”. Aggiunge inoltre che, “in relazione alla richiesta di parere sulla proposta di deliberazione di Consiglio comunale n.485 del 17.2.2026 ad oggetto: “Modifica e approvazione Tari” trasmessa con pec in data 2.7.2026 ore 12,00 prot.53830/2026, - senza peraltro che vi sia allegata la proposta di deliberazione - non avendo rinvenuto in allegato alla pec di trasmissione la citata proposta, non è in condizione di esprimere alcuna specifica valutazione sui potenziali impatti economico-finanziari che le modifiche proposte potrebbero avere sul bilancio dell’Ente”.
Per quanto riguarda il Rendiconto di gestione 2025 e disavanzo, Docimo “Prende atto di un maggior disavanzo di 8.020.547,04 euro rispetto al 2024, scaturito dalle criticità rilevate dalla Corte dei conti per la Calabria. Invita l'Amministrazione ad adottare tempestivi provvedimenti di copertura”. E poi ancora, in tema di riscossione e residui attivi, evidenzia Docimo, la cronica difficoltà dell'Ente nella riscossione delle entrate correnti. Al 31.12.2025 persistono elevati residui attivi: oltre 65 milioni di euro per il Titolo I, oltre 6,5 milioni per il Titolo II e circa 8 milioni per il Titolo III. A fronte di un fondo cassa al 31.12.2025 di 30.805.251,00 euro, la cassa vincolata ammonta a 27.979.993,91 euro. Data l'esiguità della cassa libera, Docimo sollecita “un monitoraggio costante per evitare l'uso illegittimo di fondi vincolati per spese correnti”. Il componete del Collegio dei revisori, affronta anche il tema del Piano delle alienazioni immobiliari e rileva “una forte discrepanza tra le previsioni del Dip (5.654.264,05) e le somme effettivamente accertate (72.902,40, pari allo 0,65%) e incassate, segno di criticità nella programmazione”.
Altra voce critica quella relativa al Contenzioso e ai debiti fuori bilancio, invitando “ad attivare procedure transattive e di autotutela per ridurre i debiti derivanti da sentenze di condanna. Segnala inoltre che il Fondo contenzioso è stato incrementato a 8.553.757,36 euro, ma risulta ancora parzialmente inadeguato rispetto ai 12 milioni di euro certificati e richiesti dalla Corte dei conti”. Ancora nello specifico, Docimo affronta il tema del Fondo crediti di dubbia esigibilità che ammonta a complessivi 47.324.517,68 euro. Raccomandando “l'adozione di istituti deflattivi in sinergia con l'Agenzia delle Entrate riscossione”. Suggerendo, “il rafforzamento dell'Ufficio Tributi, una migliore distribuzione del personale e la digitalizzazione/allineamento delle banche dati anagrafiche e tributarie”. La risposta del presidente Daffinà non si è fatta attendere e, scrivendo agli stessi destinatari ai quali si è rivolto Docimo, invia una “precisazioni in merito alla nota individuale del componente del Collegio dei Revisori dei conti”. Parlando di valutazioni del dottor Docimo espresse a titolo prettamente individuale e successivamente all'adozione dei verbali collegiali. Pertanto, non costituiscono in alcun modo un'integrazione, modifica o appendice dei pareri già formalmente assunti dal Collegio”.
Il presidente Daffinà ribadisce che nei “verbali delle sedute si è semplicemente dato atto delle circostanze oggettive e delle comunicazioni ricevute, nel rispetto delle funzioni di documentazione dell'organo”. Evidenziando “che gran parte delle critiche di merito sollevate dal dottor Docimo (riscossione, disavanzo, monitoraggio) “non sono novità, ma riprendono rilievi, raccomandazioni e inviti già ampiamente formulati e condivisi dall'intero Collegio nel corso del proprio mandato”. Insomma, da Docimo suggerimenti e giustificazioni delle assenze, mentre Daffinà ha inteso rimarcare “il principio della collegialità dell'organo”, ridimensionando la nota personale postuma del componente del Collegio. Certo, non un buon viatico per l’immagine complessiva del Comune di Lamezia che in questa fase economica-finanziaria delicatissima, avrebbe bisogno di unità d’intenti in tutte le sue componenti.
Antonio Cannone
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