
Lamezia Terme - "Ci sono affermazioni che non rappresentano semplicemente un'opinione diversa". A scriverlo è la consigliera comunale di opposizione Bernadette Serratore che interviene sulle dichiarazioni di Vannacci in materia di femminicidio. "Le recenti affermazioni di Vannacci sul femminicidio non possono essere archiviate perché le parole hanno un peso soprattutto quando arrivano da chi sceglie di svolgere un ruolo pubblico. Ci sono affermazioni che segnano una distanza culturale profonda da decenni di battaglie civili, sociali e istituzionali. Dire che il femminicidio non esiste significa negare una realtà che ogni anno riempie le cronache del nostro Paese. Significa - afferma la consigliera - chiudere gli occhi e fingere che dietro questi delitti non esista una matrice culturale fatta di possesso, controllo e sopraffazione. Chi ricopre ruoli pubblici non può banalizzare o ridimensionare fenomeni così drammatici contribuendo ad alimentare quella cultura che troppo spesso considera la violenza sulle donne un fatto privato, una tragedia individuale anziché un problema collettivo".
"Dal 2025 - ricorda Serratore - il Parlamento della Repubblica ha introdotto nel Codice Penale il delitto autonomo di femminicidio attraverso l'articolo 577-bis riconoscendo che esistono omicidi commessi contro le donne in quanto donne nell'ambito di dinamiche di possesso, dominio, controllo, discriminazione o in conseguenza della loro libera scelta di interrompere una relazione. Ma c'è un elemento che merita di essere ricordato - continua la consigliera di opposizione - quella legge è stata approvata all'unanimità sia al Senato sia alla Camera e hanno votato a favore il centrosinistra, il centrodestra, i moderati e le opposizioni e questo perché il tema non riguarda l'appartenenza politica ma riguarda la capacità di leggere la realtà. La mia generazione - afferma Bernadette Serratore - ha visto donne perdere la vita per aver scelto di interrompere una relazione quindi il punto non è stabilire se la vita di una donna valga più di quella di un uomo, il punto è riconoscere che esistono donne uccise perché hanno detto no. Perché hanno lasciato un compagno, perché hanno rivendicato la propria libertà, perché qualcuno riteneva di possederle. Negare il femminicidio significa negare la specificità di queste dinamiche".
"Oggi assistiamo alla nascita di gruppi politici che si richiamano alle idee di Vannacci anche nella nostra città. Il sindaco Murone pochi giorni fa, rispondendo alle sollecitazioni dell'opposizione sulla nascita del gruppo consiliare riconducibile a Vannacci, dichiarò che non vi era alcuna modifica degli equilibri politici e che tutto restava coerente con il programma amministrativo presentato alla città. Ma alla luce delle ultime dichiarazioni di Vannacci sul femminicidio una domanda politica diventa inevitabile. Sindaco quelle posizioni sono ancora compatibili con l'idea di città inclusiva, moderata e attenta ai diritti che ha presentato ai cittadini durante la campagna elettorale? Se il percorso di Futuro Nazionale era noto e condiviso da tempo, come dichiarato dagli stessi promotori del nuovo gruppo consiliare, allora è legittimo chiedersi se anche le posizioni culturali e valoriali che quel progetto esprime siano ancora considerate compatibili con il mandato ricevuto dagli elettori un anno fa".
"Di fronte a dichiarazioni così forti ed a un tema così delicato credo che chi governa la città di Lamezia Terme non possa rifugiarsi nel silenzio. Da donna della mia generazione, soprattutto su questi temi, ho il dovere di non arretrare nemmeno di un centimetro perché ogni volta che una donna viene uccisa per aver rivendicato la propria libertà non viene colpita soltanto una persona e la sua famiglia ma viene colpita l'intera società. Una politica che sceglie di minimizzare, negare o banalizzare questa realtà - conclude la consigliera Serratore - non sta semplicemente esprimendo un'opinione ma sta scegliendo da che parte stare".
© RIPRODUZIONE RISERVATA