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di Antonio Cannone

Lamezia Terme - Dalla definizione del Piano di riequilibrio, alla situazione precaria ereditata, ai progetti in itinere, passando per i rapporti con i partner della coalizione di centrodestra. In esclusiva per il Lametino, intervista al sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone.

A quasi due mesi dalla scadenza dei 90 giorni, a che punto siete con la definizione di quella che sarà la proposta del Piano di riequilibrio da sottoporre al Consiglio?
 
“Stiamo lavorando per predisporre quanto necessario per approvare il piano di riequilibrio. Abbiamo già adottato in Giunta una delibera di indirizzo che traccia i temi sui quali si andrà ad intervenire in termini di misure correttive; solo quando avremo i dati necessari per la concreta adozione del piano di riequilibrio potremo valutarne la durata. Anche i tempi di adozione da parte del Consiglio non sono ancora preventivabili in quanto dobbiamo definire con certezza la consistenza della massa passiva, e per fare questo è necessario analizzare anche tutti i residui attivi, ossia i crediti, ed eliminare ciò che non è più esigibile per adeguare le risultanze contabili a quella che è la reale situazione dell’Ente. Gli Uffici hanno ricevuto precisi indirizzi da parte della Giunta per svolgere quest’attività, dovendo anche fare molto sul lato delle entrate e della gestione del patrimonio; una volta raggiunta la certezza sulla consistenza di tali dati sarà necessario aprire un confronto con tutte le parti politiche per valutare gli effetti di alcune azioni possibili e le alternative che eventualmente saranno suggerite. Anche la macchina amministrativa andrà, di conseguenza, riorganizzata”.
 
La sua è un’esperienza oggettivamente caratterizzata da problemi ereditati verso i quali però, per buona parte dell’opinione pubblica, si risponde con lentezza, mancanza di visione e carenza di strategie. Ad oltre un anno di governo insomma sembra che le linee programmatiche siano rimaste sulla carta. Solo buoni propositi? Cosa si sente di dire ai lametini?
 
“Abbiamo trovato una situazione particolarmente complessa sia sotto il profilo economico-finanziario che della organizzazione degli Uffici; sono stati necessari diversi provvedimenti correttivi del bilancio per errori ed omissioni registrati dalla Corte dei conti, specificamente adottati nel corso di tutto il secondo semestre 2025. Nel 2026 abbiamo continuato ad interloquire con la Corte dei conti che, nonostante gli importanti correttivi apportati, ci ha ordinato l’adozione di scelte in tema di redazione del bilancio consuntivo 2025 che hanno portato alla decisione a tutti nota: la scelta di ricorrere al piano di rientro. Allo stesso modo, dopo qualche giorno dal mio insediamento ho ricevuto una serie di comunicazioni da parte dei competenti ministeri con le quali veniva segnalata la irrealizzabilità di progetti finanziati  ‘PinQUa’ e ‘PNRR’ nei tempi decadenziali fissati dalla legge; ci siamo adoperati, pertanto, per la rimodulazione dei progetti e per il rifinanziamento di alcune opere che ormai non erano più realizzabili, e che avevano, tuttavia, comportato ingenti spese di progettazione ed impegni economici con imprese che si erano aggiudicate i lavori. Avevamo una alternativa: abbandonare l’Ente comunale al suo destino ed aspettare quello che sarebbe stato deciso dai ministeri ed Enti finanziatori sul mancato rispetto dei tempi di progettazione e realizzazione dei lavori, o utilizzare il pochissimo tempo a nostra disposizione per evitare che il Comune subisse conseguenze finanziarie sicuramente non fronteggiabili; ci siamo adoperati per proteggere i progetti ed i finanziamenti realizzabili, impegnandoci per avere la riprogrammazione di altri finanziamenti ed evitare, pertanto, il default dell’Ente. Tutto questo è stato realizzato in pochi mesi, sopperendo alla inerzia ed alle deficienze che si sono protratte per anni e che mi sono visto contestare da vari Enti all’indomani dal mio insediamento: si è detto che vi erano quasi 120 milioni di finanziamenti per provvidenze ‘post Covid’, mentre i progetti ed i lavori avviati, in alcuni casi, non avrebbero consentito di realizzare alcunchè…; lo stesso è avvenuto anche per altri finanziamenti riguardanti, ad esempio, i lavori di riqualificazione del Castello, della scuola media  ‘Francesco Fiorentino’, dell’adeguamento energetico del Palazzo di Città, e della delegazione comunale di Sant’Eufemia: tutti finanziamenti persi perché al 31.12.2025 ancora non appaltati, e che grazie ad un costante impegno speso presso gli Uffici competenti della Regione, sono riuscito a farne riprogrammare il finanziamento,tant’è che i relativi lavori verranno presto avviati, dopo la stipula delle nuove Convenzioni".

"Avevamo una scelta: abbandonare la Città al suo destino, e chiedere nuovi finanziamenti per nuove opere da intestarci, oppure salvare il salvabile ed evitare una catastrofe finanziaria; se inerzia significa per alcuni non potere rivendicare la paternità di un nuovo progetto, allora dovrei dire che siamo stati inerti ma così non mi sembra! Non solo, ma a proposito di programmi e visione, vorrei solo citare il progetto ‘Lamezia mare’ ed il ruolo di snodo intermodale di Sant’Eufemia: è stato finanziato ex novo un progetto da quattro milioni e mezzo di euro da parte della Regione, ed un altro è in corso di finanziamento per cinque milioni di euro, che cambierà completamente il volto di Sant’Eufemia Lamezia e la modalità di concepire la mobilità in Città. Stiamo per realizzare un progetto, auspicandone il celere finanziamento, che coinvolgerà Sant’Eufemia e tutta la fascia costiera lametina, che ci consentirà, nella nostra visione, di dare concretezza a quel proposito “Lamezia mare” che ci siamo prefissi di realizzare; abbiamo reso fruibile l’Abbazia benedettina, ripreso possesso dell’area archeologica di Terina, ed aperto numerosi immobili comunali assegnati ad associazioni ed enti che per anni li avevano lasciati chiusi, rendendoli fruibili alla collettività. La vicenda del Palazzetto dello Sport si commenta da sola: un bene abbandonato a se stesso con il rischio di dover restituire alla Regione 15 milioni di euro dopo il 31.12.2025, che, grazie alle iniziative che abbiamo adottato, ha assunto un interesse di carattere nazionale tant’è che la Regione ed il Comitato nazionale paralimpico hanno deciso di investire in maniera consistente sul suo utilizzo: una iniziativa che può cambiare il futuro della Città. Il riconoscimento di un ruolo nel CdA di società partecipate, Sorical e Sacal, nonché la stipula di una serie di convenzioni con la Regione e con altre società, partecipate e non, che hanno ridisegnato il ruolo della Lamezia Multiservizi. E’ questa mancanza di visione? Di concretezza? Di iniziativa? Quello che abbiamo fatto lo abbiamo realizzato senza necessità di gridare, di alzare la voce, con costanza e determinazione, assumendoci la responsabilità anche personale delle scelte effettuate. Ai miei concittadini mi sento di dire di avere fiducia perché non siamo stati e non saremo immobili. Dateci tempo e daremo concretezza alle linee programmatiche che abbiamo posto a fondamento della nostra azione politica e di governo della Città”.
 
L’aumento della Tari ha creato malcontento. Si scarica sui soliti rispettosi del tributo comunale, cioè che invece non si riesce a prendere dagli evasori. In altri Comuni amministrati dal centrodestra con gli stessi problemi, vedi Reggio, non ci sono stati aumenti. Le spiegazioni fornite anche da esponenti della sua maggioranza non appaiono convincenti. Cosa si può fare realmente per attenuare il gap e far pagare chi evade?
 
“Ogni aumento della imposizione naturalmente crea malcontento. Voglio solo ricordare che lo scorso anno, per disguidi amministrativi imputabili alla scelta dei capigruppo, da parte di una frangia della Opposizione si era gridato allo scandalo perché non avevamo provveduto all’adeguamento delle tariffe TARI: si parlava di ‘primo target non rispettato’; è da qui che nasce la tanto cara narrazione avversaria della presunta inerzia di questa Amministrazione! L’adeguamento delle tariffe è stato determinato da fattori esterni alla volontà dell’Ente, che abbiamo ripetutamente indicato; si è trattato, infatti, di una scelta obbligata sulla base delle indicazioni provenienti dall’Arrical e dalle richieste del gestore dei servizi (Multiservizi S.p.A.): l’unica discrezionalità concessa al Comune è stata quella di determinare le percentuali di aumento distinguendo tra attività commerciali e residenziali. Abbiamo ritenuto di limitare gli aumenti per le famiglie così come abbiamo sostanzialmente mantenuto le esenzioni e le agevolazioni facendo riferimento, però, non solo alla qualità dei soggetti interessati ma anche alla situazione reddituale, così come prevede la Costituzione (art.53)".

"L’evasione, invece, è un problema atavico, culturale, che ci siamo ritrovati in tutta la sua drammatica consistenza, che incide non solo sulla mancanza di entrate obbligatorie ma anche sugli equilibri e sulla veridicità del bilancio. E’ nostra intenzione incidere in maniera concreta sull’evasione mediante il ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge, nonché la previsione della esternalizzazione della riscossione e la introduzione di provvedimenti amministrativi che incidono su autorizzazioni e licenze concesse i soggetti rivelatisi poi morosi. Attraverso tali strumenti pensiamo di poter, entro un ragionevole lasso temporale, ricondurre ad equità anche tale sistema contributivo. Comunque, per onore di verità, bisogna superare un equivoco alimentato in maniera pretestuosa, semplificando al massimo: l’evasione non viene spalmata sugli altri contribuenti, ognuno paga il suo ed il resto lo mette il Comune. Anche su questo chiediamo tempo e fiducia”.
 
Lei è stato accusato di non difendere la città dopo le sue recenti dichiarazioni sulla sanità lametina a seguito della polemica sull’Emodinamica. Da più parti si dice che è stato tenero con Occhiuto e che la narrazione fatta è edulcorata rispetto alla realtà.
 
“Per dovere di verità, se di verità vuole parlarsi, bisogna ricordare che le amministrazioni che hanno preceduto il presidente Occhiuto hanno di fatto bloccato lo sviluppo dei progetti esistenti sull’ospedale di Lamezia Terme: mi riferisco alle amministrazioni di centrosinistra. Sono stati bloccati e forse persi per sempre circa venti milioni di cui all’art.20 della legge sul programma nazionale d’investimenti sull’edilizia sanitaria (L. n.67/1988); e così i progetti sulla radiologia, non essendo stati effettuati gli acquisti delle TAC e le assunzioni del personale, nonché bloccati i lavori per la ginecologia e per il blocco operatorio. Non sono stato tenero nei confronti di Occhiuto: gli ho semplicemente dato atto del fatto che, nonostante avesse ereditato una sanità devastata, si è prodigato per assumere personale (200 le assunzioni effettuate fino ad oggi), per mettere in moto tutti i progetti fermi da un decennio tant’è che oggi possiamo dire che la radiologia ha completato l’iter per svolgere la risonanza e la TAC, ed un’altra TAC è stata attivata. E’ stata avviata la gara per la tele-radiologia, che è in fase di completamento, così come è stato presentato un progetto per la completa ristrutturazione dell’ospedale lametino.
A breve si apriranno dieci posti a neurologia, e sarà ristrutturata la ginecologia. E’ stato completato il nuovo CUP; è stata aperta la nuova rianimazione e ciò consentirà di avviare i lavori per il nuovo Ponto Soccorso. Il Sindaco segue le sorti dell’ospedale. Certo, ciò non significa che va tutto bene e che non può essere fatto altro, ma deve anche darsi merito al presidente Occhiuto di aver cambiato le sorti dell’ospedale di Lamezia. Sulla sanità vi sono innegabili criticità a livello nazionale".

"L’attivazione della Emodinamica è un passo avanti: la Regione ha indicato Lamezia come ospedale in cui verrà aperta l’Emodinamica e ciò avverrà subito dopo l’estate, anche se per interventi programmati e non urgenti. Attorno a questa struttura è stata proposta anche la realizzazione di un centro regionale per il piede diabetico (struttura di alta specialità). La Sca (Sindrome Coronarica Acuta) è una cosa diversa: è la rete per l’infarto acuto del miocardio per la quale l’attività del Centro è condizionata dalla casistica e non da scelte politiche, come stabilito dalle circolari ministeriali. Infatti, nessun atto ministeriale e regionale prevede Lamezia come centro destinato a tal fine in quanto la casistica richiede alti volumi di casi che a Lamezia, per fortuna, non si verificano. Tuttavia, anche su questo apriremo un confronto con il presidente Occhiuto, tenendoci informati sulle novità che dovessero verificarsi, ma ciò che possiamo garantire in questo momento è che con la Regione, con il Direttore Generale dell’ASP e con gli operatori dell’ospedale vi è un continuo confronto per valutare un progetto di rilancio della struttura ospedaliera lametina per la soluzione delle rimanenti criticità determinate anche dalla mancanza di risorse e personale che non è questione riguardante, evidentemente, solo l’ospedale di Lamezia”.
 
Alcuni partiti della coalizione uscita vincente dalle elezioni manifestano spesso insofferenza. È vero che in Aula lei gode dell’appoggio del suo schieramento, ma si avvertono scricchiolii. Dalle recenti dichiarazioni di Cristiano, che abbiamo riportato, all’ormai conclamato distacco dell’Udc, a Fratelli d’Italia che aspetta di vedere bene come sarà il piano di riequilibro. Senza dimenticare la sorprendente conferenza stampa di Wanda Ferro e la presa di distanza dall’operato della sua amministrazione pur lasciando liberi i consiglieri e l’assessore di proseguire in questa esperienza. Vuole chiarire ai lametini come stanno le cose? Come sono i rapporti con gli altri partner e se ha in mente un eventuale rimpasto per rilanciare l’azione amministrativa?

“Mi fa piacere anzitutto che Lei abbia preso atto che in Consiglio la maggioranza uscita vincente dalle elezioni continui ad appoggiare il Sindaco: anzi, è numericamente cresciuta. I rapporti con gli altri partner sono solidi. Allo stesso modo, non si possono negare quelli che definisce ‘scricchiolii’ anche se bisogna distinguere le tre diverse situazioni che ha prospettato. Partirei dalla prima, che riguarda l’Udc. Vorrei ricordare a tutti che l’Udc non ha presentato una propria lista alle comunali del 2025 ma è stato grazie al mio pressante intervento che ad alcuni candidati di area Udc è stato consentito di presentarsi con Calabria Azzurra. Poiché in tale ultima compagine politica è stato eletto un solo consigliere, i responsabili della lista avevano manifestato l’interesse all’assegnazione di un assessorato. Tale indicazione non è stata recepita dal consigliere eletto il quale ha insistito nel voler ricoprire la carica di presidente del Consiglio; tuttavia, a tale nomina si sono opposti i consiglieri di maggioranza indicando altro nominativo. Questo ha determinato l’irreversibile allontanamento del consigliere in questione, il quale non ha mai fatto parte della maggioranza. Diversa è la situazione con Fratelli d’Italia in cui il capogruppo ha manifestato legittima preoccupazione sulla adozione del piano di riequilibrio, auspicando che venga posto in essere tutto quanto necessario per evitare, se possibile, che ciò si realizzi. Non ha mai espresso alcuna volontà o riserva nei confronti della linea adottata dalla Giunta. Questo, a riprova del fatto che, nonostante le comprensibili richieste di confronto avanzate da Fratelli d’Italia, la linea politica dei consiglieri e del vicesindaco è quella del Sindaco e della Giunta di cui la suddetta forza politica è componente. Quanto alla posizione del consigliere Cristiano, al quale mi lega un  rapporto di stima personale, devo prendere atto che le affermazioni rese nel corso del Consiglio e da voi testualmente riportate appaiono di evidente gravità, anche alla luce del fatto che sono state rivolte all’indirizzo dell’assessore Nardo, titolare del abilancio".

"Nei prossimi giorni avvieremo un confronto politico con le forze di maggioranza perché, è inutile nasconderlo, il tono delle parole rivolte all’assessore Nardo coinvolgono direttamente il Sindaco, essendo a tutti noto che la professoressa Nardo è stata da me fiduciariamente nominata, ed ogni questione che, pertanto, dovesse riguardarla, coinvolge direttamente il Sindaco e l’intera composizione della maggioranza. E’ necessario, pertanto, un confronto chiarificatore in vista delle future scelte politiche ed amministrative, tra cui, sicuramente, le questioni che riguardano il bilancio e la conseguente adozione del piano di riequilibrio, il definitivo superamento del campo Rom di Scordovillo - su cui non potranno esserci posizioni equivoche -, il rispetto di diritti e principi fondamentali del vivere comune: una maggioranza è tale se questi temi prioritari costituiscono il cardine condiviso dell’azione amministrativa. Bisogna dare nuova linfa alla attività amministrativa prima con la rinnovata volontà di voler fare parte di questa maggioranza e di condividerne le scelte, cui farà seguito una redistribuzione delle deleghe assessorili, la creazione di nuove macrostrutture e la rotazione di alcuni incarichi dirigenziali”.

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