
Lamezia Terme - "Mancanza di fiducia" e "rapporti compromessi". Linea politica distante dai programmi unitari che pure erano alla base dell'accordo di governo sottoscritto un anno fa e che ha portato all'elezione di Mario Murone a sindaco della città. L'affondo dell'onorevole Wanda Ferro, sottosegretario all'Interno e coordinatrice regionale di Fratelli d'Italia nei confronti dell'Amministrazione comunale di Lamezia, non lascia alcun dubbio sulla crisi in atto all'interno della maggioranza di centrodestra, se pur ci si "ostini" ad affermare il contrario e a parlare solo di ammonimento. Da un lato si convoca la stampa per dire che le cose non vanno affatto bene e che però "diciamo al sindaco di tenere in dovuta e legittima considerazione una forza politica importante che ha contribuito alla vittoria", cosa che per Wanda Ferro non sta avvenendo, dall'altro si lasciano i consiglieri comunali e il vicesindaco ai loro posti. Non una presa di distanza chiara e netta, pertanto, nessuna uscita dall'esecutivo o dalla maggioranza. Ma un "avvertimento" al sindaco: attenzione che la corda potrebbe spezzarsi. E dalle parole della Ferro nessun dubbio sulla criticità del momento e dei rapporti tra Fratelli d'Italia (nella persona a questo punto della sola Ferro?), e il primo cittadino. Con un punto interrogativo grande come una casa per quelli che invece sono i rapporti tra consiglieri comunali vicino all'assessore regionale Antonio Montuoro che preferiscono non abdicare. Lo stato maggiore di Fdi si è "scomodato" per venire a Lamezia (presenti oltre a Montuoro, anche l'altro assessore regionale, Giovanni Calabrese e il senatore, Fausto Orsomarso e “parlare alla città”.
"Accordi - ha tuonato ancora la Ferro - che, ahimè a un certo punto non hanno avuto più nessun valore in termini di confronto politico, dove si perde linearità, serietà. Inevitabilmente viene meno anche la fiducia. Fratelli d'Italia ha cercato per lungo tempo di evitare una conferenza stampa, di evitare che la situazione in qualche modo degenerasse e ha privilegiato il dialogo, il confronto interno, la ricerca di soluzioni condivise. Ha ritenuto che la stabilità dell'amministrazione dovesse prevalere sempre e comunque sulle tensioni politiche, perché la città viene al primo posto. Non mi riferisco a normali divergenze politiche che fanno parte anche della vita di qualsiasi coalizione, ma ad una difficoltà che diventa sempre più evidente nel costruire dei rapporti che siano rapporti fondati sulla chiarezza, sul rispetto degli impegni assunti.".
"Non una questione di assessori"
"La questione non nasce assolutamente dalla mancata nomina di un assessore – ha tenuto a precisare ancora la Ferro - ma rappresenta semmai un punto di arrivo di un percorso molto, ma molto più lungo caratterizzato da difficoltà crescenti nei rapporti politici da un progressivo deterioramento del rapporto fiduciario e di un metodo di gestione delle relazioni che nel tempo ha reso sempre più difficile costruire un confronto che sia un confronto leale, un confronto stabile, ma soprattutto un confronto trasparente. Il tema riguarda il rispetto degli impegni assunti, la correttezza dei rapporti con gli alleati e il riconoscimento di un ruolo politico che gli elettori hanno attribuito alle diverse forze della coalizione, più in generale la qualità dell'azione di governo di una città importante come Lamezia Terme che ricordo a me stessa essere la quarta città della Calabria. Fratelli d'Italia - ha puntualizzato la sottosegretaria - ha contribuito credo in maniera determinante, lo ha fatto attraverso tutti i candidati della lista, lo ha fatto ovviamente attraverso i dirigenti del partito. E la vittoria del centrodestra ha visto essere Fratelli d'Italia la prima forza presente in città con un radicamento territoriale, con la propria credibilità politica e un proprio consenso elettorale. Eppure nel corso di questi mesi - ha stigmatizzato la leader meloniana - abbiamo registrato però comportamenti che hanno progressivamente incrinato il rapporto di fiducia tra il nostro partito e il sindaco della città".
"Un anno fa, Fdi come dicevo, primo partito della coalizione di centrodestra, è stata l'unica ad eleggere tre consigliari che ringrazio, però voglio ricordare anche che non ha beneficiato del premio di maggioranza. Ovviamente non richiamo questo dato per rivendicare una semplice bandierina. Perché le coalizioni funzionano quando ciascuno contribuisce secondo il proprio ruolo e quando prevale la capacità però di fare sintesi. Tuttavia il consenso espresso dagli elettori possiede un significato che è un significato prettamente politico, altamente politico che non può certamente essere ignorato. Quando una comunità assegna ad una forza della coalizione, tanta fiducia, tante speranze io credo che quel ruolo deve trovare un adeguato riconoscimento nella vita della coalizione, nei processi decisionali nella definizione delle scelte strategiche e nella costruzione dell'indirizzo amministrativo. Nel corso di questo anno invece abbiamo assistito progressivamente in modo determinante ad una situazione nella quale Fdi ha visto sempre un po' ridursi gli spazi del proprio peso politico e amministrativo. Mentre altre forze di maggioranza consolidavano la propria presenza anche negli organismi di sottogoverno nei quali non entro nella qualità, perché sono tutte persone che godono della mia ampia stima".
Le dimissioni di Giulia Bifano e le altre indicazioni
"Le dimissioni di Giulia Bifano hanno rappresentato uno dei momenti nei quali queste difficoltà sono emerse, sono emerse con maggiore, devo dire, evidenza perché ridurre quella vicenda ad una semplice vicenda personale, non me ne vogliate, significherebbe non coglierne il vero significato politico. Nel tempo si era determinata una situazione nel quale il ruolo dell'assessore risultava sempre più limitato nella concreta possibilità di incidere sui processi decisionali e sulle principali questioni amministrative. Progressivamente è venuto meno il coinvolgimento sui principali dossier dell'Ente, dalla programmazione dei fondi pubblici, al Bilancio delle scelte strategiche per il futuro della città fino a determinare una condizione nella quale l'esercizio delle deleghe appariva sempre più svuotato di efficacia".
Quindi, un passaggio della Ferro rispetto alle altre indicazioni del partito. "Anche in quella fase - ha affermato - Fdi ha evitato di esasperare i toni, rispetto alle ragioni della scelta dell'assessore che mi ha dato le dimissioni e che ovviamente ho lasciato libera, come è giusto che sia di fare quella scelta. Fratelli d'Italia ha sempre rispettato questa posizione sia con Giulia Bifano, sia con l'indicazione di Pino Zaffina, successivamente quella dell'avvocato Cesare Materasso. Voglio ricordare che Zaffina è stato fatto in prima e in seconda battuta. Il sindaco conosceva perfettamente questa scelta e conosceva le motivazioni, così come sapeva che Fdi intendeva indicare una figura maschile. Anche perché, voglio ricordare a me stessa, Giulia Bifano si dimette anzi tempo rispetto a successive dimissioni. E devo dire in quella fase non c'è un vincolo legata alla rappresentanza di genere che è stata una forzatura un po' del sindaco. La vicenda dell'assessore - ha ancora precisato la Ferro - si inserisce in un quadro però più ampio che riguarda il metodo con cui è stata un po' gestita in questi mesi. È mancato troppo spesso un reale coinvolgimento delle forze politiche della maggioranza delle scelte importanti, una coalizione non può essere considerata semplicemente come il luogo nel quale si ratificano le decisioni già prese. Più volte abbiamo avuto la sensazione che il confronto politico fosse considerato un passaggio formale anziché una risorsa. Riunioni di Giunta molto veloci, insufficiente condivisione preventiva rispetto agli argomenti, difficoltà di approfondire le questioni complesse".
I consiglieri comunali di Fdi restano al loro posto
"I consiglieri comunali eletti nelle liste di Fratelli d'Italia - ha ulteriormente precisato la Ferro - restano naturalmente liberi di assumere la giusta valutazione, essendosi candidati, avendo avuto un mandato popolare. Quindi, non siamo qua a ritirare le truppe. Assolutamente no. Nell'interesse della città faranno la valutazione che maggiormente ritengono giusta. L'origine del problema quindi, che sia chiaro, rappresenta piuttosto una conferma che spero non sia definitiva, di una valutazione che però è maturata nel tempo, ed è una valutazione prettamente politica. Una valutazione che riguarda la fiducia, la difficoltà nei rapporti degli impegni assunti, la progressiva marginalizzazione del contributo di Fratelli d'Italia. Io - ha concluso la Ferro - dovevo fare questa conferenza come coordinatore regionale, perché anche andando in aeroporto, la gente mi ha chiesto perché questo silenzio? Perché avete preso solo schiaffi? Non abbiamo voltato l'altra guancia essendo persone credenti, abbiamo soltanto aspettato che si consumassero i messaggi. E quei passaggi hanno visto troppo spesso dire questo non va bene, questo non ha la professionalità, questo deve avere il più alto profilo. E io ritengo che se l'alto profilo ci deve essere - per carità ce ne sono tanti - non può essere chiesto soltanto al nostro partito che di alti profili mi pare di averne abbastanza".
Antonio Cannone
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