
Cetraro - Si è svolto a Cetraro il convegno “La bio-scuola di San Filippo-Tecnologia, sostenibilità e qualità del costruire”, un'importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti del settore sul futuro dell'edilizia scolastica sostenibile.
Al centro dell'incontro, la nuova scuola ecologica di San Filippo, un progetto capace di coniugare efficienza energetica, sicurezza sismica, innovazione tecnologica e benessere degli studenti, proponendosi come esempio concreto di edilizia pubblica attenta all'ambiente. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali, durante i quali il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, ha sottolineato l'importanza della realizzazione della nuova bio-scuola di San Filippo, un progetto che rappresenta un investimento significativo per il futuro della comunità e delle nuove generazioni. Nel suo intervento ha evidenziato il valore di un'iniziativa capace di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità degli spazi educativi, esprimendo l'auspicio che questa esperienza possa diventare un modello di riferimento da esportare anche oltre i confini di Cetraro, contribuendo a promuovere una nuova visione dell'edilizia scolastica e dello sviluppo del territorio

Contributi importanti al confronto sono poi arrivati dal dirigente scolastico, Giuseppe Mantuano che ha richiamato il valore educativo dell'iniziativa, definendola «un percorso sano per le nuove generazioni», mentre l'assessore alla Pubblica istruzione, Graziano Di Pasqua ha sottolineato l'importanza di realizzare ambienti scolastici luminosi, accoglienti, ricchi di calore e dotati di spazi adeguati, auspicando che «questo tipo di scuole sia esportabile in tutta la Calabria». Significativo anche il contributo dell'ingegnere, Stefano Adduci, che ha posto l'attenzione sulla necessità di concepire «una scuola aperta all'ambiente», invitando a «progettare oggi con lo sguardo al domani ed alla sostenibilità ».

Di particolare importanza è stato l'intervento della professoressa, Wittfrida Mitterer, presidente della Fondazione italiana di Bioarchitettura e direttrice del Master universitario di II livello in Bioarchitettura della Lumsa di Roma, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra architettura, ambiente e qualità della vita.«In questo momento tutto si gioca sui materiali e sull'energia», ha sottolineato la professoressa, richiamando la responsabilità dei progettisti nella scelta delle risorse e delle tecnologie costruttive. Una riflessione inserita in una visione più ampia della contemporaneità, nella quale «la nostra vita è articolata in reti immateriali», a evidenziare le connessioni che legano persone, ecosistemi e ambiente costruito. Nel suo intervento, Mitterer ha illustrato i cinque principi fondamentali dell'ecologia: i rifiuti di una specie diventano il nutrimento di un'altra; la materia circola continuamente nella rete della vita; l'energia solare alimenta i cicli ecologici; la diversità aumenta la resilienza; la vita non ha conquistato il pianeta attraverso la forza, ma attraverso la cooperazione. Principi che trovano concreta applicazione nella bioarchitettura, dove ogni elemento dell'edificio dovrebbe inserirsi in una visione complessiva di equilibrio tra uomo e natura.
La professoressa ha inoltre richiamato l'importanza dei sistemi costruttivi misti, nei quali il legno collabora con il laterizio, valorizzando le caratteristiche dei diversi materiali per migliorare le prestazioni e il comfort degli ambienti interni. Uno spazio particolarmente interessante è stato dedicato proprio al legno e alle sue potenzialità innovative, grazie all'intervento dell'imprenditrice Giovanna Fongaro, di FBE Woodliving, fondatrice dell'associazione Le Donne del Legno. Il suo contributo, dedicato all'innovazione del legno, ha rappresentato un importante collegamento tra la riflessione teorica sulla sostenibilità e la sua applicazione concreta nel settore delle costruzioni. FBE Woodliving ha infatti partecipato direttamente alla realizzazione della bio-scuola in qualità di impresa esecutrice.

L'edificio utilizza il sistema KlimaWall, che integra legno massello italiano certificato PEFC e laterizio, con l'obiettivo di coniugare sicurezza antisismica, efficienza energetica e comfort abitativo. L'impiego di legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile valorizza inoltre una filiera produttiva attenta alla provenienza delle risorse e alla riduzione dell'impatto ambientale. L'esperienza della bio-scuola di San Filippo ha già ottenuto un importante riconoscimento nell'ambito di Festambiente 2026, con il premio Ecodesign assegnato alla Fondazione Italiana di Bioarchitettura, in qualità di progettista, e a FBE Woodliving, impresa esecutrice, a conferma del valore innovativo e ambientale del progetto.
L'intervento di Gennaro Niglio, direttore Efficienza Energetica del Gse, ha inoltre evidenziato il ruolo del Gestore dei servizi energetici nel supportare gli amministratori locali nella realizzazione di strategie energetiche sostenibili, richiamando anche le opportunità offerte dalle comunità energetiche rinnovabili e dagli strumenti di incentivazione. La giornata, arricchita dalla visita guidata alla bio-scuola di San Filippo, ha rappresentato un'importante occasione per osservare come ricerca, progettazione, materiali naturali e innovazione tecnologica possano tradursi in un'opera pubblica concreta. La bio-scuola di Cetraro diventa così espressione di una nuova cultura del costruire, nella quale la sostenibilità non si misura esclusivamente attraverso il risparmio energetico, ma anche attraverso la capacità di creare ambienti sani, accoglienti e rispettosi degli equilibri naturali. Un messaggio che trova la sua sintesi nella frase citata dalla professoressa Wittfrida Mitterer alla fine del suo intervento: «La sostenibilità è tutto quello che sostiene la vita sulla Terra»
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