Salta al contenuto principale

Image-2026-10-05-at-14.28.30_b4ecb.jpg

Pianopoli – "Palermo raccontata attraverso il cinema, ma anche il cinema come strumento per leggere una città, la sua storia, le sue contraddizioni e la sua straordinaria capacità di trasformarsi". È stato questo il filo conduttore della presentazione del volume “Palermo e il grande cinema. Tra Vucciria e Hollywood. Film, attori, registi” di Felice Maria Corticchia, svoltasi domenica 4 ottobre a Pianopoli. Il volume, pubblicato nel 2026 da Fergen, propone già nel titolo un viaggio ideale che dalla Vucciria arriva fino a Hollywood, attraversando film, attori e registi e restituendo il rapporto intenso tra il capoluogo siciliano e la settima arte.

Ad aprire l’incontro - è detto in una nota - è stato Sandro Gallo, presidente di Terra di Calabria, che ha posto l’accento sulla necessità di fare rete tra gli operatori culturali, superando individualismi e frammentazioni che troppo spesso limitano le potenzialità delle iniziative realizzate nei territori. Un richiamo alla collaborazione che ha assunto un significato particolare in un appuntamento capace di mettere in relazione esperienze, professionalità e sensibilità differenti. Secondo Gallo, la cultura può diventare realmente un fattore di crescita sociale e territoriale quando associazioni, istituzioni, intellettuali e operatori scelgono di condividere idee, competenze e progettualità, costruendo occasioni di confronto che non rimangano episodi isolati. A delineare la figura dell’autore è stato il giornalista Arcangelo Pugliese, che ha ripercorso il curriculum di Felice Maria Corticchia, evidenziandone la ricchezza e la varietà delle esperienze professionali e umane, soffermandosi anche sul suo passato nell’Arma dei Carabinieri. Un percorso articolato, quello di Corticchia, che nel tempo ha intrecciato scrittura, cinema, teatro e organizzazione culturale. Nato a Palermo e formatosi anche in ambito cinematografico e teatrale, l’autore vanta infatti diverse esperienze nel mondo dello spettacolo e della cultura.

L'intervento di Maria Loscrì, presidente del Club per l’UNESCO di Vibo Valentia e di MedExperience, nella sua funzione di moderatrice dell’incontro, è stato concentrato sulla riflessione che riguarda i “mille volti” di Palermo, città che non rappresenta semplicemente lo sfondo di tante produzioni cinematografiche, ma diventa essa stessa protagonista del racconto. Palermo è una città dalle molte identità: monumentale e popolare, luminosa e contraddittoria, aristocratica e profondamente mediterranea. Una complessità che il cinema ha saputo cogliere e restituire attraverso sguardi differenti, trasformando strade, quartieri, palazzi, mercati e paesaggi in luoghi dell’immaginario collettivo. Maria Loscrì ha inoltre evidenziato la profonda vicinanza culturale tra Calabria e Sicilia, due regioni che condividono non soltanto una prossimità geografica, ma una comune appartenenza mediterranea. Storia, tradizioni, contaminazioni culturali, paesaggi, migrazioni e identità costituiscono elementi di un patrimonio che avvicina le due sponde dello Stretto e che può rappresentare la base per nuove forme di collaborazione culturale.

La presentazione - raccontano i promotori dell'evento - non si è limitata all’analisi del volume. Il confronto con il pubblico ha infatti ampliato progressivamente la riflessione, trasformando l’appuntamento in un momento di partecipazione e dibattito sui temi della cultura, del lavoro e della valorizzazione delle competenze. Numerosi interventi hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di contrastare favoritismi, logiche clientelari e meccanismi poco meritocratici nel mondo del lavoro, fenomeni che rischiano di penalizzare soprattutto chi possiede capacità e competenze ma non dispone delle giuste relazioni o opportunità. Da qui è emerso con forza un messaggio condiviso: una società che mortifica i talenti impoverisce sé stessa. Valorizzare il merito significa creare le condizioni affinché capacità, studio, esperienza, creatività e professionalità possano trovare spazio, indipendentemente dalle appartenenze e dalle conoscenze personali. Un tema particolarmente importante per il Mezzogiorno, dove la difficoltà di offrire opportunità adeguate alle nuove generazioni continua ad alimentare la perdita di energie e competenze. La cultura, in questo senso, può svolgere anche una funzione civile: creare consapevolezza, stimolare il confronto e contribuire alla costruzione di comunità più aperte e capaci di riconoscere il valore delle persone. La presenza di Felice Maria Corticchia a Pianopoli ha rappresentato così molto più della presentazione di un libro. “Palermo e il grande cinema” è diventato il punto di partenza per parlare di città, identità mediterranea, cinema, lavoro, talento e responsabilità collettiva.

Un incontro nel quale Calabria e Sicilia si sono idealmente ritrovate attraverso la cultura, riaffermando quella vicinanza che va oltre la geografia e affonda le proprie radici nella storia comune del Mediterraneo. E proprio dall’invito iniziale di Sandro Gallo a “fare rete” è possibile cogliere il significato più ampio della giornata: costruire relazioni tra persone, associazioni e territori, mettere in circolo esperienze e competenze e fare della cultura non soltanto uno spazio di conoscenza, ma anche uno strumento concreto di crescita e partecipazione. Perché i territori crescono quando riescono a riconoscere i propri talenti, a metterli in relazione e, soprattutto, a non mortificarli, ma a offrire loro la possibilità di esprimersi.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.