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Capri - È morto stamattina nella sua amata isola Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella. Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. L'artista è deceduto dopo una lunga malattia. Interprete della grande musica italiana, lascia i figli Arrigo detto Igor dalla prima moglie Roberta Edoardo e Dario dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi. Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, era nato a Capri il 27 luglio del 1939 e il suo talento musicale fu precocissimo e segnò una carriera lunga e felice, che lo porto anche innumerevoli volte sul palco del festival di Sanremo che vinse due volte. Una carriera che aveva già raggiunto i vertici negli anni Sessanta segnata da alcuni grandi successi come Champagne, E mo e mo, Roberta, Let's Twist Again e St. Tropez Twist. Era nato del resto in una famiglia di musicisti e l'ultima apparizione in pubblico fu un anno fa quando, tra applausi e una standing ovation dalla platea di una serata in suo omaggio ha chiesto il microfono per cantare insieme con la band, i Capri Rockers capitanati dal figlio Edoardo Faiella, 'Champagne' e 'Il sognatore'. I funerali dell'artista si terranno domani alle 17, a due passi dalla celebre piazzetta di Capri, nella chiesa di Santo Stefano. Lo comunica all'ANSA la famiglia.

Diverse le sue visite in Calabria. In particolare ricorda il promoter lametino Ruggero Pegna sulle sue pagine social, nel 1995 a pochi giorni dalla scomparsa di Mia Martini, Pegna ha organizzato un Omaggio a Lamezia Terme trasmesso da Rai Due. Lui, da grande amico di Mimì, fu il primo ad accogliere l'invito - ricorda il promoter - eseguendo la commovente "Notturno". Una perla custodita nelle Teche Rai.

Il ricordo di Pegna

"Ci lascia un altro amico della Calabria, Peppino di Capri, un grande artista ma anche un uomo cordiale e generoso. Ho diversi ricordi legati ai miei eventi, alcuni in particolare: nel 1995, a pochi giorni dalla scomparsa di Mia Martini, le organizzai un Omaggio a Lamezia trasmesso da Rai Due. Lui, da grande amico di Mimì, fu il primo ad accogliere l'invito, eseguendo la commovente "Notturno". Una perla custodita nelle Teche Rai. Nel '97, il mitico Pietro D'Ippolito, patron del Blu70, il locale nel mare più bello che la Calabria abbia mai avuto, lo volle in concerto sui suoi scogli. Fu una serata dalle emozioni uniche, ma cominciò a mezzanotte per le abitudini del pubblico del Blu. Peccato che Pietro, ad un certo punto, si chiuse nella sua stanza e si addormentò. Ci ridemmo tutta la notte! Quando organizzai una serata benefica per un bimbo malato, lo invitai ancora, certo della sua risposta. Lui volle che andassi a trovarlo a Napoli, sorprendendomi per gentilezza e accoglienza. Poi arrivò al Garden di Rende, dove era la serata, alla guida del suo fuoristrada con la sua pianola che si scarico' da solo. Ma il ricordo che ancora oggi mi fa sorridere è legato ad un Gran Gala che mi fu affidato per una tappa della Venezia Montecarlo di motonautica a Scilla. Gli organizzatori, Tonino D'Ippolito e Fiorella De Septis, vollero una sfilata di Antongiulio Grande e lui come ospite musicale. Montammo il palco sulla spiaggia, con un unico grande camerino al piano terra di una casa a fianco del palco, condiviso con le modelle di Antongiulio, notoriamente mozzafiato. Garbatamente, lui entrò nel camerino solamente quando le modelle uscirono per sfilare. Improvvisamente andò via la luce, ma lo spettacolo prosegui' con il gruppo elettrogeno. Dopo qualche minuto, però, un autentico temporale si abbatté su Scilla e il palco. Le modelle, inzuppate, corsero nel camerino per ripararsi e cambiarsi, senza accorgersi che c'era lui. Per incanto torno' la luce e Peppino, incredulo di ciò che si trovò davanti, alzo' le mani e grido "Miracolo, miracolo", fuggendo pero' via a testa bassa! Sull'uscio tirò fuori un "Viva la pioggia!", che ci fece sorridere tutti, nonostante il caos di quei momenti. Buon viaggio, Maestro".

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