
Conflenti - Giovanni Paola, medico ed amministratore pubblico, si fa interprete di una testimonianza sul contagio Covid avvenuto nei giorni scorsi a Conflenti. "Pochi minuti fa ho ricevuto una telefonata da parte di un amico, da due giorni ricoverato in reparto critico Covid di un nostro ospedale regionale. Subito ho avvertito il fremito di un'emozione intensa perchè la percezione di quella interlocuzione, caratterizzata da una voce flebile, debole e lenta, emessa con fatica, mi ha condotto immediatamente a quell'amico del quale si sta parlando intensamente da due giorni, perchè è l'ennesima vittima di questo mostruoso nemico invisibile, tanto contagioso quanto "famelico" per il suo incedere".
"L'essere riuscito per telefono con forza a pronunciare il suo nome - dice Paola - ha solo confermato la convinzione, già acquisita, della sua corretta identità, ma ha avuto l'effetto di scatenare una devastazione delle mie sensibilità, legate all'enormi problematiche che il virus sta oggi arrecando all'intera umanità ed i patimenti che derivano da questa Pan-infezione. Da medico, con i miei 40 anni di esperienza alle spalle, da uomo e da amico ho provato grande imbarazzo nel fronteggiare lo stato di malessere proveniente dall'altro capo del telefono dove c'era la "sofferenza", nella sua più pura caratterizzazione. Il pianto spesso interrompeva la descrizione di un impegno respiratorio insufficiente a soddisfare la cosciente richiesta di "fame d'aria" e con gli accessi di tosse a devastare l'incerto quadro clinico globale. Per il mio amico la consapevolezza di una realtà, oggi per lui così drammatica, apre però alla speranza del domani, perchè tutti quelli che ora sono in difficoltà, autenticamente possano farcela. E dalla debolezza di oggi è emersa anche la promessa per un incontro a breve, di tipo conviviale, nel quale io e lui, di nuovo di fronte alla pienezza della vita, possiamo rammentare l'incertezza del passato ma inneggiare ancora al futuro".
"Emerge da questa triste storia - prosegue Paola - la casualità che pende oggi su chiunque perchè quello che sta capitando sfortunatamente al mio amico, domani può toccare indifferentemente a tutti no. È necessario perciò abbandonare ogni velleità individuale di essere "intoccabile" ed avere l'umiltà di porsi sempre in discussione ed essere ligio alle regole".
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