Roma - Sono 33.222 le classi con oltre il 30% di alunni stranieri, pari al 9,1% delle 365.935 classi funzionanti nel 24-25. Le scuole che ospitano queste classi ad alta densità di stranieri sono 4.295 e costituiscono il 10,6% delle 40.678 scuole statali attive. Su 848.231 alunni stranieri distribuiti, in quantità variabile in diverse classi, 273.561 alunni non italiani, circa un terzo del totale, sono inseriti nelle classi che hanno superato il tetto del 30%. I dati li fornisce uno studio della rivista specializzata Tuttoscuola. È la scuola primaria ad avere il maggior numero di classi con più del 30% di nuovi italiani (16.836, pari al 13,8%), seguita dalla scuola dell'infanzia (5.023, pari al 12,5%). Alla scuola media si scende al 9% e alle superiori al 3,5%. Se a livello nazionale il tetto del 30% è superato in una classe su 11, in Emilia Romagna e in Lombardia è superato in una classe su 5. In Sardegna solo in una classe su 193. In mezzo le altre regioni: al nord si arriva al minimo a una scuola su 8 (in Friuli), al centro al minimo a una su 15 (Lazio), mentre nel Meridione la massima incidenza di classi over 30% si ha in Abruzzo, dove una classe su 27 supera il tetto. Fino alla Puglia che ne ha una su 122, seguita solo dalla citata Sardegna (una su 195, con sole 55 classi con più del 30% di alunni stranieri su un numero complessivo di 10.595 classi, ovvero lo 0,5%). L'Emilia-Romagna, con quasi il 20% di classi over 30% (una ogni cinque) guida la graduatoria, precedendo di poco la Lombardia (che, comunque, ha il maggior numero di classi 30%) e le altre regioni settentrionali. Le regioni del Mezzogiorno sono tutte con situazioni minime di classi con stranieri.
Il Decreto-Legge 170/2026 sul tetto massimo di alunni stranieri - ricorda Tuttoscuola - circoscrive molto l'ambito di intervento: non saranno coinvolte classi di scuola dell'infanzia (nel 2024-25 oltre 5mila avevano superato il tetto del 30%). Inoltre ci si riferirà solo alle classi prime della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e di secondo grado secondo. Ma per quanto riguarda le prossime prime classi della scuola primaria, l'esclusione dal computo del 30% a favore degli alunni stranieri "nati in Italia o che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia" potrebbe determinare un numero ridottissimo di alunni stranieri da considerare ai fini del decreto, rispetto ai circa 27mila complessivi rilevati nelle prime classi di primaria nel 2024-25. In effetti, sono sempre meno i minori che arrivano da fuori Italia e, comunque, nel solo 2024-25 sono risultati iscritti alle scuole dell'infanzia statali e paritarie circa 150mila bambini stranieri. Quasi certamente nelle classi iniziali della scuola secondaria di I grado non dovrebbe essere attivato il superamento del tetto del 30%, in quanto "il numero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici" potrebbe essere pari pressoché a zero; la frequenza di tre anni scolastici con esito non positivo, infatti, non può che riferirsi alla scuola primaria, dove da anni non si registrano bocciature, ma promozioni generalizzate: il numero di alunni stranieri con eventuale esito negativo, e magari di quelli arrivati in Italia da meno di tre anni, si conterebbe sulle dita di una mano, in quantità insufficiente per costituire una classe pressoché dappertutto. Il limite posto dal DL potrebbe riguardare un certo numero di studenti delle prime classi della secondaria di II grado (erano 10.600 nelle classi prime del 24-25), in quanto è possibile che esista una certa quantità (probabilmente non rilevante) di studenti che "non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici" la scuola media. In definitiva, per Tuttoscuola, le classi con più del 30% di alunni stranieri sono moltissime, soprattutto al Nord, e in crescita notevole. Ma il numero delle classi che saranno toccate dal Decreto-Legge 170/2026 sarà presumibilmente molto limitato.
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