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San Pietro Apostolo - In vista delle prossime elezioni regionali, il comitato “La Strada che non c’è" ha scritto una lettera ai cinque aspiranti governatori: è stato, infatti, chiesto a Wanda Ferro, Mario Oliverio,  Nuccio Cantelmi, Nico D’Ascola e Domenico Gattuso, “quale posto occupa il tratto stradale incompiuto che dovrebbe collegare l’autostrada A3 (svincolo di Rogliano) con la S.S. 280 nei pressi di Marcellinara”. “E’ doveroso ricordare - scrivono nel comunicato - che tale infrastruttura è di primaria importanza per lo sviluppo socio-economico di questo vasto territorio compreso tra le ex Comunità Montane del Reventino-Tiriolo-Mancuso e quella del Savuto, servito ad oggi dalla sola vecchia ed obsoleta ex strada statale 19 e dalle Ferrovie della Calabria”.

“Fondamentale per lo sviluppo dell’importante infrastruttura - aggiungono - è il ruolo della Regione Calabria. Qualche anno fa, infatti, - scrivono ancora - il governo nazionale aveva stanziato circa 94 milioni di Euro (come scritto sulla Gazzetta Ufficiale) da destinare all’Amministrazione provinciale di Catanzaro per la realizzazione del tratto da  Decollatura a San Pietro Apostolo ed avviare i lavori dell’altro lotto fino a Marcellinara, ma purtroppo tali somme, arrivate alla Regione, - continuano - sono state stornate dalla Giunta Regionale,  e destinate ad altri scopi per coprire varie spese, tra queste anche quelle della sanità”.

“Il prossimo Governatore - si legge ancora nella nota del Comitato - dovrà al più presto possibile restituire il maltolto!”. Il comitato “Strada che non c’è” scrive nel comunicato di essere in attesa di risposte e “auspica questa ormai famosa incompiuta possa vedere almeno in parte la luce, dopo più di trenta anni!”. I componenti del Comitato scrivono che questa iniziativa “segue un'altra altrettanto importante del mese di agosto, con la quale il Comitato insieme ai Sindaci del comprensorio ha chiesto l’inserimento dell’incompiuta nel decreto “sblocca Italia” al Premier Matteo Renzi. Purtroppo però, - aggiungono - questo Decreto ha aiutato quasi esclusivamente il Centro-Nord, trascurando ancora una volta il Meridione, che al contrario del resto della penisola italiana - concludono - ha fame di infrastrutture moderne”.

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