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Reggio Calabria - Si è svolta nella questura di Reggio Calabria una cerimonia per il decennale della morte di Nicola Calipari, il dirigente della Polizia di Stato ucciso nel 2005 a Bagdad mentre stava riportando in Italia la giornalista Giuliana Sgrena liberata dopo il suo rapimento. Il questore Raffaele Grassi ha ricordato il collega come un uomo che credeva fortemente nello Stato e che serviva con dedizione e passione le istituzioni per garantire la libertà e la sicurezza ai cittadini.

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REAZIONI

Scopelliti (Ncd): "Simbolo di eroismo e coraggio"

"Ricorre oggi il decennale della morte in Iraq del dott. Nicola Calipari, dirigente del SISMI, ucciso per errore da un soldato americano nel corso dell'operazione di liberazione della giornalista Sgrena. Quando gli americani cominciarono a sparare il dott. Calipari protesse con il suo corpo l'ostaggio liberato, morendo al suo posto. Una morte assurda, per molti versi ancora misteriosa, e per la quale nessuno ha pagato la colpa". Lo ha detto Rosanna Scopelliti, capogruppo NCD alla Commissione Difesa della Camera e presidente del Comitato Beni confiscati presso la Commissione Parlamentare Antimafia. "A distanza di dieci anni da quella tragica vicenda - ha continuato la parlamentare - in attesa ancora di una pagina definitiva di verità e giustizia, voglio esprimere il mio affetto e la mia vicinanza a tutti i familiari del dott. Calipari, a cominciare dalla moglie Rosa Maria Villecco, cara collega parlamentare, calabrese anche lei come il marito". "Nicola Calipari - ha concluso Scopelliti - deve rimanere nel cuore degli italiani, e soprattutto dei calabresi, come simbolo dell'eroismo e del generoso coraggio di cui siamo capaci noi italiani ogni volta che dal nostro impegno difendiamo vite umane, legalità e libertà"

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