
Catanzaro - Pubblichiamo la lettera del presidente del Consorzio di Bonifica, Grazioso Manno, che ha inviato al procuratore della Repubblica di Catanzaro dr. Vincenzo Lombardo in merito alla diga Melito.
“Illustre Procuratore, la Diga sul fiume Melito avrebbe dovuta essere una delle opere più importanti del Mezzogiorno: si è rivelata, ad oggi, una vicenda allucinante. Tra il 2008 ed il 2010 ho rilasciato dichiarazioni molto forti, che hanno avuto eco su tutta la stampa. Giovedì scorso ho tenuto una conferenza stampa, accompagnando il mio intervento con atti e documenti. L’8 aprile 2009, su mia richiesta, sono stato convocato dal Dott. Giuseppe Borrelli, allora Procuratore Aggiunto, come persona informata sui fatti. Le invio in tal senso una delle tante note da me inviate successivamente a quella data. Mi risultava pendente un procedimento penale al n. 2983/2010 RGNR mod. 21 P.M. Dott.ssa Simona Rossi), scaturito dalle mie dichiarazioni al Dott. Borrelli, nei confronti del Sig. Ernesto Monti (allora Legale Rappresentante dell’Astaldi Spa) dove la parte offesa risultava il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese. Nulla ho più saputo di tale procedimento penale. Quanto accaduto negli ultimi giorni, in riferimento ai lavori del Mose, con l’Astaldi più volte menzionata perché facente parte del Consorzio Venezia Nuova, mi convince sempre di più sulla bontà dell’operato del Consorzio e sulla validità delle suddette mie dichiarazioni con le quali ipotizzavo (ed ipotizzo) il reato di truffa da parte della stessa Astaldi nei confronti del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese (prima denominato Consorzio di Bonifica Alli-Punta di Copanello). Mi permetto, a questo punto, di chiederLe un incontro per esporre la situazione nonché le ragioni per le quali, in questi anni, sono arrivato a prendere posizioni obiettivamente forti”.
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