
Decollatura - Sul dimensionamento scolastico si sono espressi sindaci, consiglieri comunali e politici provinciali, tra le tante opinioni, anche quella di Raffaele Arcuri, insegnante. Arcuri, in una nota, invita tutti a pensare soprattutto ai problemi della “scuola vera” e degli alunni.
“Imbarazzante il duello mediatico di questi giorni sul dimensionamento scolastico. Come al solito, alle spalle della Scuola Vera, quella che si fa nelle aule, si è scatenata una battaglia senza quartiere tra amministrazioni pubbliche di vario livello, partiti, movimenti politici, liberi battitori e personaggi in cerca d’autore. Tutto questo putiferio solo per fregiarsi di un 'pennacchio', di una sede, di unadenominazione: 'Istituto di…'. In definitiva, come tanti bambini attorno ad un giocattolo, si è consumata, tra attori diversi, l’ennesima partita di Risiko per conquistare questo o quel territorio. In questo gioco sconsiderato tra adulti chi ne fa realmente le spese è la Scuola reale, quella che quotidianamente tanti insegnanti costruiscono senza chiedersi se lo fanno sotto le insegne di questo o quell’Istituto. Ma che senso ha insegnare ai miei bambini a 'costruire insieme' quando l’esempio che viene dagli adulti del territorio va in tutt’altra direzione? Ma al di là della vicenda in sé, ciò che sta succedendo in questi giorni è la negazione di quello che dovrebbe essere un 'Territorio', di quello che dovrebbe essere il Reventino. Ieri sera riflettevo con un amico sulle potenzialità dei territori di montagna e sul fatto che il nostro comprensorio, come qualità di vita, potrebbe fare veramente la differenza, anche rispetto alla città. Ad oggi invece preferiamo ragionare nella logica della lite tra bambini: “l’istituto era mio, me l’hai preso…no, era mio e non te lo lascio…la legge va interpretata così piuttosto che nell’altro modo… non gioco più…il pallone è mio e me lo porto casa”.Ma finitela di litigare come i mocciosi. Finitela di credere che in questo modo si faccia il bene della scuola e del territorio. Lavorate piuttosto per costruire un’idea nuova di territorio, di collaborazione tra adulti, affinchè i vostri figli possano respirare, anche in mezzo alle strade delle nostre comunità, quell’atmosfera che secoli di campanile non ci hanno permesso di respirare. Diciamola una volta per tutte la verità: la scuola in tutto questo non c’entra, c’entrano solo gli equilibri politici, le vendette trasversali, gli antagonismi tra amministratori, insomma tutta la 'politica di cortile' che con la crescita e il futuro dei vostri figli e delle nostre comunità non ha nulla a che fare. Invece di replicare in serie atteggiamenti infantili, provate una volta buona a comportarvi di adulti, a non distruggere ciò che gli insegnanti cercano quotidianamente di costruire e, se potete, tra una bega e l’altra, cercate di lasciare in eredità ai nostri ragazzi, in qualità di genitori, amministratori e cittadini comuni, un Reventino migliore".
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