
Falerna - Una situazione molto delicata quella che si profila per un centinaio d'immigrati ospiti del "Residence degli Ulivi" di Falerna. Il ministero dell'Interno ha infatti posto fine già da un anno al programma d'accoglienza denominato Ena, ovvero Emergenza Nord Africa. Con il 28 febbraio 2013, i migranti presenti nei vari Cara, i centri d'accoglienza gestiti per lo più da cooperative sociali, dovevano abbandonare le strutture e se volevano rimanere dovevano comunque trovarsi un lavoro regolare. Tutto questo fatto salvo per persone con problemi di salute o minori. Tra i Centri che in questi anni hanno accolto gli immigrati c'è anche il "Residence degli Ulivi" di Falerna di proprietà della società Eurolido Srl che aveva dato in affitto i propri locali al consorzio "Calabria Accoglie" composto, a sua volta, dalle cooperative sociali "Il Delfino" e Promidea. Tale rapporto di assistenza agli immigrati è, di fatto, cessato con la fine del programma Ena, ovvero a marzo 2013. Nel frattempo, diversi immigrati sono rimasti nelle struttura trovando lavori saltuari nella zona, ossia prevalentemente "in nero" nei campi.
Tra la società proprietaria, ovvero la Eurolido Srl e le Cooperative è poi scoppiato un contenzioso. Ora sembra che tale diatriba, finita nelle aule di tribunale, abbia dato ragione alla Eurolido Srl. Ciò significa, per come ha spiegato l'amministratore proprietario del residence, il professor Vittorio Palermo, che "il Tribunale di Lamezia Terme, in via cautelare e nelle more del giudizio definitivo, ha riconosciuto che la riconsegna della struttura alla società titolare non è mai avvenuta ed ha conseguentemente ordinato alle cooperative consorziate il rilascio degli immobili liberi da persone e cose".
Palermo ha spiegato che il tribunale "ha accolto la richiesta di sequestro giudiziario di un ingente importo, a danno delle medesime cooperative consorziate, a garanzia dei canoni non pagati sin dal novembre 2012, nonché i danni arrecati alla struttura". Tutto questo cosa comporta? Palermo ha fissato una data spiegando che "dopo un tentativo già effettuato dell'ufficiale giudiziario nel dicembre 2013, per il 27 maggio prossimo è previsto un nuovo accesso dell'ufficiale giudiziario presso la struttura di Falerna, al fine di riconsegnare l'immobile libero da persone e cose alla società titolare per come ordinato dal Tribunale di Lamezia Terme".
Il 27 maggio, dunque, salvo ripensamenti della Eurolido Srl, l'ufficiale giudiziario dovrebbe recarsi presso la struttura dove abitano attualmente gli immigrati. Palermo, dal canto suo, ha scritto agli organi d'informazione aggiungendo di offrire "la propria disponibilità a rientrare in possesso degli immobili, alla condizione che un Ente istituzionalmente competente si assuma la responsabilità di gestire il centro di accoglienza e di progettare un percorso di integrazione per i migranti attualmente presenti, garantendo però la restituzione definitiva degli immobili entro un periodo massimo di 12 mesi, così da consentire la ripresa dell'attività commerciale e di porre fine alla situazione di disagio che la società titolare sta subendo". Tutto rinviato al prossimo 27 maggio quando, a partire dalle 10:00, si dovrebbe sapere come andrà a finire la vicenda che vede tanti immigrati presenti nel residence della città tirrenica e che ogni giorno girano in bicicletta sulla statale 18 rischiando, soprattutto nelle ore serali, di essere investiti in quanto la maggior parte di loro è sprovvisto di giubbino catarifrangente previsto per legge.
Vi.Ci.

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