
Soveria Mannelli – Pubblichiamo la lettera aperta del Comitato Pro Ospedale del Reventino rivolta al presidente ff Stasi, al Commissario della Sanità Luciano Pezzi e al Commissario-Dg AspCz Giovanni Paladino su alcune incongruenze che riguardano l'ospedale di Soveria Mannelli.
"Da quando siamo venuti a conoscenza del mancato rinnovamento delle attrezzature al laboratorio analisi, che nella gara afferente indetta dall’Azienda Ospedaliera, non c’è menzione, preoccupa fortemente questo Comitato, che per dirla in breve potrebbe segnare un duro colpo per le garanzie sanitarie del territorio oltre che dell’intera struttura. Chiediamo pertanto (con questa lettera aperta che riporta integralmente quanto dato alla stampa) ai vari gradi istituzionali e dirigenziali, Giovanni Paladino, Dg Asp Cz; Luciano Pezzi, Commissario Sanità e Antonella Stasi, Presidente f.f., di voler fare chiarezza nella fattispecie. Il problema, edotto in precedenza all’ex Dg. Gerardo Mancuso a cui si poneva lo stesso quesito, induceva lo stesso a spiegarci che si le gare erano state fatte solo per Soverato e Lamezia, ma che il laboratorio di Soveria si contestualizzava nella rete continuando comunque a fornire il suo imprescindibile contributo, visto che l’idea di un laboratorio centralizzato al momento non era praticabile, sebbene discussa in sede di conferenza Stato-Regioni. Oggi l’attuale situazione sembra non essere tale e ipotizzare che questo territorio interno e complesso venga escluso dalle suddette dinamiche, mentre Soverato continui a godere di tale interesse seppure vicinissimo alle eccellenze di questa regione con strade comode, ci induce a pensare che la riorganizzazione del comparto sia del tutto sperequativa e poco rispettosa del Livelli Essenziali di Assistenza. Che, come recita il portale del Ministero della Salute, sono costituiti dall’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza”. Dove si precisa che, fino a quando i Lea rimarranno alla base del nostro sistema sanitario, nessuno potrà essere escluso dalle cure perché troppo anziano o bisognoso di prestazioni troppo costose, perché dedito a comportamenti nocivi alla salute, troppo povero o, paradossalmente, troppo ricco: un reddito elevato può, al limite, giustificare la corresponsione di un ticket, ma non l’esclusione dal diritto all’assistenza. Oltre all’art. 32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti), è la legge di istituzione del SSN del 1978 a introdurre per la prima volta i “livelli di prestazioni sanitarie che devono essere garantiti a tutti i cittadini”, ribaditi e rafforzati nelle successive riforme. I Lea sono stati definiti a livello nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29/11/01, entrato in vigore nel 2002. La riforma del titolo V della Costituzione ha poi previsto per le Regioni la possibilità di utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni aggiuntive (ma mai inferiori) a quelle incluse nei Lea. Questo comporta che i Lea possano essere diversi da Regione a regione (fermo restando che quelli definiti a livello nazionale vengono garantiti in tutto il territorio italiano). Alla luce di queste considerazioni crediamo che la contemplazione di tale diritto sia adottato in ogni provvedimento per le zone disagiate, disomogenee, con una viabilità interna mediamente sugli 800 metri e con uno dei redditi pro-capite più bassi d’Italia come quello dell’hinterland di Soveria Mannelli, che nell’ospedale vede afferire un bacino demografico di oltre 40.000 abitanti distribuiti in oltre 35 comuni. Questo comitato affiggerà tramite manifesti in ogni comune del comprensorio la presente richiesta e conseguentemente le eventuali risposte o non risposte dei referenti interpellati".
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