
Cosenza - In tanti si sono cimentati a Cosenza con la maximungitura pubblica, promossa dalla Coldiretti che si è svolta a Cosenza, in contemporanea con altre 12 piazze italiane. "Ad alternarsi nella cura della stalla e alla mungitura - è detto in una nota della Coldiretti - sono stati molti, ad iniziare dal presidente della Regione Mario Oliverio che ha riconosciuto la straordinaria importanza dell'evento sottolineando 'l'occhio lungo' di Coldiretti alla quale ha riconosciuto la leadership in agricoltura con una straordinaria capacità di coinvolgere i cittadini-consumatori. Ad alternarsi alla mungitura sono stati anche il rettore dell'Università della Calabria, Gino Crisci; Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio di Cosenza; le gemelle Chiara e Martina Scarpari protagoniste della trasmissione 'Ti lascio una canzone'; Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e presidente della Provincia; l'ex senatore Franco Covello; Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera; i calciatori del Cosenza; Nicola Paldino, presidente Bcc Calabria; Franco Laratta consigliere Ismea; Selene Falcone, della Legaconsumatori; Ernesto Magorno, deputato e segretario regionale del Pd, Rosella Pellegrini Serra, presidente dell'Airc Calabria, e i consiglieri regionali Giuseppe Graziano e Franco Sergio". "Hanno partecipato venti sindaci - prosegue la nota - con tanti altri che hanno fatto giungere messaggi di piena condivisione. Tutti, inoltre, hanno firmato il manifesto di adesione a difesa del latte 'Made in Italy' e la necessità di distinguere con l'indicazione dell'origine in etichetta prodotti che ancora oggi ne sono privi, come latte Uht (a lunga conservazione), formaggi e derivati. Straordinaria è stata la partecipazione di cittadini e allevatori che hanno visto da vicino, come si lavora in una stalla situata all'interno di una vera e propria fattoria di oltre 500 metri quadrati all'interno della quale, sotto lo sguardo vigile di allevatori e veterinari, c'erano le varie razze di vacche che vengono allevate in Calabria".
Coldiretti: "in Calabria il 62% latte è importato"
"In Calabria, secondo i dati forniti da Coldiretti, ci sono 341 allevamenti da latte titolari di quote, il 17% in meno rispetto al 2007". E' il dato emerso a Cosenza in occasione della mungitura in piazza organizzata dalla Coldiretti nell'ambito della mobilitazione nazionale a difesa del latte italiano. "Il latte movimentato annualmente in Calabria - riporta una nota di Coldiretti - è pari a 614.330 quintali, ma ne sono importati ben 380 mila quintali annui, il 62% del totale; nella regione arrivano 36.923 quintali di cagliate (pari a 369.233 quintali di latte). La secretazione dei dati sull'importazione non consente di sapere dove questo fiume di latte va a finire. In sostanza, se si sommano i dati del latte importato e quello delle cagliate per produrre formaggi, si arriva alla ragguardevole quantità di 749.233 quintali di latte (il 122% della produzione calabrese) e quindi più della produzione regionale. Oggi, per ogni litro di latte prodotto, solo il 17% del prezzo va nelle tasche dell'allevatore". "Nella nostra regione - sostiene il presidente regionale di Coldiretti, Pietro Molinaro - con l'indotto si arriva oggi a mille persone occupate. Se diventasse obbligatoria l'origine su tutte le produzioni, potremmo quasi triplicare l'occupazione diretta e indiretta, con l'impiego di tanti giovani pronti ad investire nel settore".
Covello: "Coldiretti celebrato valore biodiversità"
"Un plauso alla Coldiretti Calabria, che con una 'mungitura pubblica', simpatica ed originale, ha celebrato oggi a Cosenza il valore della biodiversità, dando dignità culturale al comparto del latte fresco e dei grandi formaggi della tradizione italiana e calabrese". Lo afferma, in una nota, Stefania Covello, deputata e responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Nell'anno dell'Expo di Milano - prosegue - iniziative di questo genere aiutano ad avvicinare le istituzioni e la pubblica opinione allo straordinario e complesso mondo degli operatori agricoli, permettendo anche la promozione di una diversa qualità della vita, fatta del rispetto dei tempi naturali, dei cicli biologici degli animali e della salute dei consumatori. La ormai prossima liberalizzazione del settore, che comporterà il superamento del sistema delle "quote", darà un maggiore impulso a questo comparto, offrendo maggiore libertà agli operatori. Come richiesto anche dalla Coldiretti però, il Parlamento e il Governo devono evitare la formazione di posizioni dominanti e potenziare i controlli sull'origine e la qualità delle produzioni". "Aggiungo poi, in qualità di responsabile Mezzogiorno e Fondi europei del Pd - conclude Stefania Covello - che dobbiamo sopratutto controllare il rispetto delle normative in materia di contratti di filiera ai fini dell'utilizzo effettivo dei fondi comunitari".
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