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Reggio Calabria - La Calabria è al terzo posto della graduatoria delle regioni maggiormente esposte per truffe all’Inps. Lo si desume dalla operazione della Guardia di Finanza di due giorni fa, “Italians out”, che ha portato alla scoperta di una maxitruffa ai danni dello Stato di quasi 17milioni di euro. Sono state denunciate 517 cittadini, percettori dell'assegno sociale in maniera indebita in quanto fittiziamente residenti in Italia (ai fini dell’ottenimento dell’assegno sociale, uno dei requisiti è la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno dieci anni nel territorio nazionale). L’operazione investigativa ha riguardato 19 regioni e 81 province. I maggiori picchi di irregolarità si sono manifestati nell’ordine in Sicilia (3,7 milioni incassati e 123 denunciati), in Campania (3,4 milioni e 98 soggetti denunciati), in Calabria (2,3 milioni e 75 denunciati),nel Lazio (1,6 milioni e 48 denunciati), in Puglia (904 mila euro e 29 denunciati). Non meno di un mese fa, sempre in due distinte operazioni della Guardia di Finanza, una nel Lazio, ad Ostia, ed una in Calabria, nella Locride, erano state scoperte altre truffe milionarie per circa 3,3 milioni di euro sull’erogazione dell’indennità di disoccupazione, che ha portato alla denuncia di 123 persone a Roma, tra cui due impiegati Inps, e 259 a Reggio Calabria. Risale al mese di marzo, invece, la truffa all’Inps da 200 mila euro, messa a punto da quattro figli che, dopo la morte delle rispettive mamme nel 2012 e nel 2013, non avevano denunciato il decesso all’istituto previdenziale, continuando a vedersi accreditare sui conti correnti le pensioni spettanti ai propri congiunti.

I risultati investigativi sono stati al centro di una interrogazione parlamentare che un gruppo di deputati della Lega (primo firmatario Invernizzi) ha rivolto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Secondo i parlamentari, “tutto questo evidenzia delle falle nel sistema dei controlli Inps, in qualche misura compensate dall’operato della Guardia di Finanza, il cui intervento tuttavia non comporta automaticamente il recupero pieno di quanto indebitamente percepito nel frattempo, a danno dell’erario ma soprattutto dei reali aventi diritto a prestazioni socio-assistenziali”. I deputati leghisti hanno chiesto al ministro se e quali provvedimenti, nell’ambito delle proprie competenze, intenda porre in essere “per contrastare in via preventiva la riscossione indebita di prestazioni a carico dell'Inps”. (lmp)

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