
Lamezia Terme – “Sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità e la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), restando consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio”. Sta facendo discutere, in queste ore, questo punto dell’ordinanza n. 19 del 27 marzo del presidente della regione f.f. Nino Spirlì con ad oggetto “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.
Da domani, 29 marzo, la Calabria torna in zona rossa dove le misure anti covid-19 saranno più stringenti. Ma, a livello nazionale in zona rossa: “è sempre vietato consumare cibi e bevande all'interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione e nelle loro adiacenze. Dalle 5 alle 22 è consentito l'asporto (per i bar fino alle 18); la consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario. I ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano, anche in zona rossa”. Secondo l’ultima ordinanza regionale, invece, viene negato totalmente l’asporto. Prevista la sola consegna a domicilio per la ristorazione.
Le nuove disposizioni sono conseguenti all’entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministro della Salute del 26 marzo 2021. Ultime ore, quindi, in zona arancione per la Calabria che si trova a fare i conti con questa nuova misura restrittiva per i locali calabresi già in sofferenza da quando è scoppiata la pandemia.
Il punto 6 dell'ordinanza:

Reazioni
Pitaro (consigliere regionale): “Presidente Spirlì modifichi l’ordinanza zona rossa"
“Il Presidente della Regione revochi la sospensione delle attività d’asporto per bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Si rischia, se non si rimedia con immediatezza, una polemica al calor bianco che, acuendo il disagio sociale in Calabria al limite della sopportazione, potrebbe sfociare in inconsulte manifestazioni di rigetto”. Lo dice il consigliere regionale Francesco Pitaro che aggiunge: “Questa illogica preclusione senza alcuna finalità degna di una plausibile considerazione contenuta nell’ordinanza della Regione, se non è una svista o l’aggiunta di soppiatto con intenti sadici di qualche burocrate, sembra quasi un abuso provocatorio della pazienza di commercianti in grave sofferenza economica fin dall’inizio della pandemia e che non meritano un trattamento penalizzante e discriminatorio rispetto a quanto accade nelle altre regioni”. Spiega Pitaro: “Chiederò formalmente con un’istanza al presidente Spirlì che venga rettificata questa parte dell’ordinanza della Regione che recepisce il provvedimento del Ministero della Salute del 26 marzo che dispone la zona rossa anche in Calabria. Sommare divieti ai divieti prescritti dal Governo, per i calabresi (e in questo caso per gli operatori commerciali a cui è proibita fino al 6 aprile l’attività d’asporto) già vessati da uno dei sistemi sanitari più disorganizzati del Paese, sarebbe come aggiungere al danno la beffa”.
Giannuzzi e Mostaccioli (Confartigianato Imprese Catanzaro): “Venga prontamente corretta l'ordinanza regionale che vieta l'asporto”
"Da domani anche la Calabria tornerà a essere “zona rossa”. Un provvedimento che probabilmente sarebbe dovuto arrivare diverso tempo addietro, fornendo però i necessari aiuti economici alle numerose attività costrette a fermarsi. Invece no, le regioni di tutt’Italia continuano a cambiare colore lasciando gli esercenti letteralmente in ginocchio, senza che il Governo nazionale fornisca le giuste dosi di vaccini, utili a immunizzare al più presto tutta la popolazione. Ma c'è di più: c'è ora il paradosso con cui si stanno scontrando numerosi esercenti. La norma che regolamenta le chiusure nelle aree rosse prevede per bar e pasticcerie l'asporto e la consegna a domicilio fino alle 22, vietando le consumazioni nei pressi delle attività rientranti nella categoria della ristorazione. Leggendo l'ultima ordinanza sottoscritta dal presidente facente funzione della regione Calabria Nino Spirlì, però, non passa inosservato il divieto d'asporto, con la possibilità della sola consegna a domicilio. Perché? Perché accanirsi contro attività che si trovano già in ginocchio? Confartigianato Imprese Catanzaro si augura che si tratti esclusivamente di una svista a cui sarà posto prontamente rimedio, non di una vera e propria restrizione. Solo un anno fa, la nostra regione, per far ripartire l'economia dopo i vari mesi di lockdown, aveva riaperto anzitempo la possibilità delle consumazioni all'esterno di queste attività. Chiediamo al presidente Spirlì che venga immediatamente corretta l'ordinanza, affinché le nostre aziende possano lavorare e guadagnarsi da vivere nel rispetto delle norme. L'imprenditoria calabrese resiste, non graviamola di ulteriori limitazioni!". Concludono Innocenza Giannuzzi (vicepresidente Confartigianato Turismo Catanzaro) e Raffaele Mostaccioli (segretario Confartigianato Turismo Catanzaro).
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