
Reggio Calabria - Il Consiglio dei ministri, che si è riunito ieri sera a palazzo Chigi sotto la presidenza del presidente Giuseppe Conte, segretario il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro, su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, in ragione della necessità di proseguire l'opera di risanamento dagli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata, a norma dell'articolo 143 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267), ha deliberato la proroga per sei mesi dello scioglimento dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Lo si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi.
Sanità: proroga scioglimento Asp di Reggio Calabria, D'Ippolito e Parentela chiedono sostituzione commissari: "Hanno fallito, come aveva già rilevato Sapia"
“È significativa la proroga dello scioglimento dell’Asp di Reggio Calabria da parte del Consiglio dei ministri. Il governo ha confermato il livello di attenzione sulla sanità calabrese, che va rilanciata a partire dalla legalità”. Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Giuseppe d’Ippolito e Paolo Parentela, che osservano: “Tuttavia, come già aveva evidenziato il collega del Movimento 5 Stelle Francesco Sapia, occorre sostituire al più presto i commissari dell’Asp di Reggio Calabria, che non hanno affrontato a modo l’emergenza Covid, addirittura “scappando”, né i vecchi e purtroppo permanenti problemi gestionali, organizzativi, contabili e assistenziali dell’azienda. Pertanto, continuano, ci appelliamo al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, perché provveda alla nomina di nuovi commissari, date – concludono i D’Ippolito e Parentela – le pesanti criticità che ancora si riscontrano nell’Asp di Reggio Calabria, confermate dalla recente relazione del commissario alla Sanità regionale, Saverio Cotticelli, in cui si certifica il fallimento assoluto dell’attuale commissione straordinaria aziendale, che non ha ratificato i bilanci dal 2013 al 2018 e addirittura aveva chiesto il dissesto dell’ente per scaricare le proprie responsabilità”.
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