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Lamezia Terme – “Il progetto C.A.S.P. INAIL Lamezia Terme non nasce in un congresso politico e non nasce oggi. Nasce da una storia personale, da un percorso universitario e da anni di lavoro fatto sul campo, spesso con pochi mezzi ma con molta volontà”. A raccontarlo è Paolo Mazzei, ex militare ed ex atleta, oggi laureato in Scienze Motorie presso l’Università Magna Græcia di Catanzaro. Prima di un grave evento clinico, Mazzei praticava ciclismo agonistico e aveva costruito gran parte della propria vita attorno allo sport e all’attività militare. Un infarto intestinale massivo ha interrotto improvvisamente quel percorso, portandolo a convivere con una condizione sanitaria complessa, insufficienza intestinale e nutrizione parenterale domiciliare. Da quella frattura è nata una scelta: non fermarsi, tornare a studiare e provare a trasformare un’esperienza difficile in qualcosa di utile per altre persone. È così che prende forma il C.A.S.P., Centro di Avviamento allo Sport Paralimpico presso il Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme.

“Non parlo soltanto di un progetto tecnico. Parlo di un’idea nata dalla mia vita, dalla mia tesi di laurea e dal bisogno di costruire in Calabria un percorso serio per chi, dopo la riabilitazione, vuole rimettersi in gioco attraverso lo sport”, dichiara Mazzei. Nel 2023 Mazzei ha organizzato Rarity On Wheels, la prima gara nazionale di mountain bike/paraciclismo paralimpico in Calabria e nel Sud Italia. Proprio dopo quell’esperienza, vissuta a contatto con atleti, tecnici e persone con disabilità, ha iniziato a lavorare in modo più strutturato al progetto C.A.S.P. “Rarity On Wheels mi ha fatto capire che in Calabria lo sport paralimpico si può fare davvero. Ma mi ha fatto capire anche un’altra cosa: senza una struttura stabile, senza tecnici coinvolti e senza un centro di riferimento, tutto rischia di restare legato alla buona volontà dei singoli. Il C.A.S.P. nasce anche da lì”, spiega Mazzei. La prima idea progettuale è stata presentata nel 2023 a Lamezia Terme e individuava l’area del palazzetto dello sport e del campo da calcio in Via del Progresso. Successivamente, dopo le difficoltà emerse, il progetto è stato rettificato e ripensato presso il Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme, considerato una sede strategica per collegare riabilitazione, ausili, sport paralimpico, università, ricerca, formazione e avviamento sportivo.

“Se in Calabria abbiamo un Centro Protesi INAIL all’avanguardia, dobbiamo valorizzarlo e farlo diventare il punto di partenza di un’eccellenza vera. Un progetto come il C.A.S.P. non può essere improvvisato né raccontato soltanto nei congressi: deve essere fatto bene, con competenze, programmazione, strutture adeguate e con il coinvolgimento di chi conosce davvero la disabilità, lo sport paralimpico e i percorsi post- riabilitativi”, sottolinea Mazzei. Per questa ragione, secondo Mazzei, “avrebbe più senso partire proprio accanto al Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme, valutando l’area e gli spazi che erano occupati dalla Fondazione Mediterranea Terina. Una sede così vicina all’INAIL permetterebbe di avviare il C.A.S.P. in modo concreto, partendo in piccolo, con ciò che è già disponibile e predisposto, senza perdere la visione più ampia del progetto”.

Il C.A.S.P. deve essere pensato come un progetto a lungo termine. Non deve seguire la logica della scadenza dei mandati politici, ma quella del successo reale del progetto. Si parte con calma, si costruisce una base seria accanto all’INAIL, si lavora bene, si coinvolgono tecnici e persone competenti, si misura ciò che funziona e poi si cresce negli anni con strategia. Solo così può nascere qualcosa che resta davvero alla Calabria”, aggiunge Mazzei. Il progetto è stato poi portato anche in sede accademica, nella tesi di laurea di Mazzei in Scienze Motorie, dal titolo: “Progetto CASP INAIL Lamezia Terme: verso una Calabria specializzata nello sport Paralimpico e studio biomeccanico dell’Handbike per l’ottimizzazione della pedalata in categoria MH1”. Dopo quanto emerso durante il congresso regionale di Forza Italia, dove è stato annunciato il primo centro federale/paralimpico in Calabria ricondotto pubblicamente all’idea di Emanuele Ionà, Mazzei - fa sapere - ha inviato una PEC formale, protocollata e acquisita, al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, chiedendo rettifica, chiarimenti e coinvolgimento operativo del gruppo tecnico originario. “Ad oggi non ho ricevuto alcun riscontro. Ho rispettato le istituzioni, ho scritto formalmente, ho allegato documenti e ho chiesto un tavolo tecnico. Proprio per questo ritengo giusto rendere pubblica la vicenda”, afferma Mazzei.

Il punto, per Mazzei, non è bloccare il progetto, ma "impedire che un tema serio come la disabilità venga trasformato in propaganda politica. La disabilità non è uno slogan. Non è una bandiera da sventolare quando serve visibilità. È vita reale, fatica quotidiana, competenza e responsabilità. Non accetto che il dolore delle persone, il lavoro dei tecnici, la speranza delle famiglie e la continuità post-riabilitativa diventino materiale da annuncio pubblico senza ascoltare chi quel percorso lo ha ideato, studiato e costruito sul campo”. Attorno al C.A.S.P. si è formato negli anni un gruppo di giovani tecnici calabresi con grande voglia di lavorare. Le attività collegate riguardano paraciclismo, scherma, bocce, calcio balilla, tiro con l’arco, tiro a segno e nuoto paralimpico, quest’ultimo già previsto nella progettazione originaria anche attraverso il coinvolgimento di Gianvittorio Longo. “Non chiedo una semplice citazione. Chiedo che il progetto venga ricondotto alla sua vera origine e che i giovani che lo hanno pensato, scritto e avviato vengano coinvolti nella sua realizzazione. La Calabria non può continuare a ignorare chi studia, progetta e lavora sul territorio”, continua Mazzei.

“Non voglio bloccare nulla. Voglio che il C.A.S.P. nasca correttamente, con chi lo ha ideato e con chi già lavora ogni giorno nello sport paralimpico. Non deve diventare una bandiera politica: deve diventare un’opportunità reale per persone con disabilità, studenti, tecnici, famiglie e giovani calabresi”. Mazzei conclude: “Mi presento come una persona che ha perso una carriera sportiva e militare per un evento tragico, si è rimessa a studiare, si è laureata in Scienze Motorie e ha provato a trasformare la propria esperienza in un progetto per la Calabria. Chiedo solo che questo percorso non venga cancellato o raccontato come se fosse nato altrove”.

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