
Lamezia Terme – “La stagione irrigua è avviata e gli agricoltori temono il perpetuarsi dei disservizi operati dal Consorzio di Bonifica tirreno catanzarese (ex Consorzio di Bonifica della piana di Sant’Eufemia), nel garantire la quotidiana funzionalità degli impianti”. Lo sostengono, in una nota, dalla Confederazione Italiana Agricoltori. “Le imprese agricole – dichiarano - affrante da difficoltà, da problemi economici e strutturali spesso non esternati perché tenuti nel loro dignitoso silenzio, desidererebbero un Consorzio per il quale i tributi dovuti si rappresentino in veri servizi e non diventino per loro inutili e pesanti vessazioni”.
Quello che preoccupa è, inoltre, “la cieca visione che il Consorzio di Bonifica Tirreno catanzarese ha dei problemi quotidiani delle imprese, delle loro istanze evocate e le risposte di servizi adeguati cui dovrebbe seguire ma che restano disattese, ponendo gli agricoltori ai margini dell’attività dell'Ente invece di essere attori. Assistiamo alla conduzione di una gestione spendacciona, con azioni di governo volte più a raggiungere obbiettivi di premialità economica e benessere per il personale asservente, in alcuni casi alla politica in altri alla organizzazione di rappresentanza imprenditoriale di riferimento, che a raggiungere gli scopi che lo statuto assegna loro e che sono i servizi alle imprese agricole, al territorio e suo sviluppo. Un consorzio che continua da tempo a disperdere energie e risorse, mantenendo costi eccessivi facendole ricadere sui consorziati”.
La Confederazione Italiana Agricoltori Calabria Centro sottolinea ancora una volta “i disagi espressi dagli agricoltori e dai consorziati, suggerendo rimedi e sollecitandone le risposte, a fronte di una sua apatica conduzione. La medesima Confederazione, tuttavia, esprime fortissime preoccupazioni sullo stato economico-finanziario in cui versa il Consorzio. Dai dati appare una pesante condizione e ciò che ancor di più allarma è la mancanza di una necessaria programmazione di lungo respiro per rimediarne le condizioni e addirittura una assenza di segnali di volontà in tale direzione. I dati forniti dall'amministrazione dell'Ente, evidenziano una carente progettualità di interventi essenziale per il mantenimento dello stesso personale tecnico ed amministrativo, considerato che per la gran parte il loro sostentamento è in stretta relazione alla entità e qualità progettuale che riesce a programmare per il territorio. Pur in presenza di tale stallo, l'amministrazione dell'Ente, su volontà o quanto meno con il benestare dell'associazione di categoria referente che di fatto ne diviene corresponsabile, procede con le modalità tipiche e silenziose che ormai da tempo la caratterizzano, ad inventare funzioni per il personale, distacchi e ruoli inutili, elargire promozioni di carriera e premi economici con sfregio al buon senso dei tanti cittadini e agricoltori chiamati a contribuire all'attività dell'Ente medesimo”.
Pertanto, la CIA Calabria Centro ha sollevato “l'inopportunità di azioni amministrative operate da questo Consorzio tendenti ad appesantire ed a pregiudicare ulteriormente le già difficili condizioni economiche e debitorie dell'Ente, a fronte dei non dimostrati e dimostrabili ritorni giustificativi sul piano dell'efficienza e della loro economia”. Nonostante l'azione della CIA, nel suo ruolo di rappresentanza sindacale a tutela degli agricoltori e dei cittadini tutti, il Consorzio, spiegano: “con il placet dell'Organizzazione di categoria di riferimento opera ugualmente con la disinvolta arroganza, con la sua convinta padronanza dell'Ente, con l'utilizzo clientelare della gestione di alcuni impianti e del personale. La sua visione programmatica prevalente e quindi il carattere che ne ha assunto da tempo, è quello della conservazione dello status quo, utile all'attuale governans ed a qualcuno che lo utilizza in modo strumentale per spicciole finalità clientelari”.
La CIA Calabria Centro chiede, infine, “perché si ponga fine a questa scellerata politica di amministrazione dell'Ente, agli sprechi perpetrati a danno dei consorziati, al clientelismo della promozione economica forzata per personale più fortunato, ingenerando oltre ai costi aggiuntivi, ingiustizie tra il medesimo personale. Chiede, piuttosto, che si attrezzi sul piano progettuale e programmatico, alla nuova sfida che il PSR regionale offre per progettare interventi che vadano in direzione dello sviluppo delle imprese e del territorio nel suo complesso, oltre che per garantire, con maggior certezza, la sostenibilità del personale. Chiede, inoltre, che venga avviata una seria azione di programma di rientro graduale, nel tempo, dell'eccessiva situazione debitoria in cui versa l'Ente, per non farlo ricadere, in modo diretto o indiretto sui consorziati; un'azione orientata sul contenimento degli eccessivi costi di gestione che lo ha finora caratterizzato oltre che su interventi progettuali di utile beneficio”.
La CIA Calabria Centro sostiene che “il Consorzio debba operare per una gestione sana ed ordinata, svolgere i suoi compiti di servizi al territorio e, nello stesso tempo, avviare una politica di interventi crescente di risanamento finanziario, dimostratasi carente o addirittura trascurata da molti anni, ma vigilerà che questo avvenga non a sacrificio dei contribuenti per i quali l'attribuzione dei tributi consortili dovranno essere applicati solo in funzione del beneficio che agli stessi ne deriva”.
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