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Civita (Cosenza) - Cerca di tornare faticosamente alla normalità, nel giorno in cui il Capo della Protezione civile nazionale effettuerà un sopralluogo, la comunità di Civita, mille abitanti circa con radici "orgogliosamente arbereshe" nel cuore del Parco nazionale del Pollino, balzata tristemente agli onori della cronaca per la tragedia consumatasi lunedì nell'area delle Gole del Raganello. Pesa il bilancio delle vittime dell'onda di piena "qualcosa di mai visto e immaginato" dicono tutti in paese, che ha provocato la morte di dieci persone e il ferimento di altre 11, tra le quali una bimba di 9 anni, molto grave. Tutti parlano di quanto accaduto anche in relazione alle parole del Capo della Protezione civile nazionale che ieri hanno innescato una polemica sul recepimento dell'allerta gialla diramata per la giornata di lunedì scorso.

Oggi, il sopralluogo in elicottero sulle Gole del Raganello per il capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, il presidente della Regione Mario Oliverio e il Capo della Protezione Civile Regionale, Carlo Tansi, poi a Civita per incontrare i soccorritori e gli amministratori locali per il punto sulla situazione, al quale ha partecipato anche il prefetto di Cosenza Paola Galeone e il questore Giovanna Petrocca. Poi la visita all'ospedale di Cosenza  ai feriti e ai parenti delle vittime della tragedia del Raganello. Nella riunione, che si è svolta a porte chiuse, secondo quanto è stato riferito, si è discusso delle iniziative da intraprendere a sostegno delle persone coinvolte nella sciagura di lunedì scorso. Al termine della riunione Borrelli non ha inteso rilasciare dichiarazioni. "Ho già detto tutto quello che dovevo dire", ha sostenuto.

Borrelli: "Tenere conto delle allerte meteo"

"Esiste una scala di allerta e intensità sulla base della quale scatta la comunicazione e se i tecnici, sulla base degli algoritmi e delle carte meteo, evidenziano un rischio di caduta di pioggia di un certo livello, noi ne dobbiamo prendere atto fosse una, dieci, cento volte". Lo ha detto il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, arrivato a Civita assieme al presidente della Regione dopo avere visitato, a sorpresa, i parenti delle vittime e le persone rimaste ferite nella tragedia del Raganello nell'ospedale di Castrovillari. "Chiedetelo al Padreterno - ha aggiunto Borrelli, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle troppe allerta emanate - se fa piovere meno. Il discorso è molto semplice: abbiamo dei tecnici che studiano i fenomeni meteorologici e un sistema di 500 persone che nel Paese, tutti i giorni, si coordinano ed emanano avvisi meteo". 

"Sulle responsabilità di quanto accaduto nelle gole del Raganello, senza entrare nello specifico, ci sarà tempo e soprattutto organi competenti che accerteranno. Quello che posso dire per parte mia è che, come avete visto, si è trattato di un caso particolare, un evento puntuale e localizzato a dieci chilometri a monte dall'area dove si è verificata la tragedia".

"Migliorare sistema"

"A me interessa evitare il ripetersi di tragedie di questa portata. Dobbiamo fare in modo di prendere spunto da quanto accaduto e migliorare. Di queste cose ho parlato con il premier Conte, con il quale ho avuto modo di girare molto in questo periodo e lui mi ha incitato a rendere ancor più efficiente il sistema". Lo ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli a Civita. "Anche lo scorso anno a settembre a Livorno - ha aggiunto Borrelli - ci sono state cinque persone che hanno perso la vita in un seminterrato a causa di un evento meteorologico. Quelle, vi dico la verità, penso siano delle vittime delle quali il sistema porta una qualche responsabilità proprio perché bisogna tenere conto del verificarsi di tali tragedie. Nel settembre 2000 si è verificata l'alluvione di Soverato con 13 morti. Da allora la Protezione civile, anche a seguito dell'alluvione di Sarno, ha preso spunto per migliorare le proprie capacità di previsione. E' partita una rete radar regionale con 24 antenne sul territorio assieme ad un sistema di allertamento che funziona. Dobbiamo migliorare, anche sotto il profilo del sistema, quella che è la comunicazione delle allerta. E' tempo di costituire una piattaforma nazionale di allertamento che deve arrivare all'attenzione degli amministratori e dei cittadini".

Dissequestrate le salme delle 10 vittime

Sono state dissequestrate le salme delle dieci vittime. Si tratta della guida, unico calabrese, Antonio De Rasis, 32 anni, e di Paola Romagnoli, 55 anni, di Bergamo, Gianfranco Fumarola, 43 anni, di Martina Franca (Taranto), Miriam Mezzolla, 27 anni, di Taranto, Claudia Giampietro, 31 anni, di Conversano (Bari), Maria Immacolata Marrazzo, 43 anni, di Ercolano (Napoli), Carmela Tammaro, 41 anni, di Napoli, Antonio Santopaolo, 44 anni, di Napoli, Carlo Maurici, 35 anni, di Roma, Valentina Venditti, 34 anni, di Roma. La decisione è stata presa questa mattina dalla Procura di Castrovillari, che sulla tragedia ha aperto una inchiesta. Ora le salme rientreranno nei loro paesi di origine, dove saranno celebrasti i funerali.

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