
Decollatura - Il Comitato per il No all’eolico sul Reventino ha affisso nei giorni scorsi un manifesto in tutte le città ricadenti nel comprensorio del Reventino e ha trasmesso una lettera di pressione ai comuni di Decollatura, comune di Amato, comune di Miglierina, comune di Marcellinara, comune di Tiriolo, comune di Gimigliano, comune di Cicala, comune di Carlopoli, comune di San Pietro Apostolo, comune di Serrastretta, comune di Soveria Mannelli, comune di Motta Santa Lucia, comune di Pedivigliano, comune di Colosimi, comune di Scigliano, comune di Bianchi, comune di Conflenti, comune di Martirano Lombardo, comune di Martirano, comune di San Mango D’Aquino, comune di Nocera Terinese, comune di Falerna, comune di Gizzeria, comune di Lamezia Terme, comune di Feroleto Antico e comune di Pianopoli per “portare la protesta in tutti i comuni interessati invitando abitanti, sindaci e amministrazioni a prendere una posizione forte e precisa contro questo ennesimo ed inutile scempio”.
“Il territorio non si butta ai “quattro venti” impianti eolici? no grazie! Di cosa si parla? Del più grande impianto eolico d’Europa dislocato su un crinale che dall’istmo di Marcellinara arriva fino a Motta Santa Lucia e oltre, con centinaia di pale eoliche per una potenza di oltre 600 Mw. Queste enormi torri, alte come palazzi di 20 piani, andranno a “rimpiazzare” castagneti, oliveti e faggete ridisegnando albe ed tramonti e modificando irrimediabilmente i nostri territori. Questo è lo scenario che ci indicano! Ridotti a periferie dove non esistono i servizi, non c’è il lavoro e manca qualsiasi prospettiva futura ed utilizzati solo come bacino di saccheggio per risorse ambientali ed umane dimenticando, forse, che si esporta già il 70% dell’energia prodotta. La Calabria sta già pagando un prezzo troppo alto nello sfruttamento delle risorse naturali. Gli enormi impianti del crotonese e del versante sud dell’istmo di Marcellinara hanno causato danni ingenti in termini di dissesto idrogeologico, di problemi sanitari per le popolazioni locali, ma anche un forte impatto sulla biodiversità e sulla vita ed il comportamento dell’avifauna stanziale e migratoria. A ciò si aggiunge una distruzione incontrollata del patrimonio ambientale e paesaggistico causata dai giganteschi elettrodotti creati in lungo ed in largo sui nostri territori per trasferire l’energia elettrica prodotta fuori regione. Per impedire ciò dobbiamo far sentire la nostra voce, quella di migliaia e migliaia di persone che hanno fatto una scelta difficile, quella di vivere in zone interne e svantaggiate. Ci dobbiamo mobilitare contro la costruzione di questi impianti che, tra l’altro, come evidenziato in numerose inchieste della magistratura, sono spesso in odor di “ndrangheta”. Abbiamo iniziato con una assemblea pubblica a Platania dove si è costituito il primo nucleo di un comitato contro l’eolico. L’auspicio di tutti è quello di portare la protesta in tutti i comuni interessati invitando abitanti, sindaci e amministrazioni a prendere una posizione forte e precisa contro questo ennesimo ed inutile scempio.
LETTERA A SINDACO DECOLLATURA
Inoltre il Comitato "No all’eolico sul Reventino" ha scritto una lettera destinata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Decollatura in merito alla realizzazione degli impianti eolici sul massiccio del Reventino chiedendo di “pronunciarsi contro questo ennesimo attacco al territorio nel nome dei sentimenti di amore per i nostri luoghi”.
“Dallo scorso mese di dicembre, si è appreso dell’intenzione di realizzare, sulla dorsale del Monte Reventino, diversi impianti per la produzione di energia da fonte eolica. Appena la notizia è stata diffusa dalla stampa locale, numerose sono state le prese di posizioni di cittadini, associazioni, istituzioni, contro questi progetti, che, se realizzati, deturperebbero l’intero comprensorio del Reventino, fra queste, il Wwf, Italia Nostra, la Giunta Comunale di Lamezia Terme, la Giunta Comunale di Gizzeria riguardo agli impianti proposti sul suo territorio, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani della Zona del Reventino, l’Associazione Imprenditori del Reventino – Air, (Liquorificio Gentile, Acqua Sorbello, Camillo Sirianni, Rubbettino, Lanificio Leo, Artigianafunghi, Palahotel Vallenoce, Cantina Le Moire, Allasia Plant, Profiltek, Idea Vetro, Luna Funghi, Hotel Caligiuri, La rosa nel bicchiere, FerroMG, Tecnicalluminio), mentre molte altre prese di posizione ufficiali si preannunciano a difesa dell’identità paesaggistica del nostro territorio.
La Repubblica “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, così recita il secondo comma dell’articolo 9 della Costituzione italiana. Il nostro Paese ha ratificato la Convenzione europea del paesaggio, adottata a Firenze il 20 ottobre 2000, nell’intento di “soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità”, nella persuasione che “il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale”, nella “constatazione che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro”, riconoscendo che “è un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni, che coopera all'elaborazione delle culture locali”.
Ciò nonostante, si propone di costruire queste enormi torri, che per la loro imponenza, sono immediatamente avvertite e riconosciute come corpi estranei, in grado di mutare la percezione visiva del paesaggio, come, peraltro, facilmente riscontrabile osservando lo scempio realizzato sul versante opposto dell’istmo di Marcellinara. Le nostre montagne esprimono la nostra identità (cfr. Codice del paesaggio art. 131), devastarle con altissime torri, come palazzi di più di 50 piani, sarebbe a tutto svantaggio dei cittadini del comprensorio ed a solo vantaggio delle società che, per cinica e sfrenata ingordigia di guadagno, ne propongono la realizzazione. Ciò, peraltro, in una Regione, la nostra, che solo nel 2013 ha prodotto un surplus di energia elettrica pari al 66% (fonti ufficiali Terna S.p.A.). Gli interventi invasivi sulle nostre montagne che sarebbero necessari a realizzare questi impianti, quali, ad es., sbancamenti per l’allargamento delle strade e scavi per le enormi fondazioni delle torri, potrebbero provocare, inoltre, gravissimi rischi per la salute, poiché, come è ormai noto, le rocce verdi del Reventino contengono amianto, che è stato classificato dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come “Cancerogeno cero per l’uomo” (categoria 1).
E’ necessario evitare questo tipo di impianti in un’area come la nostra di particolare pregio naturalistico e paesaggistico, che merita di essere tutelata, conosciuta e valorizzata per queste sue peculiarità, che può rappresentare notevole risorsa per l’economia locale, Vi chiediamo, pertanto, come cittadini organizzati, rispettosi e amanti delle nostre montagne, di pronunciarvi contro questo ennesimo attacco al territorio nel nome dei sentimenti di amore per i nostri luoghi. Per questi motivi, restando a disposizione per fornirLe la documentazione di supporto e, se del caso, il necessario sostegno legale, La invitiamo a partecipare alle Conferenze di Servizi che verranno convocate dal Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Calabria, soprattutto per tutelare gli interessi della Sua Comunità”.
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