
Maida - Continua a tenere banco la realizzazione della farmacia a Vena di Maida. Il comitato “Pro Farmacia Due Mari” si rivolge ai cittadini di Vena di Maida “continuereremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi e nelle forme democratiche ritenute opportune, anche dopo l’incomprensibile diniego del sindaco all’istanza di trasferimento e riapertura della farmacia al centro commerciale “Due Mari””.
“Le sentenze dei Giudici Amministrativi si basavano unicamente su una delibera comunale. Negli stessi deliberati i Giudici Amministrativi aprivano espressamente alla possibilità di un nuovo procedimento autorizzativo, tenendo conto della reale volontà della popolazione. Su questa base Aloe ha presentato al sindaco del Comune di Maida, divenuto intanto competente per legge circa il dislocamento dei servizi farmaceutici sul suo territorio, una nuova istanza di trasferimento e di riapertura della farmacia in località Comuni Condomini del territorio di Vena di Maida, proponendo ed impegnandosi, con la stessa istanza, a fornire agli utenti di Vena, oltre alla distribuzione del farmaco porta a porta in tempo reale e gratuito, una serie di servizi innovativi aggiuntivi che vanno nel segno di quello che sarà la sanità del futuro “Assistenza domiciliare”, ma si è visto rigettare l’istanza”. Il comitato parla di “una Amministrazione insensibile agli appelli della gran parte dei cittadini, che chiude in modo spiacevole ed inatteso una vicenda che tanto a cuore sta alla gran parte della popolazione di Vena, a quella di Maida e a tutta quella che gravita al centro Commerciale”.
Una delibera di giunta, assunta con una esigua maggioranza (tre favorevoli e due contrari nelle persone di Dattilo e Loprete), che di per sé delinea una frattura tra i partiti di maggioranza nell’assumere questa importantissima decisione per le popolazioni interessate, trattandosi di aspetti sanitari, che indica, tra le motivazioni, questioni legali e la volontà di voler ripristinare un “vulnus” sorto all’indomani del trasferimento della farmacia al centro commerciale.
“Il vulnus – prosegue il comitato - che pare sia l’unico cardine intorno al quale si sviluppa l’intera vicenda per il Sindaco e la sua esigua maggioranza, ha cessato di esistere nel momento in cui l’Amministrazione ha voluto sentire il popolo di Vena in quel solenne Consiglio Comunale aperto del 3 luglio scorso nel quale sono stati raccolti e verbalizzati i diversi interventi e tra questi quelli di cittadini qualificati nella materia trattata che hanno tra l’altro indicato quale sarà la sanità del futuro e sottolineato quanto è in linea con tutto questo ciò che viene offerto dalla farmacia del dott. Aloe auspicando, nel contempo, il mantenimento della sede farmaceutica in località Comune Condomini, condizione questa che consente la continuità dell’assistenza farmaceutica e l’erogazione di servizi aggiuntivi offerti alla utenza di Vena”.
“Perché la delibera di giunta ha disatteso quanto deciso da quel consiglio comunale aperto? – si chiedono allora dal comitato - Forse l’amministrazione avrebbe preferito indicazioni contrarie a quelle registrate per avere libertà di azione nel raggiungimento di fini non visibili? Si ribadisce a chi fa finta di non capire o nutre invano la speranza di rivedere aperta a Vena una farmacia, che quanto ha voluto il sindaco e la sua esigua maggioranza, se confermata dal Tar, determinerà la per Vena la perdita, forse per sempre, di qualsiasi servizio al riguardo. Questo Comitato – si afferma infine - confida perciò sulle Istituzioni preposte le quali saranno investite della vicenda affinché si ripristini una volontà di popolo ampio e maggioritario”.
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