Salta al contenuto principale

2016-06-05-17.44.05.jpg

Catanzaro - Il progetto Gedeone continua a promuovere e difendere l’agricoltura pulita, questa volta, realizzando un orto sinergico. Pesticidi, cambiamenti climatici, pratiche agricole di stampo industriale stanno letteralmente compromettendo la salute delle nostre colture. Il Rapporto Nazionale 2016 dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha diffuso dati allarmanti: “aumentano i pesticidi nelle acque italiane, un campione superficiale su cinque in Italia, oltre ad essere contaminato, supera il livello di qualità ambientale. Il Molise e la Calabria non hanno neppure trasmesso le informazioni sul monitoraggio. Dalla nostra Regione pare abbiano fatto sapere che sono ancora alle prese con il censimento di laghi, fiumi e acque sotterranee…”.

“A partire dagli anni ’80 - spiegano in una nota - l’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip ha ideato e messo a punto il metodo di coltivazione dell'agricoltura sinergica, frutto dell'adattamento al clima mediterraneo dell'agricoltura naturale del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka e della Permacultura di Bill Mollison e David Holmgren. Proprio per Permacultura, Elena Amato ha tenuto dei corsi su queste tecniche ed è diventata l’ideatrice del nuovo orto a Corazzo, partecipando attivamente, assieme a Domenico Sirianni, alla realizzazione del bancale a spirale, l’aiuola rialzata col terreno scavato, all’implementazione dell’irrigazione, della pacciamatura a paglia e alla semina di carote, aglio, cipolle, rucola, ravanelli, bieta, coriandolo, luffa (i cui frutti verranno usati per produrre le spugne vegetali). Presto verranno messi a dimora anche lattuga, peperoni, pomodori, melanzane, fagioli, cetrioli, basilico, prezzemolo e sarà sperimentata anche la coltura sinergicadell’ ‘Origano dell’Abbazia di Corazzo’, che già cresce rigoglioso, nell’orto adiacente”.
 
“Vivere senza distruggere” è il principio cardine dell’agricoltura sinergica. Ciò significa abbracciare strategie di controllo naturale: tenere sotto controllo animali e insetti dannosi per le coltivazioni creando ambienti favorevoli; sfruttare al massimo gli spazi, rendere il terreno più coperto, produttivo emeno soggetto allo sviluppo di erbe spontanee; rifiutare l’utilizzo di concimi chimici, erbicidi e pesticidi; consociare, coltivare contemporaneamente diversi tipi di piante sullo stesso terreno. Perché, come spesso accade con le persone, spesso una sostiene e protegge l’altra. A parte alcune eccezioni (carote e cipolle, ad esempio), la raccolta nell’orto sinergico prevede di non sradicare piante, al fine di lasciar decomporre le radici nel terreno. Vivere e godere dei prodotti che ci dona Madre Terra, ma mai privarla di ciò che le appartiene. Ringraziarla rispettandola.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.