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Lamezia Terme - In questi giorni in cui l'emergenza Coronavirus tiene tutti col fiato sospeso, con gli occhi puntati sugli aggiornamenti di dati, sull'evoluzione dei contagi, a Lamezia Terme un aspetto "positivo" è rappresentato dalla speranza di poter parlare con qualcuno.  Un "qualcuno" che ascolta e riesce a dare manforte in un momento decisamente inaspettato per tutta la nazione. Ancora di più per chi soffre di specifiche patologie e per i loro familiari.  In città esistono "avamposti" importanti. Uno di essi è rappresentato dallo "Spazio ascolto psicologico" presso il Centro regionale di neurogenetica. Qui, come si può evincere, il problema interessa quanti si rivolgono al Centro già da tempo e che adesso, a causa delle note restrizioni, vengono seguiti a distanza. La psicologa Maria Mirabelli è sul "fronte" da sempre ed è lei oggi che si occupa dello spazio istituito. "Il momento è davvero particolare - dice al Lametino - i nostri pazienti sono seguiti per ciò che riguarda gli aspetti clinici e neurologici come sempre. Nessuna interruzione è avvenuta. Si procede con le terapie e le cure stabilite per ogni singolo paziente".

Il contatto diretto quindi non c'è. E allora, come si svolge il servizio?

"Adesso i pazienti non possono recarsi da noi perché i laboratori sono chiusi per l'emergenza Covid-19, e quindi il supporto che abbiamo pensato è diretto principalmente ai familiari dei pazienti, i cosiddetti Caregiver. Il nostro sportello d'ascolto funziona il lunedì e il giovedì dalle 10:30 alle 13".

In cosa consiste e come avviene?

"Avviene per telefono. È importante non far mancare il nostro pieno sostegno. Il paziente non si deve sentire abbandonato. Lui non ha la percezione di ciò che sta avvenendo all'esterno e quindi è fondamentale instaurare il rapporto di sostegno e di fiducia con chi il giorno gli sta accanto. Ovvero, con i familiari. Perché anche loro hanno bisogno di consigli, di sentirsi parlare e soprattutto di essere ascoltati. Anche per i familiari la situazione che si è presentata è decisamente nuova e inaspettata ed giusto che qualcuno parli con loro e sostenerli proprio dal punto di vista psicologico".

A pochi giorni dall'apertura dello Spazio ascolto è possibile tracciare già un primo bilancio?

"Da giovedì ad oggi abbiamo sentito parecchi familiari e stiamo proseguendo in linea con quanto previsto. Durante i colloqui cerchiamo di supportare al meglio l'interlocutore. Capire, significa poi aiutare chi sta dall'altra parte a rapportarsi col proprio congiunto cercando di non appesantire la loro stessa funzione. Cioè quella del Caregiver. Stare a casa tutto il giorno può sicuramente favorire gli affetti, ristabilire relazioni e quant'altro, ma può anche significare l'acuirsi di conflitti. Quindi è proprio qui che il nostro sostegno diventa fondamentale".

Antonio Cannone

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