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Lamezia Terme - Anche il sindaco di Lamezia Terme, Mascaro, come il primo cittadino di Rende, due città con grandi insediamenti di call center, diffida le aziende esercenti che operano nel settore "all'immediata sospensione delle attività di call center svolte nel territorio di Lamezia Terme e ciò sino alla data del 25 marzo 2020", in ottemperanza all'ultimo Decreto del presidente del Consiglio, in seguito all'emergenza Coronavirus. "Come è ben noto - si legge nella diffida del sindaco - a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, si è resa necessaria l'applicazione di misure particolarmente restrittive onde ridurre al massimo la possibilità di incontro, e quindi di potenziale contagio, tra le persone; al riguardo, e da ultimo con il recentissimo Dpcm dell'11 marzo 2020, è stato inibito lo svolgimento di svariate attività. Giungono, però, continue segnalazioni che presso le aziende che esercitano attività di 'call center' nel territorio del Comune di Lamezia Terme sussistono ancora condizioni di assembramento che appaiono essere in contrasto con le norme contenute nei Dpcm che si sono via via succeduti con impossibilità, quindi, di svolgere le proprie prestazioni lavorative in condizioni di doverosa tranquillità e sicurezza. Ciò ovviamente non può essere consentito non potendo ledersi né il doveroso diritto dei lavoratori di operare con tranquillità e serenità né la necessità di tutela dell'intera Comunità che richiede che, come da disposizioni normative, non vi siano assembramenti". Il sindaco, tuttavia, evidenzia che "solo qualora si dovesse dimostrare l'impossibilità di sussistenza di servizi essenziali, si invita all'osservanza di ogni prescrizione contenuta da ultimo nell'art. 1 in particolare si diffida: alla sospensione immediata delle attività dei reparti aziendali che non indispensabili alla produzione; al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile; all'incentivazione delle ferie e dei congedi retribuiti nonché all'utilizzo di altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; all'assunzione dei protocolli di sicurezza anti-contagio con adozione di strumenti di protezione individuale; alla ‘sanificazione’ dei luoghi di lavoro; alla limitazione massima degli spostamenti all'interno dei siti contingentando l'accesso agli spazi comuni. Con riserva - conclude il sindaco - per l'ipotesi di accertata inadempienza alla presente diffida, di emettere gli ulteriori opportuni provvedimenti".

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