
Cosenza - Sessanta medici di famiglia a Cosenza sono stati posti in quarantena dopo aver avuto contatti, negli ultimi giorni, con un informatore farmaceutico risultato positivo al nuovo coronavirus. Lo afferma Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) in riferimento proprio all'uomo di Rende, risultato positivo ai test sul Coronavirus, attualmente ricoverato all'ospedale di Cosenza, e che nella giornata del 28 febbraio scorso aveva partecipato a un convegno di informatori scientifici nella città di Lamezia Terme. La situazione, rileva, "è preoccupante. A seguito della quarantena per questi 60 colleghi, infatti, circa 70mila cittadini calabresi da oggi si ritroveranno sprovvisti del medico di base cui fare riferimento". Sul caso è stato attivato il protocollo di sicurezza che prevede la ricostruzione di tutti gli spostamenti e i contatti avuti dall'uomo. Anche la moglie dell'uomo è risultata positiva.
Il punto, spiega Scotti, è che "a questi colleghi probabilmente faranno immediatamente il tampone, per cercare di farli rientrare, con tutte le garanzie per i loro pazienti, ma a questo punto vanno dotati, insieme a tutti gli altri medici, dei dispositivi di protezione individuale". Il caso in questione, spiega Scotti, "va valutato nell'ottica del contenimento, perché di fatto la Calabria ha un numero di casi relativamente scarso, quindi si crea ancora la necessità di determinare la valutazione dei contatti per cercare di evitare al massimo, circoscrivendo e isolando, la possibilità dello sviluppo di focolai autoctoni. Sempre che siamo ancora in tempo per farlo. Ma questo nessuno lo può dire. Ce lo dice solo la numerosità dei casi, e quella dei calabresi è bassa, forse anche per via delle caratteristiche del territorio che creano un isolamento logistico, un isolamento che però, qualora si sviluppasse la patologia, sarebbe un dramma rispetto alla capacità di portare soccorsi in alcune zone della Calabria".
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