
Lamezia Terme - “L’ospedale di Lamezia sta svolgendo il suo ruolo istituzionale nella prevenzione delle infezioni da Covid-19 per come previsto dai Dpcm e dalle circolari ministeriali, seguendo anche le indicazioni contenute nelle varie ordinanze della presidente Santelli” rassicura Antonio Gallucci, direttore sanitario del Presidio ospedaliero unico, che raggruppa le strutture di Lamezia, Soveria Mannelli e Soverato.
Ci sono stati casi sospetti di Coronavirus in transito da Lamezia?
“No. Nessun caso positivo è transitato dall'ospedale di Lamezia. Infatti, tutti i tamponi sono risultati negativi”.
Come si è organizzata la macchina dopo i vari interventi normativi?
“La task force ha proposto alla Regione un'area di degenza dedicata costituita da 18 posti letto gestiti da personale medico specialista in Malattie infettive, Pneumologia ed eventualmente medici di Medicina interna. Dopodiché, abbiamo proposto, in aggiunta, 8 posti di Terapia subintensiva e un ampliamento di 2 ulteriori posti di Terapia intensiva”.
E la tenda, ultimamente oggetto di polemiche?
“In ossequio alle circolari ministeriali e al fine di evitare la diffusione del contagio, il 28 febbraio è stata montata una tenda della Protezione civile nello spazio antistante l'ingresso del Pronto soccorso. La tenda è stata dotata di cartellonistica con indicazioni per l'utenza sui percorsi da seguire e di un sistema acustico di chiamata del personale di pre triage. È stata allestita con i presidi indispensabili all’inquadramento diagnostico e alla prima assistenza dei pazienti potenzialmente infetti”.
Cosa c’è, nel dettaglio, in questa struttura?
“Nella tenda sono stati sistemati: termometro a raggi infrarossi, apparecchiatura di monitoraggio dei parametri vitali, bombola di ossigeno con sistema di erogazione, una lettiga, una scrivania su cui è posto il registro degli accessi e tutti i dispositivi di protezione individuali, come mascherine, guanti, facciali e occhiali, camici e calzari e una panchina a tre sedute”.
I provvedimenti a scopo precauzionale?
“Per evitare il contatto fra pazienti sospetti Covid-19 e pazienti portatori di altre patologie afferenti al Pronto soccorso si è delineato un percorso dedicato e delimitato da separatori fisici, transenne, per l'accesso dei pazienti nella stanza prevista per l'isolamento respiratorio e la conseguente gestione del caso clinico. La definizione di tale percorso era stata individuata e disposta fin dal 22 febbraio dal direttore sanitario e divulgata con nota protocollata, quindi ancor prima dell'allestimento della tenda. La stanza di isolamento individuata è stata corredata dei presidi tecnologici e strumentali indispensabili per gli approfondimenti diagnostici mirati all'individuazione dei casi sospetti con il supporto degli eventuali specialisti presenti nel presidio”.
Altre misure?
“Il presidio, tutto, è stato corredato da dispenser con soluzione antisettica e da indicazioni sui comportamenti da seguire in aderenza ai vari Dpcm che si sono succeduti. Allo scopo di esplorare soluzioni organizzative, che prevedono l'ampliamento nell'offerta di posti letto, è stata costituita una task force ospedaliera con le specialità più direttamente coinvolte nella gestione dei pazienti portatori di infezione da Covid-19, con diverso livello di gravità”.
E i ricoveri?
“Sono state individuate modalità e procedure organizzative al fine di limitare l'accesso ai pazienti bloccando, come da ordinanza, l'attività di ricovero programmata e l'attività ambulatoriale non urgente e garantendo h 24 l'attività in Urgenza ed emergenza in tutto il presidio ospedaliero e in tutte le specialità presenti.
E per la tutela di degenti e addetti ai lavori?
“Per tutelare i degenti e gli operatori è stata disposta una limitazione per l'accesso ai visitatori alle Unità operative e l'istituzione di un registro dove vengono acquisiti i dati dei visitatori”.
Misure estese anche ai restanti due ospedali del Pou?
“Certo. Analogamente sono stati attrezzati i presidi di Soverato e Soveria Mannelli”.
Giuseppe Maviglia





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