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Lamezia Terme - Viaggio nella sanità del Sud e in particolare in quella calabrese e lametina, durante la puntata di ieri di Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer, in onda su Rai Tre con particolare approfondimenti sull'emergenza Coronavirus. In studio, tra gli altri, il presidente della Regione, Santelli che ha fatto il punto sulla situazione calabrese all'indomani dell'esodo di migliaia di corregionali dal Nord verso la nostra regione. Occhi puntati, fra le altre strutture, sull'ospedale di Lamezia Terme. Ai microfoni dell'inviato del programma, è intervenuta Nadia Donato dell'Associazione "Senza Nodi" che ha stigmatizzato la situazione in cui verso il nosocomio cittadino con i disagi già noti che si acuiscono in questo momento di emergenza. La Donato ha denunciato il fatto che la tenda per il triage ubicata all'esterno del Pronto soccorso è chiusa.

"Dove'è il personale che dovrebbe fare in maniera specializzata il triage? In questo ospedale i medici del Pronto soccorso fanno i salti mortali. Ma lo fanno da prima, pensate adesso con il Coranavirus. Qui c'era un reparto di Malattie infettive che aveva 10 posti e che per 20 anni è stato un reparto di eccellenza. Pensate che venivano persone da fuori Calabria". Reparto come è noto oramai chiuso; in uno ospedale che serve 22 comuni per un bacino di 150mila abitanti. Durante il programma, poi, interviste a molti pazienti del Pronto soccorso in arrivo all'ospedale, preoccupati in caso di emergenza. Strali contro la sanità calabrese. Denunciato il fatto che non esiste a Lamezia "nemmeno un'ambulanza attrezzata in caso di Coronavirus". Chi è affetto, dovrà essere ricoverato all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro. Insomma, dall'inchiesta di Cartabianca, è emersa in tutta la sua drammaticità la condizione di grave disagio in cui versa l'ospedale di Lamezia Terme.

A.C.

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