
Mendicino (Cosenza) – Lia Calabria racconta l'esperienza di un calabrese che ha preso parte come volontario all'emergenza sanitaria da Covid-19. Tutto è partito dall’incipit ...Sei un infermiere? Il tuo aiuto è importante per l’emergenza Coronavirus... "Da questo incipit -spiega Lia Calabria - viene avviata nello scorso marzo, il bando della Protezione Civile per la procedura per l’integrazione dell’unità tecnico infermieristica a supporto delle strutture sanitarie regionali per attuare le misure di contenimento e contrasto dell’emergenza COVID-19. Ed è così che marito e moglie di una famiglia calabrese residente a Mendicino, in provincia di Cosenza, presa dalla “voglia del dare”, del “donare” e del “fare” decidono di dare la loro disponibilità e prestare la loro attività professionale a favore degli ammalati di Covid-19. “Si tratta di Anna Ciardullo e Pasqualino Altomare uniti nella vita, nel lavoro e nel volontariato (in quanto volontari dell’Ordine di Malta), da sempre a servizio degli ultimi e dei bisognosi. Compilato e spedito il modello di adesione solo Pasqualino viene contattato e nonostante tante preoccupazioni per sé e la sua famiglia decide di partire assicurando ai loro cari che sarebbe tornato presto. Il 14 maggio parte per Roma dove avrebbe conosciuto la destinazione ancora ignota. Mille paure e tante ansie lo pervadono…ma la grande e consolidata fede cristiana e la passione per il suo lavoro lo conducono piano piano verso questa pericolosa ma doverosa esperienza".
"A casa - proseguono - la sua famiglia lo sostiene con forza, Dio lo accompagnerà così come in tante precedenti esperienze. Destinazione Asti a servizio degli ammalati delle Rsa territoriali. Immediatamente ‘calato’ in quelle realtà dove solitudine e sofferenza la fanno da padrone, bisogna fare presto: indossare le tute e tutti i dpi e aiutare, curare e dare speranza. Così passano i ventotto giorni di permanenza previsti e si torna a casa portando nello zaino questa ultima intensa avventura. Un’avventura colma di immediata e continua sinergia tra colleghi e collaboratori, ‘circondata’ da sguardi fra ‘fratelli’ soli e impauriti ma intensamente ricca di piccoli e significativi gesti di affetto e ringraziamenti, per così poco tempo, dedicati alla sofferenza di ‘fratelli’ più sfortunati! Rientrato a Cosenza Altomare inaspettatamente è stato accolto, con annessi onori, alla stazione ferroviaria di Cosenza da parenti, amici, colleghi, dai volontari del “Cisom” ed “Era”, dai rappresentanti della Protezione Civile, dal Sindacato, dell’Ordine degli Infermieri dal tv locale e dai vari giornalisti che l’hanno ‘accolto’. Felici e contenti e consapevoli di aver fatto un ‘qualcosa’ di bellissimo, di aver… versato un’altra un goccia nell’oceano rivolgiamo un grazie ed un benvenuto a Pasquale”.
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