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Roma - "Non era mai successo nella storia della Repubblica che un'emergenza sanitaria si trasformasse in pandemia. E in questo caso le linee guida le da' lo Stato e le Regioni si devono adeguare e rispettarle; ci sono state discussioni forti, però mai violazioni di regole a parte la Calabria". Lo afferma in un'intervista al Messaggero il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia in cui ricorda la diffida inviata alla governatrice calabrese Santelli; e che senza il ritiro dell'ordinanza "nelle prossime ore" ci sarà l'impugnazione "domani mattina al Tar. La Calabria fa meno della meta' dei tamponi del Trentino Alto Adige avendo il doppio della popolazione"; abbiamo voluto essere "rigorosi ma collaborativi, impugnando diamo alla Santelli ancora una chance. Dopo di che, penso che in un momento come questo nessuno può permettersi di anticipare scelte che non sono considerate sicure, mettendo a rischio la vita di lavoratori e clienti. Questo non è giusto". Per i luoghi in cui le curve di contagio sono ancora alte, Boccia dice che una volta "definito il modello di monitoraggio valuteremo i dati giorno per giorno e poi vedremo chi sta sopra o sotto i parametri. I presidenti di Regione sono tutti molto responsabili. E' evidente che le Regioni che saranno sotto i parametri dovranno aspettare qualche giorno o settimana in piu', chi sta sopra potra' lentamente ripartire". Sulle 'discussioni' con il governatore della Lombardia Fontana, "le valutazioni su come e' andata le faremo quando non ci sara' piu' il coronavirus".

A proposito della caduta dei 'confini' regionali dal 18: "Decideremo assieme alle Regioni. Pero' ritengo che la strada per le comunicazioni infra-regionali e' ancora lunga. Bisogna avere pazienza: nella stagione estiva adatteremo le nostre abitudini di vita alle condizioni epidemiologiche". "Conte ha la nostra fiducia - conclude Boccia - il Pd ha dato solo qualche consiglio. E del confronto con Renzi se ne occupa il segretario Zingaretti"; trova "sgradevole" in questo momento fare ragionamenti sull'ipotesi di un possibile governo per la ricostruzione a guida Draghi.

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