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Lamezia Terme - Tra ordinanze, autocertificazioni, distanziamento sociale e un po’ di confusione, arriva la Fase 2 dell’emergenza. Dopo quasi due mesi di lockdown l’Italia gradualmente riparte. Lunedì 4 maggio segna, infatti, l’allentamento delle misure restrittive come annunciato in videoconferenza il 26 aprile scorso dal Premier Conte. Resta, il divieto di assembramenti, la distanza di almeno un metro e l’uso delle mascherine ma sono consentiti più spostamenti, tra questi anche quello di far visita ai “congiunti”. Per andare al lavoro basterà informare le forze dell’ordine su dove si sta andando, magari esibendo un tesserino aziendale.

La Presidente della Regione Calabria mantiene quindi l’ordinanza che in questi giorni ha creato non poche polemiche tanto da essere stata impugnata dal Governo. “Mi dispiace - ha ribadito la Santelli dopo l'annuncio sul punto di Boccia - che abbia preso questa ordinanza come un braccio di ferro mentre era semplicemente la legittima richiesta della regione di far vivere e lavorare, soprattutto lavorare".

Confusione dopo l'ordinzanza della Santelli impugnata dal Ministro Boccia

L'ordinanza della Santelli, considerati i bassi contagi nella regione, ha anticipato alcune misure non previste dalla cosiddetta Fase 2 (dal 4 al 17 maggio) annunciata dal Premier Conte. Secondo l’ordinanza, dal 30 aprile, in Calabria, in particolare: “È consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto”. Sul punto il Governo invece aveva previsto una riapertura più graduale consentendo solo l’asporto o le consegne a domicilio. Da qui si è creata molta confusione nella Regione. Con ordinanze sindacali che si allineano ai decreti del Governo smontando quindi l’ordinanza della Regione e ristoratori indecisi sul da farsi.  

Oggi, aprono quindi molte attività ma non ancora parrucchieri e barbieri, centri estetici e palestre o palestre. In Italia sono 4 milioni a tornare oggi a lavoro. Anche Lamezia prova gradualmente a ripartire e, dopo due mesi di lockdown. In molti, infatti, sono usciti dalle proprie case per andare a lavoro, far visita ai parenti o per ottemperare a commissioni rimandate in queste settimane.  

Prevale l'incertezza e non si registrano, tuttavia, grandi novità rispetto all'indomani del provvedimento regionale. A Cosenza, la città sinora più aperturista verso l'ordinanza del presidente Santelli stamattina sono pochi i locali che stanno lavorando. Nonostante, la maggiore "libertà" restano chiusi gran parte dei bar.

Intanto, ieri sera la Santelli, alla trasmissione di Rai 3 'Che tempo che fa', ha ribadito la volontà di “far partire l’economia calabrese fatta di piccole medie imprese che rappresentano un apparato vitale per una Calabria che, come tante altre Regioni, ha inteso attuare piccole misure per una nuova normalità, per il lavoro e non per l’assistenza. Effettueremo controlli e tamponi su chi rientra in Calabria per evitare un esodo dannoso che non prevede controllo alla partenza”.

Il Piano di sicurezza per i rientri

Inoltre, in relazione agli arrivi previsti a seguito del Dpcm e dell’ordinanza regionale sui rientri, la Regione Calabria, di concerto con le Prefetture e il coordinamento del prefetto di Catanzaro Francesca Ferrandino, ha predisposto un Piano di sicurezza relativo ai tamponi rino-faringei. Per quanto riguarda i rientri, secondo l’ultimo dato aggiornato, sono pervenute oltre 6500 richieste di rilascio del pin per accedere al forum online di prenotazione rientri.

Al momento in Calabria, gli attualmente positivi sono 702. I guariti 324 e 88 le vittime. Questi, i numeri sul coronavirus nella regione. Anche la Calabria, prova quindi a ripartire.

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