
Lamezia Terme - “Abbiamo trascorso un periodo davvero brutto. Si sono fatte tante chiacchiere, sono circolate foto e audio assolutamente falsi e tendenti a screditare la nostra famiglia. Ora va meglio e vogliamo metterci alle spalle questo triste periodo". A parlare così, la signora M.T., moglie del primo paziente Covid di Lamezia e madre di due figli di 18 e 12 anni, ella stessa in un primo momento positiva al Coronavirus e poi guarita, come il suo partner. Accetta di parlare al Lametino.it con il marito al fianco, raccontando una storia che ha avuto risvolti davvero impensabili, piovuti addosso a questa famiglia lametina improvvisamente.
Partiamo dall'inizio. Cosa è successo i primi giorni di marzo a suo marito?
"È successo che mio marito lavora con una ditta delle ferrovie ad Assago, in provincia di Milano. La quale, come fa con tutti i suoi operai, 4/5 giorni al mese, li manda a casa. Ora, non avendo lui lì una dimora fissa, è costretto a tornare a Lamezia dove io e i miei figli abitiamo. Ha lavorato fino al 4 marzo e, giorno 5, dovendo tornare, si è recato all'aeroporto di Bergamo per prendere il volo per Lamezia. E non con l'auto come è stato erroneamente raccontato dalla gente. Probabilmente è stato in quel frangente che ha contratto il virus, chissà, all'interno dell'aeroporto. Arrivato qui intanto dopo qualche giorno è stato emanato il primo Decreto, il 9 o 10 marzo, con le relative ordinanze e la ditta stessa lo ha bloccato. Comunicandogli che a quel punto non poteva più muoversi. Così lui, come si può verificare, si è autodenunciato mettendosi in quarantena senza avere particolari malesseri. Sintomi che sono insorti qualche giorno dopo con un leggero stato febbrile. Lui non accusava particolari problemi se non solo la febbre che non si sapeva spiegare. Non aveva tosse, niente".
E la febbre? Quando è arrivata esattamente?
"La febbre è sopraggiunta qualche giorno dopo, esattamente il 13 marzo, in modo leggero senza altri sintomi. Così da Lamezia, il 16 marzo, gli hanno consigliato di recarsi direttamente a Catanzaro poiché per il tampone doveva attendere. A quel punto l'esito è stato positivo e subito lui stesso ha chiesto di isolarsi in una stanza, senza che venisse a contatto col resto della famiglia. Sapendo che proveniva da Bergamo subito se ne sono dette tante. E bisogna dire che Assago comunque non era zona rossa. È rimasto isolato fino a quando la febbre e i sintomi sono scomparsi, senza assumere niente se non tachipirina".
E lei invece come ha capito di aver contratto il virus?
"Ma guardi, in verità mi hanno fatto un primo tampone risultato positivo, poi un secondo negativo e poi nulla più. Sono rimasta anch'io in isolamento in casa per precauzione rispettando le misure di sicurezza fin quando io e mio marito ne siamo usciti".
Cosa rimane di questa vicenda che per un po' di giorni, vostro malgrado, vi ha visti esposti al pubblico ludibrio, fermo restando che la cosa più importante è esserne usciti bene...
"Rimane un gran rammarico. Certo, la salute prima di tutto. Ma quello che ci hanno fatto non è facile da dimenticare. Anche perché siamo stati esposti a tanti insulti sui social e non solo. Abbiamo ricevuto minacce. Tutto questo accanimento per colpa di chi ha fatto circolare il nome di mio marito con relativo indirizzo e quant'altro".
Avete in serbo di adire vie legali nei confronti di qualcuno?
“Su questo si sta interessando il nostro avvocato; ci ha detto che appena si può vedremo cosa fare. Evidente che è stata violata la privacy e qualcuno ne dovrà rispondere”.
Ora comunque suo marito dovrà tornare a lavorare.
“Certo, la ditta lo ha già contattato e credo che fra metà maggio, inizio giugno dovrà tornare ad Assago e riprendere a lavorare”.
Lei e i suoi figli?
“E noi rimaniamo qui naturalmente. Io non sono mai andata al Nord. I miei figli vanno a scuola qui e io rimango con loro. Volevo comunque fare un ringraziamento speciale a tutte le persone, anche non conoscenti, per il sostegno morale e la comprensione che hanno avuto nei nostri confronti; non come la maggior parte del popolo lametino che ha solamente divulgato notizie false e speculando sulla nostra vita".
Antonio Cannone
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