
Roma - Alessandro Beux, presidente della Federazione nazionale Ordini dei TSRM e professioni sanitarie tecniche riabilitazione e prevenzione, in una lettera aperta ha voluto porre l'accento sull'importante ruolo di chi svolge professioni sanitarie. "Tutte le professioni sanitarie coinvolte nella gestione dell’emergenza risultano - afferma il presidente - meritevoli di attenzione e di riconoscenza per quel che stanno garantendo all’interno della grave situazione determinatasi e, più in generale, a favore del nostro prezioso sistema sanitario (bisognerà dimostrargli di essere davvero riconoscenti, dopo, quando sarà passata l’emergenza). In particolare, tra le varie professioni maggiormente coinvolte nell’emergenza, per frequenza, intensità ed esposizione che in questi giorni caratterizzano la loro azione, è doveroso ricordare gli Assistenti sanitari, per l’attività a supporto della comunità e dei singoli individui con inchieste epidemiologiche, ricerca attiva dei contatti, sorveglianza sanitaria, formazione e prevenzione; i Tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, per le persone che hanno bisogno di ossigenazione extracorporea (ECMO); i Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, per l’impegno nei servizi di prevenzione e protezione, al fine di porre in essere le disposizioni ministeriali e regionali e formare al corretto uso dei DPI; i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, per gli esami microbiologici e virologici (es. cosiddetto tampone) indispensabili per diagnosi molecolari rapide e affidabili, necessarie al controllo e alla gestione dell’emergenza; i Tecnici sanitari di radiologia medica, per le indagini radiologiche effettuate con finalità diagnostiche o di controllo nel tempo (ce ne sono già alcune decine in quarantena obbligatoria)".
"Il richiamo alle predette cinque professioni sanitarie - afferma infine il presidente - esemplificativo e non esaustivo, non è (e non vuole essere) una graduatoria di merito -cosa in alcun modo possibile- o di popolarità -cosa inaccettabile-, ma un modo per rendere di immediata comprensione l’importanza di tutte le professioni sanitarie, fornendo una più ampia testimonianza del loro numero e della loro varietà, soprattutto in un momento come questo, in cui nei confronti di chi è in prima linea le parole dette e scritte possono risultare carezze o schiaffi, a seconda che riconoscano o meno il sacrificio fatto".
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