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Lamezia Terme – L’ordinanza firmata ieri sera dalla presidente Santelli per la Fase 2 di ripartenza, che ha anticipato al 30 aprile molte delle riaperture previste a partire invece dal 4 maggio, non ha lasciato indifferenti, scatenando un’ondata di polemiche e critiche a partire dai sindaci Calabresi contrari a questo improvviso allentamento delle misure di sicurezza, ai partiti politici arrivando anche al Governo che è pronto a diffidare l’Ordinanza stessa della Santelli.

Governo verso diffida ordinanza Calabria

Il governo, a quanto si apprende, va verso la diffida dell'ordinanza della Regione Calabria che dispone l'apertura di bar, ristoranti e pasticcerie. L'ordinanza, che va in direzione contraria al Dpcm sul lockdown in vigore fino al 3 maggio, e' stata oggetto di dibattito nel corso del Cdm appena conclusosi.

Sindaci contrari ad ordinanza Santelli 

"No all’applicazione a Lamezia dell’Ordinanza Santelli"

È vero che la Calabria è Regione interessata ad oggi in maniera marginale dall’epidemia Covid 19. Ciò anche per le condivisibili misure sinora adottate dalla Regione Calabria e per il rigore nell’osservare le prescrizioni indicate. Non è però ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla Comunità Scientifica ed il ritorno alla auspicata normalità dovrà avvenire gradualmente e verificandone passo dopo passo gli effetti; non si può rischiare di vanificare i sacrifici immensi che da due mesi sopportano i nostri concittadini. Pertanto, il Comune di Lamezia Terme adotterà domattina ordinanza con la quale bloccherà da subito l’applicazione del provvedimento della Regione Calabria del 29 aprile e continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali ed a quanto stabilito nelle ordinanze sindacali emesse o da emettere. Dobbiamo salvaguardare la nostra salute ed il nostro futuro. Ce la Faremo" è quanto dichiarato dal Sindaco di Lamezia Paolo Mascaro sulla sua pagina Facebook.

Reazioni, quindi, in gran parte negative da parte dei sindaci calabresi all’ordinanza con cui il presidente della Regione, Jole Santelli, ha disposto una serie di aperture a decorrere dal 30 aprile. Reazioni contrarie arrivano anche dai comuni dell'hinterland lametino 

Il sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni: “La salute è un bene pubblico globale che va difeso a beneficio di tutti e non puó essere oggetto di scaramucce tra governo centrale e regioni. Detto ció , alla luce dell’ordinanza regionale emessa ieri sera, dopo averne analizzato i contenuti e i rischi a cui potremmo andare incontro, considerato che non è semplice riaprire bar, ristoranti e pizzerie rispettando le misure cosi come descritte dall’allegato 1, contenuto nell’ordinanza n.37 2020 e che a quanto pare affida le sorti di tali attività alle condizioni climatiche, comunico che è intendimento di questa Amministrazione rinviare l’inizio della fase due al 4 maggio cosi come disposto dal governo., che nello stabilire le fasi dell’emergenza si avvale di un comitato scientifico e del parere di scienziati ed esperti. Nella mattinata di oggi provvederemo alla stesura di apposita ordinanza, certo che gli esercenti ne comprenderanno le ragioni. Se da un lato è necessario far ripartire le aziende produttive e riattivare i processi economici fermi da mesi, dall’altro non bisogna distogliere lo sguardo dalla diffusione dell’epidemia fino a quando misure definitive come vaccini e terapie innovative non riusciranno a sconfiggere la minaccia”. 

Anche il sindaco di Platania Michele Rizzo avvisa in una nota del differimento dell'ordinanza della presidente Santelli e che "con decorrenza immediata e fino a nuovi diversi provvedimenti, verrà adottato il differimento sull'intero territorio comunale di tale ordinanza e pertanto nel territorio comunale di Platania, allo stato attuale si considerano vigenti ed efficaci solo le misure previste dalla normativa nazionale e da quella regionale non contrastante con essa". 

Domenico Stefano Greco, sindaco di Tiriolo, informa la cittadinanza che “a Tiriolo continueranno a rimanere in vigore le norme stabilite dall'ultimo Dpcm e che non si applicherà l'ordinanza pubblicata ieri sera dal presidente della Regione finché non saranno chiarite alcune situazioni. Mi rendo conto del grande sacrificio per gli esercenti, ma avvertiamo forte il dovere di tutelare la salute della nostra comunità, così come abbiamo fatto fin dall'inizio di questa emergenza e non possiamo vanificare gli ottimi risultati raggiunti grazie alla collaborazione ed ai sacrifici di tutti”. Il commissario prefettizio del Comune di Girifalco, Costanza Pino, rende noto che in riferimento all'ordinanza regionale della presidente Santelli “considerata la complessità delle previsioni contenute e la ristrettezza dei tempi di attuazione, avuto riguardo all'interesse superiore della salute pubblica, il Comune di Girifalco continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali ed a quanto stabilito nelle ordinanze sindacali in vigore”. 

Il sindaco di Serrastretta, Felice Molinaro, esprime “pubblicamente disappunto sul modus operandi della Regione e in particolare sulla mancanza di concertazione con i sindaci. Desidero evidenziare che l'ordinanza regionale si pone in contrasto con la normativa emergenziale contenuta nei Dpcm vigenti e che il governo a notte fonda ha deciso di diffidare la Calabria affinché annulli le parti del provvedimento non coerenti con le disposizioni nazionali. Pertanto, nel territorio del Comune di Serrastretta allo stato attuale si considerano vigenti ed efficaci solo le misure previste dalla normativa nazionale e quelle regionali non contrastanti con essa”.  Valentina Cuda, sindaco di Pianopoli, informa i cittadini che “in riferimento all'ordinanza regionale della presidente Santelli, considerata la complessità delle previsioni contenute e la ristrettezza dei tempi di attuazione, nell'interesse della salute dei nostri concittadini ne è differita l'entrata in vigore fino al 4 maggio”. Daniele Menniti, sindaco di Falerna, “considerata la piena vigenza dello stato di emergenza sanitaria (deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 e con relativo atto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale numero 26 del primo febbraio 2020) determinato dalla necessità di arginare il gravissimo dilagarsi del contagio da coronavirus e la necessità di facilitare il pieno dispiegamento degli effetti previsti a seguito dei provvedimenti del governo” ordina di “attenersi alle disposizioni contenute nel Dpcm del 26 aprile 2020 fino a nuove disposizioni”.

A Carlopoli il sindaco Mario Talarico in un avviso contesta l'atto e aggiunge che si atterrà a quanto previsto dai Dpcm del 10 e 26 aprile.  Anche a Conflenti il sindaco Serafino Pietro Paola rimane in linea con quanto deciso dal Governo nel decreto del 26 aprile e precisa “nel territorio di Conflenti rimarranno in vigore ed avranno pieno effetto le disposizioni del presidente del consiglio dei ministri 10 aprile 2020 fino alla data stabilita del 4 maggio prossimo” . Savatore Paone, sindaco di Maida “Cari concittadini,comunico che nel corso della mattinata verrà adottato il differimento sull’intero territorio comunale delle disposizioni emanate dal presidente della Regione Calabria con ordinanza nr. 37 del 2020 di ieri sera. Pertanto nel Comune di Maida ci si atterrà a quanto previsto dal Dpcm del 26 aprile 2020 e le disposizioni sindacali sinora adottate.E’ assurdo che i cittadini, i sindaci e gli amministratori siano soggetti a decisioni repentine che non hanno nessuna logica, specie in un momento in cui è necessario mantenere alta la guardia per evitare il diffondersi del virus.In questo momento dobbiamo evitare strumentalizzare sulla vita dei cittadini per soli fini politici. Dobbiamo fare di tutto per non vanificare gli sforzi sinora compiuti dai cittadini di Maida e tutelare la salute pubblica. Grazie a tutti per la collaborazione”. Francesco Argento, sindaco Facente Funzione di Gizzeria in una nota avvisa la cittadinanza che: "rimangono in vigore fino al giorno 3 maggio 2020, tutte le misure di contenimento per emerginare la diffusione del Covid-19, fin qui emanate, tra cui l'ordinanza n.99 emanata dal sindaco di Gizzeria"

Domenico Giampà, sindaco del comune di San Pietro a Maida informa i cittadini che: “in riferimento all’ordinanza regionale emanata nella serata del 29 aprile dalla presidente Santelli, considerata la complessità delle previsioni contenute e la ristrettezza dei tempi di attuazione, nell’interesse della salute dei nostri cittadini ne è differeta l’entrata in vigore di almeno 24 ore. Tutto ciò al fine di poter programmare con gli esercenti commerciali la ripresa delle attività previste dall’ordinanza, nel rispetto delle misure di contrasto e contenimento del virus covid-19. Per il giorno 30 aprile rimangono pertanto le restrizioni previste dalle precedenti ordinanze”

Angela Brigante, sindaco di Decollatura, riferisce che “con apposito atto verrà adottato il differimento sull’intero territorio comunale con decorrenza immediata e fino al 3 maggio 2020 compreso, dell’attuazione  delle disposizioni emanate con Ordinanza della Presidente della Giunta Regionale, e pertanto si ci dovrà attenere a quanto previsto dai Dpcm del 10 e 26 aprile 2020 ed alle dispozioni sindacali”.  Antonio Albi, sindaco del comune di Nocera Terinese: “Si comunica che, dopo un’attenta valutazione, l’Amministrazione Comunale ha deciso che domani mattina verrà divulgata un’ordinanza sindacale in contrasto con quella pubblicata dalla Presidente della Regione Calabria n.37 del 29.04.2020, nel nostro comune resta in vigore il DPCM con il fermo fino allo 04.05.2020”

Molti, quindi, sono i primi cittadini, in prevalenza di centrosinistra, che sulle loro pagine facebook stanno informando le loro comunità dell’intenzione di non applicare l’ordinanza di Santelli. Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo "ha firmato l’ordinanza che conferma, fino a domenica 3 maggio compresa, tutte le disposizioni in merito al contenimento del contagio da Covid-19. Resteranno pertanto chiusi, anche in questo fine settimana, parchi e aree giochi, cimiteri e tutte le altre attività regolamentate, quindi anche bar e ristoranti, con l’ordinanza di proroga diramata ad aprile". Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, scrive che “a volte la realtà supera la fantasia. Non si gioca sulla pelle e sulla salute dei cittadini. Spero che la notte porti consiglio, in caso contrario ci determineremo di conseguenza. Intanto chiedo a tutti di mantenere la calma, ne parliamo domattina”. Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano (Cosenza), informa che “con particolare riferimento alle attività commerciali interessate, restano in vigore le ordinanze sindacali in materia di contenimento del contagio. Capisco la sincera volontà di alcune attività, in grave difficoltà, di aprire e mi spiace, ma – rileva Stasi - questo non è il momento di fare confusione. Il ritorno alla quotidianità deve essere ponderato”. Pino Belcastro, sindaco di San Giovanni in Fiore (Cosenza), annuncia che emetterà “un’ordinanza che rispetta le norme varate dal governo, la mia città non la metto in pericolo”. 

Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi (Reggio Calabria), osserva che nel suo comune “si applicherà la Costituzione Italiana. Dovrà essere rispettato quanto previsto dal Dpcm. Che la notte porti consiglio...”. Michele Tripodi, sindaco di Polistena (Reggio Calabria), definisce “illegittima e stucchevole l’ordinanza della presidente Santelli, dal modello tutto chiuso al modello tutto aperto (prima del tempo), tranne ovviamente per gli ambulatori della sanità pubblica ancora avvitata su stessa”. 

"Fermo restando che i decreti disposti dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, hanno portato ad una sostanziale frenata della circolazione del virus e quindi di una successiva calibrazione del fenomeno, si deve, allo stesso modo, elogiare il lavoro svolto dalla presidente della giunta regionale calabrese, Jole Santelli, che ieri ha disposto l'avvio di una fase nuova per l'economia della nostra regione. Perché di ciò si tratta". A sostenerlo è il sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini che ha reso noto di avere emesso un'ordinanza nella quale sottolinea che l'apertura delle attività indicate dalla presidente Santelli, sarà subordinata al sopralluogo da parte degli organi competenti". "In una terra frenata dal malaffare, da livelli impressionanti di senza lavoro, di imprese che stentano a trovare un filo di imprenditorialità - prosegue Cascini - la decisione di aprire, anche se in modo formale e non decisivo, una serie di attività, non può che far bene al settore economico. Spetta ai cittadini calabresi adeguarsi al 'distanziamento sociale' imposto, ma certamente voluto e dovuto, per difendersi dal contagio. Spetta a noi fare in modo che le timide aperture degli esercizi commerciali non debbano riflettere una impennata dalle diffusione del virus. Dobbiamo credere nel superamento dell'emergenza, e solo con atti di responsabilità potremo riuscirci realmente". "Mi auguro - sostiene ancora Cascini - che tra Stato e Regioni non si attui un confronto che al momento non servirebbe a nessuno. Servono solo atti di responsabilità che non vadano a ledere la rinascita e la risalita di questa terra".

Sindaco Cosenza favorevole "Ha fatto bene Jole"

A sostegno di Santelli, invece, si schiera il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, di Forza Italia come il presidente della Regione: “Ha fatto bene Jole a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più. Si aggraverebbe solo di molto la situazione economica. Il Comune di Cosenza – spiega Occhiuto - darà a tutti gli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi. Raccomando a tutti di continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti”.

Anci Calabria: “Chiediamo venga istituita anche in Calabria cabina di regia”

“Abbiamo immediatamente rappresentato come Anci Calabria alla presidente Santelli l’esigenza di dover concertare talune decisioni che implicano attività preparatorie e la debita conoscenza delle disposizioni operative e delle misure di prevenzione che gli esercenti devono rispettare e su cui i Sindaci devono sorvegliare e sovrintendere”. È quanto afferma in una nota Anci Calabria. “Ci è parsa anomala una così repentina adozione di un provvedimento - aggiunge - parzialmente in dissintonia con le disposizioni nazionali vigenti, la cui applicazione, tuttavia, poteva essere preventivamente vagliata e programmata con il coinvolgimento delle categorie professionali interessate e con una accorta sensibilizzazione che i Sindaci avrebbero certamente fatto verso esercenti e cittadini essendo loro in campo dall’insorgere dell’emergenza Covid 19. Chiediamo che per la cosiddetta “Fase 2” venga quanto prima istituita anche in Calabria una cabina di regia istituzionale, come già praticato nella quasi totalità delle altre Regioni, che preveda anche la presenza della rappresentanza dei Comuni e consenta di evitare queste discrasie e valorizzi da subito il ruolo dei Sindaci che non possono essere soltanto il terminale responsabile di talune decisioni che si vedono cadere addosso, oramai anche di notte. I Sindaci sono abituati a dare precedenza assoluta ai doveri e ruolo istituzionali prescindendo da ogni libera appartenenza politica”.

REAZIONI

Callipo e Pd: "Irresponsabile ordinanza Santelli"

Invitiamo i cittadini calabresi ad essere molto cauti e siamo certi che si dimostreranno più responsabili di chi li governa”. Lo afferma il capogruppo di opposizione “Io Resto in Calabria” in Consiglio regionale, Pippo Callipo, commentando l’ordinanza con cui questa sera il presidente della Regione, Jole Santelli, ha disposto una serie di aperture a partire da domani, 30 aprile, tra cui quelle di bar, ristoranti, agriturismo e pasticcerie ma solo con servizio ai tavoli all'aperto. “Fino a pochi giorni fa – dice Callipo - la presidente della Regione Jole Santelli parlava di tenere chiusa la Calabria fino a fine maggio, oggi addirittura anticipa la fase 2 andando ben oltre le riaperture che il governo ha annunciato per il 4 maggio. Quella annunciata stasera dalla presidente Santelli, con un tempismo quantomeno irresponsabile perché prevede le riaperture già per domani, è un’ordinanza – prosegue il capogruppo di ‘Io Resto in Calabria’ - molto imprudente ed evidentemente incoerente con quanto sostenuto da lei stessa fino a ieri”.

A parere di Callipo, “l’ordinanza, poi, contrasta con quanto previsto dai provvedimenti governativi e, oltre che pericolosa, è utile solo a un eventuale contenzioso con il governo di cui proprio non si sentiva il bisogno. Non vorremmo che tutto ciò risponda a una strategia politica concordata tra i governatori di centrodestra. Se così fosse, vorrebbe dire che si sta giocando sulla pelle dei cittadini calabresi per meri calcoli politici. In un’emergenza come quella attuale non si può governare in balìa di interessi di partito o di improvvidi sbalzi d’umore. Intanto – conclude il capogruppo di ‘Io Resto in Calabria’ – di misure concrete sul piano economico, sanitario e sociale neanche l’ombra”. Dure critiche anche dal gruppo del Pd in Consiglio regionale, guidato da Domenico Bevacqua, e dalle federazioni provinciali dello stesso partito.

M5s: “Non vanifichiamo gli sforzi fatti”

"La Presidente della Regione Calabria ha dimostrato profonda incoerenza attraverso l’ultima ordinanza emessa e con la quale va in controtendenza con le disposizioni del Governo nazionale». Così in una nota congiunta i portavoce del Movimento 5 stelle, Laura Ferrara, Anna Laura Orrico, Elisa Scutellà, Riccardo Tucci, Giuseppe Fabio Auddino, Alessandro Melicchio e Massimo Misiti. "La Santelli – continuano -, mentre ribadisce la necessità di chiudere i confini ai calabresi “fuori sede”, permette, in prossimità del 1 Maggio, a bar e ristoranti di riaprire e a privati cittadini di fare manutenzione alle proprie imbarcazioni, consentendo anche gli spostamenti fra diversi Comuni. I calabresi hanno dimostrato finora il proprio senso di responsabilità, mettendo la salute al primo posto. I sacrifici fatti sono enormi e il basso numero di contagi dimostra quanto siano state necessarie le misure di restrizione, misure che molti Comuni calabresi stanno confermando con proprie ordinanze che di fatto annullano quella regionale. Questo dovrebbe essere il momento della collaborazione istituzionale, il primo passo verso la ripartenza e non un braccio di ferro fra Regioni e Governo. Facciamo dunque appello al buon senso dei calabresi, degli amministratori locali e degli esercenti i quali stanno manifestando non poche perplessità rispetto alla possibilità di riaprire in sicurezza e con così poco tempo di preavviso. Non vanifichiamo gli sforzi fatti, uniti ce la faremo» concludono gli eletti calabresi". 

 Dieni (M5s): "Schizofrenia politica, Santelli la ritiri"

"La schizofrenia politica di Jole Santelli è sconcertante e rischia di vanificare i tanti sacrifici fatti dai calabresi in questi ultimi mesi. La governatrice ha offerto al centrodestra la regione che amministra affinché venisse strumentalizzata politicamente nell'ambito della lotta contro il governo Conte. Ma la salute dei calabresi non può essere messa a repentaglio da giochi di potere irresponsabili e sconsiderati. La riapertura dovrà esserci, ma dovrà essere un processo graduale, non repentino e immotivato. Quando sarà il momento, cittadini e imprese dovranno essere preparati alla “fase 2” e messi in condizione di rispettare le norme sul distanziamento. La Calabria non sarebbe in grado di far fronte a una nuova emergenza sanitaria, e le ultime disposizioni di Santelli non rispettano neppure lo straordinario impegno di medici, infermieri e operatori sanitari che in questi mesi hanno messo in pericolo la loro vita per tutelare la nostra".Così la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni in merito all'ultima ordinanza sulla “Fase 2” firmata da Santelli. "Per fortuna – continua la portavoce alla Camera –, decine e decine di sindaci hanno già dichiarato, con grande senso di responsabilità e coraggio, la loro contrarietà e si opporranno al provvedimento di Santelli per mezzo di contro-ordinanze. Il governo, da parte sua, a breve invierà alla Regione Calabria formale diffida la quale, nel caso in cui non dovesse essere recepita, costituirà il primo passo in vista dell'impugnativa davanti al Tar o alla Consulta. Santelli è ancora in tempo per rimediare a una figuraccia politica che potrebbe avere conseguenze ben peggiori per una popolazione che, finora, si è contraddistinta per il rispetto delle regole governative, fondamentale per il contenimento del contagio".

"La presidente calabrese – conclude la deputata 5 stelle – non ha altra scelta se non quella di ritirare l'ordinanza, nella speranza che faccia anche pace con se stessa. I calabresi non dimenticano che, fino a due giorni fa, sbraitava contro il ritorno dei fuorisede deciso dal governo e il trasferimento di alcuni migranti dalla Sicilia. Adesso le sue disposizioni vanno in senso totalmente opposto. Politicamente non è certo un segnale incoraggiante".  

Irto: "Non si gioca con la vita delle persone, serve responsabilità"

"Nell'arco di 24 ore siamo passati dalla chiusura totale della Calabria, con il divieto di far ritornare i fuori sede, all'apertura di bar e pizzerie. C'è una schizofrenia delle scelte che genera paura e confusione. L'ordinanza di ieri sera della presidente Santelli non è stata concertata con nessuno, né con il Consiglio regionale, né con i sindaci e con il sistema delle autonomie locali. Siamo sconcertati". Intervistato da Radio Touring 104, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, ha commentato così l'ultima decisione emanata dalla governatrice. "Abbiamo scoperto dell'ordinanza, inaspettata per gli stessi destinatari del provvedimento, dopo che era stata pubblicata sul sito della Regione. Già ieri sera, come minoranza, abbiamo assunto una posizione pubblica chiedendo alla Presidente di ritirare l'ordinanza e di fare un ragionamento più completo. Non si possono riaprire così bar e pizzerie all'aperto, anche perché ciò va in contrasto con i provvedimenti nazionali. Al massimo si possono assumere decisioni più restrittive, non più 'larghe'". Irto ha auspicato che "il governo nazionale intervenga ponendo fine a questa babele istituzionale. Non è possibile che ogni mattina un governatore si alzi e dica una cosa diversa. Il Paese è uno e va difeso nella sua interezza. Se dovesse ripartire l'aumento dell'epidemia, nessuna parte dell'Italia verrebbe risparmiata, neanche il Sud. E in Calabria i numeri sono bassi ma non riusciamo a garantire un numero adeguato di tamponi", ha proseguito il vicepresidente dell'Assemblea nel corso dell'intervista radiofonica.

L'esponente pd in Consiglio regionale ha sottolineato: "Non è questo il momento di mettere in atto strategia politica, come invece stanno facendo alcuni governatori. Stiamo affrontando problemi gravissimi, cioé una pandemia e una crisi economica gravissima che al Sud sarà più pesante che al Nord. La politica non può giocare con la vita delle persone. In questa fase - ha concluso Irto - occorre togliersi di dosso la maglietta dell'appartenenza politica e indossare quella della responsabilità e della serietà".

Bevacqua (Pd): "Non si può giocare su pelle cittadini"

"Non si può giocare sulla pelle dei cittadini per tentare di fare da sponda a chi, come le Regioni del Nord, cercano di creare conflittualità tra i poteri dello Stato". E’ quanto afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Minmo Bevacqua in merito all'ordinanza della presidente Santelli sulla ‘fase due’. "Ancor di più - aggiunge - non comprendiamo la scelta della Presidente considerato che in Consiglio, solo qualche giorno prima, abbiamo dichiarato pubblicamente di essere pronti a schierarci contro il Governo nell’eventualità di spostamento di risorse comunitarie verso altre zone del Paese a scapito della Calabria". "Vorrei chiedere alla presidente Santelli - prosegue Bevacqua- se la sua decisione sia stata concordata con il comitato scientifico della nostra regione. Altrimenti dovrebbe spiegare, se non l’ha consultato nella scelta più importante per la salute dei cittadini, perché l’ha istituito. A tal proposito, mi rivolgo direttamente  ai componenti del comitato perché esprimano una posizione chiara in merito. Il loro silenzio - sottolinea Bevacqua -  potrebbe essere interpretato come un assenso a tale decisione. La Calabria sta dimostrando di essere al servizio dei giochi dei politici nazionali; mentre la Basilicata prevede - per chi ritorna dopo il 4 maggio- tamponi e quarantena, qui da noi invece si va oltre disponendo un’irresponsabile riapertura". Conclude il capogruppo del Pd: “La rottura politica tra i tantissimi sindaci del territorio, molti dei quali vicini anche allo schieramento del governatore, e la Regione Calabria apre, inoltre,  un grave ed eclatante conflitto istituzionale che rischia di minare il già debole tessuto sociale della regione. Rimane, adesso, attenersi ed ancorarsi al buon senso dei sindaci, da sempre avamposto dei territori. Tutti i comitati scientifici internazionali prevedono un nuovo picco infettivo con l’adozione dei provvedimenti a decorrere dal 4 maggio. Anche Fauci negli Usa sta bloccando Trump su simili iniziative. E la presidente  Santelli che fa? Gioca sulla salute di tutti noi!".

Giovani PD: "Santelli pensi ai cittadini e non ai giochi politici della Lega"

"Con molto stupore e caos generale ieri sera intorno alle 21.30 la Governatrice Santelli pubblica un'ordinanza nel quale sostanzialmente riapre tutto e passa direttamente dalla fase 1 alla fase 3. Stupore per le tempistiche attuate ma soprattutto per colei che sino a 24 ora prima voleva blindare la Calabria fino al 31 di maggio per poi rimangiarsi tutto e riaprire in blocco le attività. Se non soffrisse di bipolarismo la compatiremo pure ma non credo sia questo il caso. Semplicemente ha fatto sua la strategia leghista di andare contro al Governo e di riaprire tutto in barba al DPCM con il solo intento di osteggiare le decisioni Nazionali. Raccapricciante e imbarazzante prendere in ostaggio i Calabresi per delle strategie politiche. Ancor di più se si pensa che la Governatrice è in balia delle mosse leghiste con l'unico intento di ostacolare il Governo centrale. Chiediamo semplicemente un minimo di appartenenza e buonsenso per la salute dei cittadini.

Graziano (Pd): "Santelli ritiri ordinanza e tuteli salute calabresi"

"La presidente Santelli dovrebbe mettere davanti a tutto la tutela della salute dei cittadini calabresi invece si piega ai giochi politici del centrodestra nazionale, firmando un'ordinanza non in linea con le misure governative che entreranno in vigore il 4 maggio. E' un atto di grande irresponsabilità. Ritiri subito il provvedimento". Lo dichiara il commissario regionale del Partito democratico della Calabria Stefano Graziano. "La Santelli ignora - aggiunge Graziano - che l'ultimo dpcm è stato varato sulla base dei pareri formulati dal Comitato tecnico scientifico nazionale. Sappiamo bene che c'è bisogno di far ripartire l'economia e in particolare quei settori che ormai sono in grande difficoltà dopo due mesi di chiusura ma bisogna farlo in sicurezza per la salute di esercenti e avventori".

Graziano Di Natale (IoRestoInCalabria): "Chiedo al Governo impugnare ordinanza Santelli"

"Chiedo al Governo di impugnare tempestivamente l’ordinanza della Presidente Jole Santelli". Interviene con questa presa di posizione il Consigliere Graziano Di (IoRestoInCalabria) Segretario-questore dell’Assemblea regionale,  a seguito dell’ordinanza firmata dal Governatore della Calabria nella tarda serata di ieri, aggiungendo: ”Appare evidente in tutte e cinque le provincie quanto i calabresi di ogni orientamento politico siano in rivolta per l’improvvido ‘liberi tutti’ disposto dalla Governatrice, anticipando la riapertura disposta dal Governo per il 4 Maggio e andando anche ben oltre le disposizioni  e le ‘regole’ del DPCM”. “Aprire così senza criteri e riferimenti tecnico-scientifici - afferma il segretario-questore del Consiglio regionale - significa buttare a mare tutti i sacrifici che i cittadini hanno fatto in questi mesi. Addirittura si anticipano i provvedimenti del Governo Nazionale col rischio concreto - continua Di Natale – di un aumento dei contagi che con tutto il cuore mi auguro non si verifichi. Spero vivamente che Jole Santelli non si presti ad una strategia politica messa in atto dai governatori del centrodestra. Sarebbe da incoscienti ed i soli a pagarne le conseguenze saranno i calabresi”. “Bisogna necessariamente e innanzitutto tutelare la saluti dei cittadini – conclude Graziano – . Non siamo ancora nelle condizioni di un’apertura come quella prevista. Certamente bisogna ripartire ma è un momento talmente delicato e la ripartenza credo debba avvenire con cautela. Non in questo modo. Rischiamo di farci davvero male, significherebbe vanificare quanto fatto fino ad oggi e mancare di rispetto a chi, in questi mesi, ha lavorato quotidianamente per tutelare le nostre vite”.

Forciniti: “Ordinanza Santelli irresponsabile. No a giochini politici sulla pelle dei cittadini”

"L'ordinanza emessa dalla governatrice Santelli, con cui si pretende di autorizzare la riapertura di bar e ristoranti, è un pericoloso attentato alla salute dei cittadini calabresi, oltre che un gratuito atto di sfida nei confronti dello Stato centrale e del governo. In questo momento c'è bisogno di unità di intenti e collaborazione fra le varie articolazioni dello Stato, non di incomprensibili scontri che hanno l'unico risultato di disorientare la popolazione e far perdere fiducia nelle Istituzioni tutte. Ma la cosa più grave di tutte è senz'altro la totale mancanza di consapevolezza da parte di chi ha la responsabilità di governare la regione in cui il livello delle prestazioni sanitarie offerte ai cittadini è il più basso, eppure per prima in Italia pensa di poter tornare alla normalità come se niente fosse.Tra l'altro fino a poco prima Jole Santelli predicava urbi et orbi massima prudenza, poi di colpo e senza alcun preavviso arriva questa irresponsabile decisione".

"Sembra che la governatrice abbia deciso di non rispondere più ai cittadini calabresi, ma stia piuttosto accettando di farsi manipolare e diventare la pedina di uno stupido e pericoloso giochino politico messo in piedi su larga scala dal centrodestra italiano e dai soliti personaggi che tutti conosciamo e che non voglio neanche nominare. Nel momento in cui l'Italia avrebbe bisogno di compattezza per affrontare la sfida più difficile della sua storia repubblicana, mentre servirebbe conferire tutta la forza possibile ad un governo impegnato tra le altre cose in una delicata trattativa europea, a qualcuno interessa solo provare a indebolirlo e ostacolarlo, anche a costo di fare affondare l'Italia. Mi sono illuso che almeno una pandemia fosse un motivo valido per tutti per mettere da parte le beghe di partito, ma evidentemente mi sbagliavo. Il fatto che la classe politica italiana non riesca a smettere di sentirsi in campagna elettorale nemmeno di fronte a 27.500 morti è una sconfitta per tutti. Il coronavirus non è un gioco. Sono morte oltre 27.000 persone. Possiamo ben rinunciare al gelato o ad un aperitivo per un altro paio di settimane, perchè qui è in ballo la salute della gente. Agli esercenti dico: resistete ancora un po', lo Stato vi sarà vicino, a giorni sarà approvato un nuovo decreto da 55 miliardi, ma non possiamo ancora permetterci di ripartire in sicurezza. Abbiamo informato il governo e si sta già valutando quali provvedimenti prendere, ma intanto invito la governatrice Santelli a ritirare subito l'ordinanza!"

Meetup 5 Stelle: "Decisione superficiale, schizofrenica, illogica e criminale"

"Decisione superficiale, schizofrenica, illogica e criminale. Sacrificata sull’altare del linguaggio della “fiducia”. La nostra ineffabile governatrice annuncia stasera di aver firmato un’ordinanza che dà il via libera, alle attività di “bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismi con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto”, oltre a maggiore libertà negli spostamenti. Misure nuove, uniche, folli. In grado di far evaporare con un colpo di penna due mesi di assoluto senso civico da parte della popolazione calabrese. Due mesi di sacrifici. Di sofferenza. Di disperazione. Due mesi sopportati in silenzio nella naturale speranza di una ripresa graduale e razionale. Per vincere sul virus. Per non avere più paura. Per ritornare a vivere senza alcun rischio di finire in un ospedale o, peggio, inchiodata ad un letto con un tubo in bocca.

"Una assurda iniziativa che mette a rischio la vita dei calabresi, considerate le fatiscenti condizioni della nostra sanità. E che offre il fianco al corpo mortale per la nostra economia, che potrebbe chiudere definitivamente a seguito dell’impenno della curva dei contagi. E tutto questo sperando che tale indegna iniziativa non sia stata avvallata dalla task force regionale che, perlomeno, fino ad ora - al netto di competenze specifiche tutte da verificare e di capacità comunicativa prossima allo zero - non aveva fatto danni nel passivo tentativo di mantenere i risultati raggiunti grazie esclusivamente alla fortuna che alle nostre latitudini il virusè arrivato in pieno lockdown. La stessa task force che dopo un mese di lavoro non è stata in grado di produrre uno straccio di protocollo di sorveglianza attiva, nè tantomeno un documento operativo di riorganizzazione della inesistente rete di medicina territoriale.  Delle due l’una: qualora la decisione di Jole fosse figlia dell’indicazione dello psicopatico pensiero di qualche componente, sarebbe cosa gravissima; se invece la nostra governatrice avesse partorito questo obbrobrio scientifico tutta da sola senza prima consultarsi con i suoi tecnici, gli stessi, in un ultimo sussulto di dignità (ammesso che ne abbiano mai avuto), dovrebbero dimettersi immediatamente. In blocco.  Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, solo ieri aveva spiegato ai governatori del centrodestra che dal 18 maggio sarebbero stati possibili provvedimenti differenziati tra diverse Regioni italiane, in linea con il trend dei contagi nelle varie zone del Paese, ha già ritenuto questa ordinanza “non coerente” con conseguente, naturale, ricorso al Tar. Aveva chiesto pazienza e cautela. A salvaguarda del bene più prezioso di tutti: la vita umana. Ma alla nostra sceriffa non interessa la salute del suo popolo. A lei intriga solo fare politica partitica di infimo livello e lisciare il pelo alle lobby che la sostengono. Dio ci salvi dalla regina". così in una nota Meetup Reggio 5 Stelle, Meetup Magna Grecia 5 Stelle, Meetup Istmo 5 Stelle – Girifalco, Meetup Vibonesi in Movimento, Meetup 5 Stelle Pizzo, Meetup Catanzaro

Auddino (M5s): "Ordinanza Santelli è illegittima"

"L'ordinanza della Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, relativamente alla fase 2 dell'emergenza sanitaria in atto, è in evidente contrasto con le norme contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio. Anche questo ultimo Dpcm, come il precedente, consente alle Regioni di adottare misure più restrittive laddove vi sia stato un aggravamento della situazione epidemica in tutto o parte del territorio regionale, ma non il contrario". E' quanto afferma il senatore del M5s, Giuseppe Auddino. "I Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri - prosegue il senatore pentastellato - non consentono alle Regioni misure che 'allentino i provvedimenti', ma tutt'al più permettono misure che li restringano per ragioni, appunto, emergenziali. Questa è chiaramente un'ordinanza 'illegittima'. È evidente come nella gerarchia delle fonti giuridiche un Decreto del Presidente del Consiglio prevalga sulle ordinanze dei Presidenti delle Regioni. Le misure stabilite nel Decreto sono state adottate in base al quadro sanitario nazionale, a tutt'oggi critico. In una situazione emergenziale senza precedenti, sarebbe bene che le istituzioni locali non facessero irresponsabilmente ordinanze in contrasto con quanto disposto dal Governo centrale". "È evidente. Una siffatta scelta a livello regionale - sostiene ancora il senatore - non porta alcun tipo di vantaggio ai nostri concittadini e titolari di impresa, ma espone tutti ad un elevatissimo rischio di contagio vanificando gli sforzi fatti fino ad ora, oltre a generare confusione. Per questo motivo chiedo l'immediata rimozione delle parti dell'ordinanza in contrasto con le disposizioni del Dpcm".

Fiom-Cgil: "Ordinanza irresponsabile e contro Governo"

"L'ordinanza della presidente Santelli, resa pubblica stanotte con una modalità assolutamente inusuale e fuori luogo, lungi dall'essere motivata e giustificata, manifesta solo una irresponsabilità giocata sulla pelle dei cittadini, dei lavoratori, di tutti i calabresi al solo scopo di mostrare una opposizione politica al Governo centrale. E' da diverso tempo, ed a maggior ragione, dal 24 aprile scorso, data della stipula tra le parti sociali ed il Governo, del nuovo protocollo sicurezza finalizzato alla programmazione della cosidetta 'Fase2', anche unitariamente, stiamo sollecitando una azione della Regione finalizzata ad una accurata ricognizione delle condizioni generali per la riapertura dei settori interessati". Lo afferma, in una nota, Massimo Covello, segretario della Fiom Cgil Calabria. "A tutt'oggi in Calabria - prosegue Covello - non è stato predisposto nessun piano di monitoraggio delle attività lavorative, non si riscontrano azioni di rafforzamento dei presidi territoriali a supporto dell'imprese e dei lavoratori, non esiste una certezza sull'approvvigionamento costante e sostenibile dei Dpi, nessuna azione tesa a pianificare la mobilità regionale e sopratutto nessuna chiara politica industriale a sostegno delle migliaia di piccole imprese metalmeccaniche il cui destino resta in balia degli eventi. In questo scenario drammatico e mentre ci si sta adoperando come organizzazioni sindacali per costituire nei territori i Comitati di settore per conoscere e determinare i fabbisogni necessari ad una ripresa che tuteli le imprese, i lavoratori e le lavoratrici, l'ordinanza della presidente Santelli, fa finta di interessarsi del destino economico di tanti senza nessuna logica". "Oltre ogni giudizio di legittimità formale - sostiene ancora Covello - è davvero provocatoria una ordinanza che non ha visto nessun coinvolgimento delle parti sociali. Essa mette a repentaglio il risultato del lokdown a cui i calabresi si sono sottoposti con grande responsabilità anche consapevoli delle criticità strutturali del sistema sanitario regionale. I lavoratori e le lavoratrici, le imprese di tutti i settori, meritano azioni di sostegno concrete, a partire dall'accelerazione dei tempi di erogazione dei sussidi e degli ammortizzatori sociali, non di caos e direttive avventate. Presidente ritiri questa ordinanza ed avvii nel concreto, coinvolgendo tutte le parti istituzionali e sociali della regione, una attenta analisi su cosa fare e come farlo per garantire il lavoro in sicurezza e per costruire il futuro della Calabria".

Filcams CGIL Calabria: "Denunceremo ogni illecito sul piano del mancato rispetto del Protocollo di prevenzione nazionale"

"Come  affermavano Ficarra e Picone nel film l'Ora Legale, la nostra è una società fondata sul Bar. Deve essere per questo motivo se la Presidente Santelli, che solo tre giorni fa tuonava contro il Governo, denunciando il rischio di aumento esponenziale di contaggi da coronavirus e puntava il dito, manco a dirlo, contro cinquanta poveri disgraziati sbarcati dal Sud del Mondo sulle coste calabresi, ieri notte ha deciso di riaprire di colpo le attività produttive essenziali per la vita sociale ed economica dei calabresi, i bar. La Penelope de noantri di giorno si preoccupa della salute dei suoi concittadini, di notte emette ordinanze per tentare di ucciderli. Naturalmente senza mai pensare a chi dovrà far funzionare quelle attività, che siano commerciali, turistiche o di servizio, cioè i lavoratori e le lavoratrici. E così, mentre in Italia esiste un Decreto Nazionale ed un Protocollo che stabilisce quali siano le linee guida e le misure di prevenzione per garantire la Salute dei lavoratori e dei cittadini, la Regione Calabria pensa che sia un lacciuolo burocratico del quale poter fare a meno. Tanto la carne da macello è sempre disponibile alla bisogna, abbiamo tale e tanta fame di lavoro che  non pretendiamo neanché più di mettere insieme il pranzo e la cena, un spritz è più che sufficiente. Come si gestiranno le riaperture, cosa succederà agli stagionali e come verranno garantiti i diritti di prelazione in caso di malattia, rifiuto, indisponibilità dei lavoratori non è dato sapersi. A questo ci penserà qualcun altro, così come sta accadendo per la Cassa Integrazione, la cui erogazione alla calabrese, con effetto ritardato, sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie. Che senso ha sulla vita concreta dei calabresi questa ordinanza irrazionale e irresponsabile non è dato sapersi. Di sicuro produrrà pochi effetti, se non danni, sull'economia reale e tanta confusione. Non ci pare, di fatti, che tra i motivi di stretta necessità per spostarsi di casa ci sia l'aperitivo, per cui non si capisce a quale clientela l'ordinanza si propone di rivolgersi. Per questo è da apprezzare l'atteggiamneto di quei Sindaci che preoccupati sia della Salute dei propri cittadini che dei lavoratori, hanno annunciato che nei propri comuni non sarà applicata questa ultime folle ordinanza. Ci auguriamo che al coro si uniscano tanti altri in queste ore, specie nelle grandi città".  

"Per quanto ci riguarda, la Filcams CGIL Calabria, denuncerà ogni illecito sul piano del mancato rispetto del Protocollo di prevenzione nazionale e sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Non ci pare tanto inusuale né velleitario pensare che, proprio perché in assenza di una regolamentazione sulle riaperture, chi sarà chiamato a lavorare in questa fase potrebbe contemporaneamente risultare in Cassa Integrazione. E visto che l'ordinanza regionale ci da la possibilità di andare a sistemare la barca, che notoriamente usiamo per spostarci da un comune all'altro, ci preme far sapere alla Regione, al sistema delle imprese e del commercio che "chi va per questi mari, questi pesci piglia" scrive in una nota Filcams CGIL Calabria.

Associazioni: "Non ci può essere nessuna ripresa economica senza certezze sanitarie"

"Che la presidente della regione Calabria Jole Santelli non ci capisse un granché qualcuno lo aveva inteso ancor prima che venisse eletta a tale incarico. Come si può a tarda serata quasi poco prima di mezzanotte,  emettere un' ordinanza con la quale si permette a bar ristoranti attività commerciale di poter aprire la mattina successiva? Forse davvero la presidente della Regione Calabria non ha mai gestito nessunissima attività altrimenti avrebbe compreso tutto ciò che comporta riaprire dopo la chiusura di due/tre mesi.Ben inteso abbiamo tutti l'urgenza di pervenire alle condizioni minime di sicurezza per non rimettere in circolazione il covid 19. La salute prima di tutto.  Non ci può essere nessuna ripresa economica senza certezze sanitarie. La presidente però,in attesa di riaprire in totale sicurezza,può fare qualcosa subito. Cominci a pensare a come sostenere con aiuti concreti aiutando il pagamento dei fitti delle bollette delle spese che continuano a galoppare. Si dia un contributo a fondo perduto a tutte le attività commerciali turistiche agricole artigianali. Non si dimentichi di nessuna partita iva, delle famiglie,di quanti devono comunque vivere pur non risultando in nessun elenco. Ecco questo sarebbe un'altra storia.  Bene ha fatto il Sindaco di Lamezia Terme. Siamo d'accordo con lui" così scrivono in una nota congiunta Libera: Commercianti Lametini; Difesa Consumatori lametini; Italia Nostra Sezione di Lamezia Terme; Lamezia Maltrattata; Nuovo Mondo Libero.

Pd Lamezia: "Mera logica di lotta politica e di potere"

"Più volte in queste settimane ci siamo detti che usciremo dalla grave emergenza sanitaria e sociale. Il Covid-19 ha cambiato il nostro stile di vita, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare al domani. Nonostante ciò, continuiamo a sperare di uscirne migliori, di venirne fuori con consapevolezze e coscienze più forti e tese alla responsabilità ed al buon senso; sicuramente e purtroppo constatiamo che questo non è valido per l’attuale amministrazione della Regione Calabria" così in una nota il Partito Democratico Lamezia

"Negli ultimi giorni si è palesata chiaramente la direzione che avrà questo governo regionale, gli abiti che vorrà indossare: sull’ubicazione del Centro regionale Covid si è aperta la solita, trita polemica campanilistica nella completa latitanza del governo regionale che avrebbe dovuto governare le scelte, mediare le posizioni, aiutare i territori a dialogare per un bene superiore; in piena notte e senza che fosse all’ordine del giorno, come avvenuto già nel passato, viene deciso l’accorpamento delle due aziende sanitarie Pugliese Ciaccio e Materdomini (purtroppo anche con il voto di qualche membro dell’opposizione e con tanto di conferenza stampa del Presidente del Consiglio Regionale, che dovrebbe invece avere un ruolo imparziale). Infine la scelta scellerata a cui abbiamo assistito attoniti ieri sera; ci si riferisce ovviamente all’ordinanza presidenziale, probabilmente illegittima, che sulla base di non si sa quale valutazione scientifica ha deciso di anticipare le riaperture delle attività commerciali, mettendo a rischio i risultati ottenuti dalla Calabria, grazie al sacrificio dei cittadini, in ordine al contenimento del virus".

"L’azione oltre che improvvida e giocata sulla salute di tutti ha aperto un contenzioso tra Governo e Regione e tra quest' ultima e i Comuni che molto più responsabilmente hanno annunciato di voler disattendere l’ordinanza provando a difendere, da destra a sinistra, i propri cittadini. Viene da chiedersi: questa scelta è stata fatta per il bene dei calabresi? A noi sembra proprio di no! Ci viene da pensare invece che si tratti di mera logica di lotta politica e di potere.La nostra regione ha una sanità e un tessuto socio/economico davvero fragile che corre il rischio di andare in pieno default, abbiamo bisogno di scelte ponderate e di riforme serie in campo sanitario che guardino all’interesse di tutta la Regione e non di singole realtà; ci sarà tempo per la propaganda politica. Nel nostro piccolo, come Partito democratico, abbiamo lanciato un invito all’amministrazione comunale e a tutte le forze politiche e sociali per costituire da subito un Tavolo di confronto su tutte le problematiche che quest’emergenza sta provocando e che, ancora invisibili, provocherà.  Rinnoviamo con viva sollecitudine questo intendimento, auspicando uno scatto d’orgoglio da parte del centro destra lametino, che tanto consenso ha portato alla Presidente Santelli.  Uniamo le forze, da destra a sinistra, diventiamo tutti più forti e pensiamo al bene dei nostri concittadini".

Tripodi (FI): "Coraggiosa ordinanza Santelli"

“Di fronte ad un'emergenza sanitaria ed economica di questa portata, la Calabria non sia usata per fare strumentalizzazioni politiche di alcun tipo. Lo scontro tra Governo e Regioni non solo non aiuta i cittadini, ma li confonde. Bene ha fatto la governatrice Jole Santelli che con coraggio ha dato il via ad una Fase 2 che consentirà la riapertura di alcune attività in piena sicurezza. Il governo sta gestendo questa crisi senza garantire certezze e non tenendo conto delle diversità dei territori. In Calabria i contagi sono molto ridotti e la riapertura di alcune attività può in qualche modo ridare fiato ad un'economia già in difficoltà. Sarebbe un paradosso ignorare la diversa geografia del virus. Le attività che possono svolgersi nel pieno rispetto delle regole del distanziamento sociale e che garantiscono l’uso dei dispositivi di protezione devono ripartire”. Lo dichiara in una nota Maria Tripodi, deputata e vice coordinatore di Forza Italia in Calabria.

Lega Calabria: "Coraggio e lungimiranza della presidente Santelli"

“Complimenti alla nostra presidente Jole Santelli che con coraggio e lungimiranza ha deciso di dare il via, da oggi, ad una nuova fase per la nostra regione". Così il capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Calabria, Tilde Minasi. “Accordando fiducia ai calabresi che, durante queste settimane, hanno dimostrato senso di responsabilità, la governatrice – rileva Minasi – ha deciso di consentire una serie di attività che avranno ripercussioni positive sotto l'aspetto economico ma anche psichico e sociale. Innanzitutto importantissima la possibilità per gli esercenti del settore food di poter ricominciare a lavorare sia tramite asporto che, ove possibile, con l'allestimento di spazi all'aperto. A questo provvedimento, poi, va aggiunto quello che riguarda il commercio di fiori e piante nonché di generi alimentari sia come esercizio ambulante che presso i mercati all’aperto".

"Ciò – sostiene il capogruppo della Lega in Consiglio regionale - si traduce in una vera e propria svolta per gli operatori del settore che potranno finalmente ricominciare a programmare il loro lavoro, guardando in maniera più rosea ai prossimi mesi. Significativi, poi, gli indirizzi assunti sul fronte degli sport individuali e sull'opportunità di curare le proprie imbarcazioni sicuramente trascurate nell'ultimo periodo”. Minasi parla di “un'ordinanza molto attesa, che aiuterà molti calabresi. La Regione continuerà a fare la sua parte proseguendo negli iter già intrapresi con 'Riparti Calabria' e attraverso le iniziative approvate nell'ultima seduta del Consiglio e legate, appunto, a superare le problematiche causate dal Covid, ma adesso – conclude il capogruppo regionale della Lega - tocca ai calabresi ricambiare il senso di fiducia, che la presidente Santelli ha manifestato con le decisioni appena assunte, attraverso una gestione attenta, scrupolosa delle direttive emanate”.

Francesco De Sarro (Fi): "Ripartire necessario, con responsabilità"

"È necessario ripartire con grande senso di responsabilità da parte di ognuno di noi. Non possiamo permettere che la paura blocchi le nostre vite e distrugga l'economia di un paese. Insomma non possiamo sopravvivere alla pandemia per poi morire di fame. Bisogna ripartire in fretta". E' quanto afferma Francesco De Sarro, vice coordinatore provinciale di Forza Italia Catanzaro che si schiera a sostegno della decisione di Jole Santelli. De Sarro critica la presa di posizione del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro che ha annunciato l'emanazione di un provvedimento che blocchi i contenuti dell'ordinanza della Regione. "Le attività commerciali della città - prosegue De Sarro - sono in grave crisi. I commercianti lametini non riescono più a sostenere le spese attive senza guadagnare un euro. Naturalmente il decreto del Presidente Santelli non deve essere inteso come un libera tutti, ma seguendo le rigide indicazioni e precauzioni di sicurezza si potrà dare una boccata d'ossigeno a chi oggi a causa della pandemia si trova sul lastrico. Impedire l'attuazione dell'ordinanza significa non amare la propria città e disinteressarsi dei problemi economici dei lametini". Per De Sarro "grazie alla dedizione di tutto il personale sanitario e di quello preposto alla sicurezza, oggi abbiamo le condizioni per una ripartenza graduale. Abbiamo il dovere di consegnare alle prossime generazioni non solo un mondo guarito dal Covid19 ma anche un mondo la cui economia non sia definitivamente morta".

Armando Chirumbolo: "Bene ad ordinanza riapertura di alcune attività in Calabria"

"Bene ad ordinanza riapertura di alcune attività in Calabria. A molti non sarà sfuggito che con l’ordinanza coraggiosamente firmata dalla Presidente Santelli non si è fatto altro che meglio normare quanto il DPCM Conte prevede per la partenza della Fase 2 del prossimo 4 Maggio e meglio adattare tale ripartenza alla realtà della nostra Regione, ben diversa da altre realtà territoriali italiane che devono fare i conti sia con una densità di popolazione fatta di milioni di abitanti raggruppati in enormi aree metropolitane da noi inesistenti, sia con una incidenza di contagi da Covid 19 che, per fortuna e/o per merito, sul nostro territorio, dopo 2 mesi di quarantena, si presenta ben più modesta. Da un lato mi meraviglia, e da un altro non tanto, in quanto ormai da tempo ci siamo tutti abituati ad un popolo di naviganti in rete aduso a leggere il titolo di una notizia on line ma non a soffermarsi sulla stessa per comprenderne il contenuto, il fatto che non si sia capito che l’ordinanza Calabrese non fa altro che limitarsi a consentire solo attività all’aperto, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento, ma soprattutto a consente a molte attività di poter ricominciare a lavorare ed evitare il fallimento" così in una nota Armando Chirumbolo già Consigliere Comunale Lamezia e Provinciale Catanzaro

"Diversi sono gli interrogativi che mi pongo al riguardo - e aggiunge - quale è la differenza sostanziale tra il riaprire, con le dovute accortezze e cautele, ristoranti, bar, rosticcerie e via dicendo limitatamente con servizio all’aperto, così come previsto nell’ordinanza della Presidente Santelli ed il consentire il semplice asporto dalle stesse, per come indicato nel decreto del Presidente Conte? Non di certo per le file d’attesa che si creerebbero in entrambe i casi e che, comunque, siamo già abituati a vedere e fare difronte a supermercati, farmacie, banche ed altre attività, ad oggi, consentite, ma certamente la differenza è profonda se si considera il fatto che, riaprendo le attività con servizio all’aperto e mantenendo tutte le dovute precauzioni, si consentirebbe a tantissime famiglie di poter ricominciare a sostentarsi e a non morire di fame. Quale differenza sussiste tra il consentire attività fisica individuale anche fuori dal Comune di residenza, sempre con le dovute precauzione e nel rispetto del distanziamento, così come previsto nel decreto Calabrese, e consentire le stesse attività anche allontanandosi dalla propria abitazione rimanendo, comunque, nel proprio Comune, per come previsto nel Decreto del Governo? Molta direbbero alcuni, se non fosse che la distanza che vi è, per esempio, tra le città di Catanzaro e Lamezia, è meno della metà della distanza che vi è tra il centro di Roma, Milano, Torino, Napoli e via dicendo ed una qualsiasi delle loro periferie municipali, e soprattutto, se non fosse che in queste città, in uno spazio molto ridotto, vive una popolazione di milioni di abitanti di molto superiore a quella che vive nell’intera Regione Calabria. L’altra domanda che mi pongo, senza alcun pregiudizio ed intento divisorio, che dovrebbe fare riflettere non solo i Calabresi ma tante altre Regioni meridionali, è: se l’incidenza del contagio da Covid 19, inversamente avesse maggiormente interessato la nostra Calabria, il Governo italiano avrebbe mai consentito di chiudere il Nord Italia? La risposta è scontata e tutti sappiamo essere NO!  Ed allora, alla luce di questi e di tanti altri interrogativi che potremmo porci, l’invito che rivolgo a tutti, e soprattutto a tutti gli amministratori calabresi, è quello di riuscire, per una volta almeno, ad  avere coraggio e cogliere l’occasione che ci viene concessa dalla Presidente della Regione Calabria di alzare la testa e dimostrare, che, a conti fatti, non siamo “inferiori” a nessuno e che teniamo a cuore le sorti del nostro popolo, che oggi, in molti e troppi casi, non riesce neanche a fare la spesa e vede il proprio futuro lavorativo irrimediabilmente compromesso da questa terribile crisi che da epidemica, ben presto, si tradurrà in una ancora più profonda crisi sociale ed economica dalle proporzioni che ancora non possiamo immaginare".

"Infine l’invito che rivolgo, in particolare, al Sindaco ed all’Amministrazione della mia città, Lamezia Terme, i quali reputo abbiano letto il contenuto del Decreto Regionale e non si siano limitati al mero titolo della notizia,  è quello di rivedere la propria incomprensibile decisione di dire No al Decreto di ripartenza della Regione Calabria, e, quindi, di non consentire la riapertura delle attività previste, con tutti i dovuti accorgimenti e le doverose cautele, sia perché, se ciò non fosse, tale decisione si porrebbe in contraddizione con la  consentita riapertura in Città dei mercatini settimanali dal 4 al 17 Maggio, che crea una palese ed  ingiustificata disuguaglianza con gli altri imprenditori della città che desiderano riprendere le proprie attività, senza doversi nascondere, sia perché dall’ormai prossimo 4 Maggio partirà in Italia la fase 2, e volenti o nolenti, anche da noi vi sarà un grande flusso di persone per strada e dovremmo tutti quanti abituarci a convivere con il virus, ed oggi. La scelta è nostra, possiamo ripartire da Calabresi, fieri e responsabili e possiamo farlo tutelando e sostenendo il nostro popolo, privo di aiuti concreti e reali da parte del Governo centrale e destinato a gravi sofferenze economiche, oppure possiamo aspettare, anche questa volta, che il Nord o qualcun altro ci autorizzi".                 

Presidente Provincia Cosenza: "Santelli coinvolga Sindaci, no a fughe in avanti"

"Bisogna ripartire e rimettere in moto l’Italia e l’economia. Siamo tutti consapevoli di questo e tutti, nei nostri rispettivi ruoli, ci stiamo attrezzando per garantire nella Fase 2 sicurezza e, allo stesso tempo, impedire una profonda crisi sociale ed economica. Condivido la necessità evidenziata dal Governo nazionale di avviare aperture scaglionate delle varie attività: d’altra parte gli sforzi e i sacrifici fatti dagli italiani negli ultimi due mesi non possono essere vanificati e se una task force di esperti ha evidenziato più volte il pericolo di un contagio di ritorno è molto importante mantenere un’unicità di comportamenti a livello nazionale e locale, a tutela della sicurezza dei cittadini" così in una nota Franco Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza.

"In Calabria, sia grazie alle decisioni prese dalle istituzioni e sia grazie al comportamento responsabile e rigoroso dei cittadini, siamo riusciti a contenere il numero dei contagi e sicuramente dopo il 18 maggio, come ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, bisognerà tenere conto anche delle diverse curve epidemiologiche, regione per regione. Per questo motivo, l’ordinanza emessa ieri sera dal presidente della Regione Jole Santelli mi sembra sicuramente inopportuna e in forte contraddizione con le dichiarazioni rilasciate da lei stessa nei giorni scorsi. Non solo per i contenuti che vanno in contrasto con il Dpcm nazionale ma, ancora una volta, per il metodo. E in questa emergenza la Regione continua ad operare in solitaria: senza alcun coinvolgimento delle autonomie locali, senza aver sentito i sindaci che sono poi gli esecutori sul territorio, nonché i responsabili della salute pubblica - e aggiunge - anzi, viene emessa un’ordinanza a tarda sera che dovrebbe trovare applicazione già dal mattino successivo rendendo praticamente impossibile il lavoro dei Sindaci ma anche dei privati interessati".

"Rinnovo ancora una volta, come Presidente della Provincia e come Sindaco, l’invito alla Presidente della Regione a collaborare con il sistema delle autonomie locali, ribadendo la mia piena disponibilità a coordinare i sindaci del cosentino sia nella gestione di eventuali problematiche sia nelle ordinarie decisioni che riguardano la Fase 2. Come dice un proverbio “da soli si va veloci, insieme si va lontano”. In questo momento non si può andare da soli e neanche veloci perché l’emergenza non è cessata e non si può rischiare con pericolose fughe in avanti una nuova ondata di contagi. Questa battaglia possiamo, però, vincerla e vincerla insieme al di là dei colori politici e delle polemiche con il Governo: in questo momento le Istituzioni devono fare squadra e agire in modo univoco. Mi auguro che si cambi metodo e si avvii un vero e proprio tavolo permanente tra Regione, Provincia, Comuni ed esperti per ponderare le decisioni e pianificare insieme un futuro che rimane incerto".

Lega Lamezia: "Apprezziamo scelta della Governatrice Santelli"

"Come segreteria Lega Lamezia apprezziamo la scelta di responsabilità della Governatrice Santelli magari posticipandola fino al 1 maggio consentendo alle amministrazioni comunali di organizzarsi. Purtroppo viviamo in un contesto economico fragile dove due mesi di chiusura mettono in ginocchio l’economia locale. Sono tante le persone, le imprese, le partite IVA che sono a reddito zero ormai da tempo e tante saranno quelle attività che non riapriranno neanche. È necessario contestualizzare i contagi con le zone di riferimento ad oggi la Calabria è riuscita a gestire il rischio di contagio in maniera eccellente frutto delle Ordinanze Regionali tanto criticate ma nel contempo tanto efficaci. Proprio grazie al lavoro e allo sforzo di tutti fatto in precedenza oggi potremmo consentire una riapertura come prevista nell’Ordinanza Regionale. Occorrono delle misure mirate a livello locale per consentire la riapertura in sicurezza delle attività. Per intenderci sarebbe un danno attendere che la curva di contagio nazionale cali quando nella nostra regione è già in netto calo da giorni ormai. Le famiglie e le imprese si trovano in seria difficoltà economica e ad oggi vediamo slittare alcune misure a sostegno le quali sono ancora molto lontane dall’essere erogate". si legge in una nota della Segreteria Cittadina Lega Lamezia.

"Non dobbiamo credere - aggiungono -  che la situazione epidemiologica passi dall’oggi al domani ma da come sentiamo, ormai come un mantra, dobbiamo imparare a conviverci col virus anche per parecchi mesi e nello stesso tempo limitare i danni economici e sociali, già perché oltre che al danno economico dobbiamo pensare alla tenuta del tessuto sociale. Occorre quindi avere il coraggio di fare il primo passo verso la riapertura il prima possibile prevedendo le misure necessarie per consentire la ripresa delle attività commerciali e produttive adottando con l’obbligo dei DPI per es. mascherine, guanti, misurazione della temperatura, ingressi contingentati ed estensioni dell’orario di lavoro per ridurre la possibilità che si creino assembramenti. Fino ad oggi i Lametini e i Calabresi tutti hanno osservato le disposizioni alla lettera (eccetto qualche singolo episodio che ha avuto risonanza mediatica nazionale) i risultati sono evidenti. Auspichiamo che il Sindaco della città di Lamezia Terme Avv. Mascaro con la stessa determinazione dei comunicati fatti inizi ad accogliere la disponibilità più volte palesata dal Deputato Furgiuele e dal Consigliere Regionale Raso istituzionalizzando dei tavoli di confronto per tematiche soprattutto sulla questione sanità, coinvolgendo i presidenti delle commissioni tematiche dell’Assise Comunale. C’è bisogno di prendersi delle responsabilità importanti in questo momento che consentano la ripresa, troppo facile per le opposizioni e per una parte della maggioranza trincerarsi dietro a soli comunicati stampa, bisogna lavorare attivamente tutti assieme e bisogna che il Consiglio Comunale inizi a lavorare raccogliendo la disponibilità data dagli Onorevoli che rappresentano il territorio Lametino, nelle loro sedi istituzionali di competenza, sin dall’insediamento della Giunta Comunale".

Fapi: "Governo e regioni seguano esempio Calabria"

"La Regione Calabria ha imboccato la strada giusta. Governo e regioni seguano l'esempio della presidente, Jole Santelli, autorizzando l'apertura di bar, pasticcerie, agriturismi, ristoranti e pizzerie con servizio ai tavoli". Lo dichiara, in una nota, il presidente nazionale della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese), Gino Sciotto. "Riteniamo che in tutta Italia - spiega Sciotto - non si possa attendere giugno, ma all'aperto e nel rispetto di una serie di misure 'anti-contagio', dalle distanze di sicurezza alla sanificazione, è possibile ripartire subito. Come riteniamo responsabile la decisione di far ripartire i mercati all'aperto e la vendita ambulante. Le piccole imprese e gli artigiani non possono più attendere"

Tallini: "Ordinanza responsabile, la Calabria riparte"

Io non la definirei l’ordinanza della discordia, ma della responsabilità. E tutti siamo concordi sulla necessità, soprattutto in questo frangente, di mettere da parte polemiche e strumentalizzazioni per consentire al Paese e in questo caso alla Calabria una ripartenza ordinata nella cosiddetta fase due”. E’ quanto afferma il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini a proposito delle scelte assunte dalla Regione Calabria ieri sera. “Rispetto - aggiunge il presidente Tallini - le valutazioni dei sindaci calabresi che, forse perché colti di sorpresa, hanno dovuto difendere posizioni che erano validissime fino all’altro giorno, ma occorre al contempo riconoscere che la presidente Santelli, sulla scorta dell’autonomia costituzionale propria delle Regioni, non ha fatto altro che anticipare di qualche giorno le determinazioni assunte dal Governo per riaprire l’Italia". "Riaprire l’Italia - sottolinea Tallini - non può voler dire, come erroneamente a mio avviso lascia intendere il Governo, che decisioni centralizzate debbano valere nello stesso momento e per tutti i territori che, invece, presentando evidenze epidemiologiche molto differenti, pur dentro una cornice di riferimento nazionale, debbono potersi organizzare sulla base della peculiarità sanitaria di riferimento". 

"L’ordinanza emessa dalla presidente Santelli - spiega Tallini - è supportata da indici epidemiologici forniti dal Dipartimento Salute secondo cui la spirale infettiva in Calabria è quasi o del tutto bloccata e mira, altresì, a consentire al sistema economico e sociale, nonché a tutti i soggetti che in forza del Covid-19 hanno subito l’interruzione delle attività con enormi danni economici, di potersi approcciare al nuovo contesto che ci si prospetta sia con la prudenza che tuttora è richiesta che con il coraggio che esige ogni inizio dopo un trauma inedito e drammatico. Con i sindaci io auspico che possa esserci presto un chiarimento e, insieme, la condivisione necessaria che tra la Regione e il sistema delle autonomia locali deve esserci, per indurre il Governo ad affrontare il ‘caso’ Calabria, fortemente critico prima della pandemia ed oggi ancor più acuito da nuove difficoltà, con un’attenzione non più sporadica e frammentaria, ma puntale e sistematica”.

De Caprio (FI): "Contiamo sul buon senso dei calabresi"

“Così come abbiamo frequentato i supermercati, senza creare focolai ulteriori, così come abbiamo frequentato banche e poste, tabaccherie, ripeto senza creare focolai ulteriori, ma anche Autogrill ecc. Ora è il tempo di dimostrare il vero senso di responsabilità rimettendo in moto ‘a mezzo motore’ l’economia, facendo riaprire con tutte le cautele espresse nell’allegato all’ordinanza alcune attività.” Il consigliere regionale Antonio De Caprio (Forza Italia) si dice “assolutamente convinto di poter contare sul buon senso dei calabresi”. “Dunque – aggiunge – non si tratta di un liberi tutti, o di una strategia subdola per innescare una guerra tra poveri, così com’è stato detto da qualche imprenditore calabrese, ma di un grande senso di vicinanza che vogliamo dimostrare all’imprenditoria calabrese, di cui ci fidiamo e che, dopo mesi di stop, e le non risposte concrete da parte del governo, sono esausti e senza ormai più prospettive”. 

“Non biasimo le reazioni del momento - aggiunge - dopo mesi chiusi a casa, avere un punto di vista condizionato da quanto vissuto in questi due mesi, è normale. Ma vorrei ricordare a tutti i sindaci calabresi che in queste ore stanno manifestando la loro disapprovazione per l’ordinanza della Presidente Santelli, che non possiamo essere equiparati agli altri, non possiamo consentire che la gente si ritrovi a contrastare un fallimento alle porte, non possiamo permettere che ci si trovi di fronte ad una crisi economica ulteriormente aggravata da un governo che si è trincerato nelle stanze senza dare risposte effettive. Abbiamo una responsabilità più ampia, abbiamo famiglie alla fame, ostaggio del terrore che tutto ciò ha generato, e non vorrei domani dover parlare delle vittime dell’economia oltre che del Coronavirus. Ora bisogna aver fiducia in noi stessi, guardinghi, con la contezza che il nemico può essere dietro l’angolo e che solo i comportamenti responsabili possono contrastarlo, è necessario ripartire! È necessario fin da ora imparare a convivere con il virus.” “E poi – incalza il consigliere De Caprio con uno sguardo all’economia calabrese – si avranno fatturati tri-mezzati con costi aumentati, meno assunzioni, l’economia risentirà di tutto ciò per i prossimi mesi, generando comunque contraccolpi negativi. Alcuni settori soffriranno al punto di dover fare scelte mai ipotizzate prima di tutto ciò. Vogliamo evitare il disordine, vogliamo evitare la fame, vogliamo che la gente si abitui da subito ad una realtà mutata, dove tutto non sarà più come prima, perché la fiducia è riposta sulla consapevolezza che i calabresi sapranno comportarsi come fatto finora”. “Troppo facile continuare con il lockdown – conclude De Caprio – tanto a piangere ci penseremo dopo! Ora basta!” .

Graziano (Ucd): "L’ordinanza della presidente Santelli è un atto di fiducia e responsabilità"

“L’ordinanza della presidente Santelli è un atto di fiducia e responsabilità. Responsabilità nei confronti di tanti padri di famiglia che sono stati portati allo stremo e alla disperazione dall’emergenza sanitaria. Responsabilità nei confronti di tanti giovani calabresi che trovano da vivere nel settore dei servizi e che, ormai a casa da quasi due mesi, rischiano di non avere più una prospettiva occupazionale. Basta leggere attentamente l’ordinanza, in modo obiettivo e scevro da qualsivoglia pregiudizio, per capire che qui nessuno vuole abbassare la guardia. Anzi, la rigidità dei controlli e delle verifiche rimane più forte di prima. Calabria blindata non significa Calabria paralizzata e oppressa, bensì una regione che deve ripartire iniziando a vivere sulle sue gambe ponendo massima attenzione alla prevenzione. Ed è quello che stiamo facendo”. È la posizione del capogruppo in Consiglio regionale dell’Unione di Centro, Giuseppe Graziano, commentando con favore il contenuto dell’ordinanza del Presidente della Giunta regionale della Calabria N.37 del 29 Aprile 2020, la cosiddetta “Ordinanza di Fiducia”.

 “La Calabria – aggiunge Graziano – deve ritornare a rimettere in moto, al pari delle regioni del nord, il motore della sua economia. Turismo e servizi al cittadino, è questa la base su cui si fonda buona parte dell’economia della nostra regione. Queste sono le nostre “fabbriche” che, al pari del settentrione, non possiamo continuare a mantenere ferme. Ma questo non significa “liberi tutti”. Anzi, questo significa saper dimostrare al resto del Paese e dell’Europa che è possibile iniziare a ritornare alla normalità pur dovendo convivere per forza di cose con questo maledetto virus. Per capire questo basta leggere semplicemente l’ordinanza dal primo all’ultimo foglio, compreso gli allegati. E non ci sembra che la governatrice abbia inteso consentire la riapertura parziale delle attività ristorative con il servizio ai tavoli in modalità kamikaze”. “Le attività si possono svolgere seguendo rigidissimi protocolli, ancora più rigidi di quelli previsti dalla proposta normativa nazionale, come – ad esempio – l’obbligo per i camerieri di essere muniti di mascherine, guanti e occhiali protettivi; così come l’obbligo della prenotazione dei tavoli, del distanziamento, della fornitura di dispositivi di igienizzazione per i clienti. Insomma, non è un’apertura tout court ma è più che altro un’apertura psicologia e, appunto, di fiducia, verso tanti calabresi che hanno bisogno di ripartire e di farlo anche mentalmente per evitare un pericolo ancora più grave del coronavirus come la povertà irreversibile. E questo perché lo Stato potrà aiutare economicamente i cittadini fino a quando non termineranno le risorse, che si rimpinguano solo se inizia a girare nuovamente l’economia. Certo, per attuare un piano d’apertura di tutte le attività è auspicabile una concertazione ampia che non escluda i sindaci e le parti produttive. Ma sono certo che il presidente Santelli è già a lavoro in questa direzione”. 

Giannetta: "Interpretazione faziosa dell’ordinanza Santelli: non è Liberi Tutti”

“Interpretazione faziosa dell’ordinanza Santelli: non è Liberi Tutti”.Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta.  “Sorprende il grido di scandalo dei detrattori dell’ordinanza, gli stessi che fino a un giorno fa inveivano contro le misure restrittive e reclamavano la ripartenza”.  “Evidentemente  - sottolinea Giannetta - si sottovalutano i calabresi che, cosi come, con encomiabile senso civico e intelligenza sociale, hanno saputo sopportare le limitazioni alla propria libertà personale e di impresa, arginando, di fatto, il propagarsi dell’epidemia, allo stesso modo sapranno gestire questa fase prodromica alla ripartenza. Che anche in Calabria sarà graduale e responsabile ed è stata in parte anticipata di pochi giorni”. “I calabresi meritano la fiducia che la Presidente Santelli riconosce loro”.“D’altronde - chiarisce Giannetta - l’ordinanza non impone agli esercenti di aprire le proprie attività. Consente, a quelli che lo vogliano e che siano nelle condizioni di garantire il distanziamento sociale e la salvaguardia della salute degli avventori, di allentare le restrizioni nell’erogazione di alcuni servizi. Avvalendosi, se attrezzati, anche degli spazi esterni”.

“Alla stessa stregua di quando ci si reca al supermercato per fare la spesa, occorre adattarsi al cambiamento”. “Dobbiamo avere contezza del fatto che il virus non è sconfitto fino a quando non ci sarà una cura o un vaccino”. “Fino ad allora - continua Giannetta - dobbiamo convivere con il rischio e adottare ogni comportamento utile e necessario al contenimento del contagio”. “D’altra parte  - incalza Giannetta - se non inizia la ripartenza in Calabria, dove il dato dei contagi è estremamente rassicurante da giorni, da dove si vuole ripartire?”

“Questo Governo Conte che va avanti da tre mesi a suon di Decreti del Presidente del Consiglio, con provvedimenti da più parti contestati per violazione dei principi democratici e del rispetto dei Diritti costituzionali, non può continuare a trattare tutte le regioni allo stesso modo solo per una rivendicazione politica di esercizio del potere”. “Il dato dei contagi - conclude Giannetta - deve essere il faro che guida le scelte”.

Vono (Iv): “Ci troveremo a pagare prezzo di una politica populista”

“È necessario ripartire economicamente ma che prezzo ha una riapertura in Calabria senza un’adeguata pianificazione molto simile ad una pericolosa mossa politica di ripicca, con cambio repentino di idee rispetto alle precedenti ordinanze e probabilmente suggerita da fuori dei confini regionali?” Lo afferma il senatore di Italia Viva, Silvia Vono, che rende noto di aver presentato un’interrogazione ai ministri della Sanità e degli Affari regionali sull’ordinanza del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che dispone un alleggerimento delle misure di contenimento del coronavirus. “Ho ritenuto opportuno – sostiene Vono - che a rispondere alle preoccupazioni della popolazione sia in primis la task force Covid calabrese, a cui ho chiesto espressamente di sapere se il provvedimento fosse frutto di una decisione condivisa. Task force che sembra, almeno da qualche risposta ricevuta, non essere stata coinvolta in una decisione così repentina e delicata”, Secondo il senatore di Italia Viva “è necessario, per una questione così complessa, prevedere anche proporzionate misure sanitarie da applicare nel malaugurato caso di nuovi contagi derivanti da questa ‘fase due’. Così ho deciso di sottoporre ad interrogazione parlamentare anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, per capire se la Regione, tramite la task force, abbia svolto l’attività per cui era preposta o se, ancora una volta, noi calabresi ci troveremo a pagare sui nostri affetti e sulla nostra salute l’altissimo prezzo di una politica populista che – conclude Vono - continua a nascondersi sotto il manto delle altrui colpe”.

Cgil: “Lavoratori a rischio con ordinanza Santelli”

Catanzaro - “Prevalgano la salute e la sicurezza delle lavoratrici e lavoratori, dei cittadini. Santelli ritiri l'ordinanza”. Lo affermano la Cgil Calabria e le Camere del Lavoro territoriali del sindacato. “L’ordinanza sulle riaperture del presidente della Regione Jole Santelli – sostiene la Cgil – è un atto irresponsabile, che non tiene conto dei disposti Dpcm in materia di salute e sicurezza e che mette in pericolo la vita dei cittadini calabresi. In pochi giorni la presidente Jole Santelli, con fare schizofrenico e contraddicendo se stessa, è passata dalla richiesta al Governo di invio dell’esercito per controlli rigidi sulle restrizioni, alla riapertura indistinta delle attività, bar compresi, forzando i disposti del Dpcm che autorizzava dal 4 maggio l’apertura graduale di alcune attività”. La Cgil – prosegue il sindacato “sostiene tutti i sindaci che hanno già disposto di volersi attenere alle disposizioni del Dpcm del Governo e di non dare seguito all’ordinanza della presidente Santelli. Chiediamo l’intervento delle Prefetture nei confronti della presidente Santelli in merito all’ordinanza, che di fatto non tiene conto delle misure di sicurezza per le lavoratrici ed i lavoratori. Stigmatizziamo – aggiunge la Cgil - il repentino cambiamento di posizione del Presidente Jole Santelli, dettato più da scelte politiche nazionali che dagli interessi dei cittadini Calabresi. Non si può fare opposizione politica al governo dai salotti di Mediaset sulla pelle dei cittadini calabresi”. Secondo la Cgil “Santelli ha dimostrato gravi lacune sulla tenuta del suo stesso pensiero, portando la Calabria a una posizione oltranzista che rischia di mettere a rischio la vita dei calabresi. Santelli ritiri immediatamente l’ordinanza e si metta in sintonia con tutti i cittadini calabresi, indignati da tali scelte scellerate. Si avvii una fase di confronto serio con le parti sociali per l’emergenza economica”.

Filippo Pietropaolo (FDI): "Importante ripartire in sicurezza, i comuni concedano spazi per i dehors" 

"La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha ribadito al governo quanto sia discriminante e rischioso il principio della riapertura per settori delle attività economiche, mentre sarebbe opportuno che lo Stato dica quali siano le prescrizioni a cui attenersi per garantire la sicurezza, consentendo la riapertura a tutti coloro che sono in grado di osservare quelle prescrizioni".  E’ quanto afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Filippo Pietropaolo, che prosegue: «In questa direzione va anche l’ordinanza con cui la presidente Santelli dà la possibilità a bar e ristoranti di riprendere la propria attività all’aperto, e seguendo rigorose prescrizioni sanitarie. Un atto di coraggio, ma anche di grande responsabilità nei confronti di un importante settore dell’economia regionale in grave sofferenza dopo lunghe settimane di lockdown. Naturalmente non viene imposta la riapertura, ma viene offerta la possibilità di attrezzare con anticipo e in maniera graduale le attività rispetto ad una fase di convivenza con il virus con la quale bisognerà, prima o dopo, fare i conti. L’aspetto sanitario è senza dubbio prioritario, ed è evidente che l’allentamento delle restrizioni dovrà essere direttamente legato alla capacità di contenere i contagi. Questo, d’altro canto, sembra essere l’orientamento del governo nazionale, con il presidente Conte che dopo essersi opposto alle richieste dei governatori di centrodestra, e mentre nel suo intervento alla Camera sosteneva una presunta illegittimità delle decisioni autonome delle regioni, ha mostrato un’apertura al “differenziamento geografico” nell’allentamento delle misure anti-Covid in base ai criteri scientifici che il ministero della Salute emanerà nelle prossime ore. Il buonsenso fa presupporre che in questi criteri scientifici possa rientrare a pieno titolo la Calabria, che ha dimostrato di essere riuscita a contenere la diffusione dell’epidemia. E’ paradossale, poi, che proprio il presidente Conte mostri preoccupazione per la possibile diffusione del contagio a causa di autonomi allentamenti delle misure di prescrizione, mentre allo stesso tempo consente il rientro al Sud di migliaia di studenti e lavoratori che vivono nelle regioni più colpite dal virus. Proprio la prima ondata dei rientri della prima settimana di marzo, causata dalle scellerate strategie di comunicazione del governo, è stata la causa della maggior parte dei focolai registrati in Calabria. Come se non fosse bastato, il 4 maggio il governo dà il via ad un nuovo esodo senza prevedere alcun controllo.  E’ quello il vero rischio che corre la Calabria, non certo l’attività di un bar con servizio all’aperto, e bene ha fatto la governatrice Santelli ad imporre rigorosi controlli nei confronti di chi intende rientrare in Calabria, prevedendo l’obbligo di registrazione e l’isolamento domiciliare".

"Anticipare la riapertura delle attività, anche di poche settimane - prosegue Pietropaolo  - per molte piccole imprese spesso a conduzione familiare, può invece fare la differenza tra sopravvivere e chiudere le saracinesche per sempre. Il rischio sociale è enorme, e non meno preoccupante di quello sanitario, al quale bisogna dare comunque attenzione massima, sostenendo anche economicamente le sanificazioni e  l’adozione delle misure sanitarie e di sicurezza necessarie a prevenire il contagio. Ci sono tantissime imprese delle filiere autorizzate che continuano a lavorare garantendo la sicurezza dei lavoratori. Riaprire non significa che i cittadini debbano sentirsi liberi di sfuggire ad ogni regola e di tornare alla vita a cui si era abituati prima della pandemia. Il rispetto delle regole è quello che ha consentito alla Calabria di contenere la diffusione del virus, e nel rispetto delle regole è importante garantire una cauta e graduale ripartenza di ogni settore della vita economica. I Comuni dovrebbero favorire questo percorso, ad esempio concedendo, gratuitamente, gli spazi pubblici da utilizzare per i dehors, delimitandoli e attrezzandoli nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio. Aver limitato la diffusione del virus per la Calabria è un vantaggio che va sfruttato, non solo per adeguare il sistema sanitario ad un possibile ritorno dell’epidemia, ma anche per aiutare la ripartenza delle imprese dietro alle quali ci sono storie di passione, di coraggio, di sacrificio, ma anche la serenità e il futuro di tante famiglie".

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