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Trento - Ha avuto un epilogo positivo la vicenda che ha visto coinvolto nei mesi scorsi un docente di Lamezia Terme, in servizio a Trento. “La storia - è detto in una nota del legale - ha avuto inizio nel settembre 2025, allorquando il docente in questione, avrebbe subito l’ingiusta risoluzione del rapporto di lavoro sorto quale docente di un Istituto scolastico, con l’accusa di non essersi presentato per la presa di servizio. Il dipendente in questione aveva sin da subito addotto la sussistenza di giustificati motivi ostativi alla sua presenza in servizio, allegando idonea documentazione a supporto, ma subiva comunque l’infausta decisione della risoluzione del rapporto, con conseguente decadenza dal diritto all’assunzione e finanche la sanzione accessoria della cancellazione dalle graduatorie scolastiche per la formalizzazione di incarichi a supplente”.

Rivoltosi ad una sigla sindacale di Lamezia Terme, precisamente il Sindacato UCI - Patronato ENAC, assistito dall’avvocato Giuseppe Stella del foro di Lamezia Terme, l’interessato, prosegue la nota: “presentava immediato ricorso contro il provvedimento adottato dal Dirigente Scolastico, in prima istanza confermato dal Tribunale di Trento, poi integralmente annullato dalla Corte d’Appello, la quale condividendo la tesi esposta dal Legale del docente e ritenendo giustificati i motivi addotti”, ha dichiarato “illegittima la risoluzione del contratto inter partes comunicata al docente e conseguentemente condannato parte datoriale al risarcimento del danno ingiusto recato, pari all’intera annualità di servizio spettantegli”.  

Soddisfazione è stata espressa dai vertici sindacali coinvolti, i quali in un comunicato, “oltre a rinnovare l’impegno a vigilare su qualsivoglia forma di abuso, invitano nuovamente l’utenza a denunciare e agire contro ogni forma di ingiustizia e illecito loro perpetrato, come accaduto nel caso di specie”.

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