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Cosenza - Pubblichiamo la nota di Mimmo Mastrulli della segreteria nazionale Cosp sulla situazione d'emergenza nelle carceri della Calabria. "Quello che tutti i giorni viene sopportato dagli agenti di Polizia Penitenziaria della Calabria - afferma - come della Sicilia, della Toscana ma anche di altre Regioni Italiane,quale la Puglia,il Lazio,il Piemonte e la Lombardia etc. appare essere al di là di ogni immaginazione convincimento: turni di 16/18 che si assommano ad ulteriori ore di lavoro ininterrotto, impossibilità di programmare la propria vita in quanto spesso richiamati in servizio per mancanza di personale, vigilanza a vista dei detenuti, posti di lavoro fatiscenti e lontani dagli standard previsti dalla legge per la sicurezza dei lavoratori, mancati controlli sanitari sull'idoneità fisica come previsto dalle norme, da ultimo in questo periodo, impossibilità di organizzare un qualsiasi piano ferie che sia degno di questo nome salvo che il personale rimanente non si attivi attraverso doppi e tripli turni di lavoro.

Tutto questo accanto alla mancanza del rinnovo del contratto di lavoro ormai fermo dal 2009 con gravi e ripetitive colpe della Parte Politica ma anche di quella Sindacale silente e complice di un dissesto contrattuale che si ripercuote in termini economici a danno dei dipendenti del Comparto Sicurezza come di quello Pubblico e Ministeri pari a 600/700 euro mensili. L'ordinaria follia che tutti i giorni si verifica negli istituti di pena della Calabria,della Sicilia e del resto d'Italia è ulteriormente acuita dalla mancata presenza di circa 10.000 (diecimila) agenti che svolgono la loro attività presso il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria,presso i PRAP e presso gli UEPE, presso le scorte a Politici,Dirigenti e Magistrati,presso Palazzi di Giustizia e Dipartimenti esterni.

Se la ex pianta organica prevedeva poco più di 46.000 mila agenti, alla già pesante carenza che fa registrare un totale di 8.000/9.000 unità, si aggiunge quindi la beffa di oltre 10.000 colleghi sottratti agli istituti penitenziari e i loro compiti per cui verrebbero sbilanciati sulla povera restante Polizia Penitenziaria lasciata nella trincea detentiva delle oltre 200 “prigioni” come reali “prigionieri in divisa” a combattere il "crimine" sempre più autorevole, potente,prepotente e recrudescenze per il numero delle aggressioni, i ferimenti, gli insulti e non solo, Il saldo è misero: meno 25.500 poliziotte e poliziotti. Tutto ciò è intollerabile: da una parte agenti che con strenuo senso del dovere fanno di tutto per tenere in piedi un sistema al collasso, dall'altra un'amministrazione molto sensibile a parole,solo a parole, poco o quasi niente nei fatti. Il numero degli agenti negli istituti deve essere quello previsto dagli organici. Non è più tollerabile un sistema che chiede a pochi di fare il lavoro di molti. Serve un'inversione di rotta che consenta agli agenti di Polizia Penitenziaria di svolgere il proprio lavoro, oltre che con dedizione, anche con maggiore serenità. La situazione che oggi il COSP denuncia in Calabria nella sede di Cosenza,ma ieri in Sicilia negli istituti Penitenziari di Messina, Gela, Giarre, Catania etc. è solo la punta di diamante della disastrosa economia umana che si è ereditata nell'abbadono delle assunzioni,dello scorrimento delle graduatorie 375 + 170 + 260 e degli ingessati concorsi che ancora oggi latitanti nelle decisioni dipartimentali,si assiste inermi.

Il Coordinamento sindacale penitenziario rivolge accorato appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, ma anche all’Esecutivo Politico del Governo, Ministro della Giustizia, Andrea Orlando,al Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e al Ministro dell'Interno Angelino Alfano affinché la Sicurezza Nazionale Penitenziaria del Paese non sia solo di per se uno spot pubblicistico politico momentaneo ma una vera risorsa da salvaguardare. Ci dichiariamo disponibili a qualsiasi incontro e confronto purché sul Tavolo del confronto ci si adagino fatti e non solo chiacchiere politichesi portate avanti da politicanti. Utilizziamo le risorse della CRI Militare Italiana della Difesa nelle priorità della Polizia penitenziaria per dare continuità alle specificità settoriali di Uomini e Donne che allo Stato e per lo Stato hanno dato e continuano a dare grande supporto specialistico,umano e professionale che non va assolutamente bistrattato. 

Intanto a Cosenza Carcere il personale è allo stremo delle forze ma nonostante ciò,si lasciano Poliziotti nei Compiti amministrativi Contabili di Ragioneria e personale ancora negli Uffici ad effettuare anche lavoro straordinario quello stesso budget che dovrebbe utilizzare il servizio operativo detentivo e delle traduzioni. Intanto il Sindacato Cosp con una nota urgente alle Autorità regionali della Calabria e del Dipartimento Roma ha chiesto una urgente verifica e ispezione sul luogo Cosentino, eventualmente - concludono - ascoltando direttamente dalla viva voce dei Poliziotti della trincea le criticità vissute sulla propria pelle e sulle proprie famiglie". 

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