
Lamezia Terme - "L’Italia si ferma e l’agricoltura con essa. Per quanto è una tra le attività che può rimanere attiva l’agricoltura è strettamente connessa alla vita sociale, al turismo ed alla catena Horeca. Non solo alcune filiere, quindi, ma ne risente tutto il sistema". Ad affermarlo è Innocenza Giannuzzi, Presidente AgrìCoop.
"Calabria zona rossa - prosegue - sta mandando in “rosso” le aziende agricole calabresi, che già da tempo erano in sofferenza per concorrenza sleale. Ed oggi, la situazione non è delle più rosee, in quanto la minor richiesta causata dalle restrizioni dovute alla pandemia in atto, soffoca il sistema e molte aziende non trovano sbocchi di mercato. Il prodotto rimane invenduto e il settore trainante dell’economia calabrese, retrocede e se si ferma o si blocca totalmente, tanti posti di lavoro spariranno, perchè dietro ad ogni azienda vi è un mondo. Non esistono solo alcuni settori ad essere in crisi, ma sono tutti indistintamente in forte sofferenza, perché tutti fanno parte dei consumi e della vita quotidiana. Tutto ciò, però, forse è disconosciuto dalla politica, poichè distingue il comparto in codici Ateco".
"Sicuramente - aggiunge la Presidente AgrìCoop - alcuni settori hanno risentito del blackout di più rispetto ad altri, ma non per questo si deve procedere nella distinzione, perché il mondo dell’agricoltura è variegato. La Calabria è la seconda regione per produzione di olio d’oliva e agrumi. Bene, questi settori sembrano totalmente dimenticati e potremmo elencarne tanti che oggi sono in davvero in difficoltà. È compito della politica, allora, rendersi conto della situazione ed adoperarsi, affinchè sia dato ossigeno ad un pilastro dell’economia calabrese".
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