Salta al contenuto principale

fiocco-lilla-disturbi-alimentari_21334_28500_95e0d.jpg

Roma - In Italia sono 2,4 milioni le persone in cura per disturbi alimentari, con l'età media dei pazienti che cala e con gli uomini che sono sempre più affetti da questo problema. Lo ricorda Laura Dalla Ragione, Presidente della Società Italiana Riabilitazione Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso, alla vigilia della giornata mondiale dedicata a questo problema che si celebra il 2 giugno, secondo cui il fenomeno si è aggravato a causa della pandemia. Le cifre, spiega Dalla Ragione, vengono da una survey che si è appena conclusa e che tiene conto di diversi flussi informativi da ospedali, territorio, specialistica, e centri di riabilitazione.

Nel primo semestre del 2020 sono stati rilevati nei diversi flussi informativi 230.458 nuovi casi , contro 163.547 nello stesso periodo del 2019 , con un aumento dei dati provenienti sia dalle SDO e dai dati territoriali dei Centri specialistici , con un ulteriore abbassamento dell'età di esordio. Si assiste, scrive l'esperta, ad un calo dell'età mediana e della proporzione di ricoveri di sesso femminile rispetto a quelli maschili, confermando un abbassamento dell'età di insorgenza dei disturbi ( il 20% della popolazione ammalata è alla fine del 2019 sotto i 14 anni) e una loro maggiore diffusione nella popolazione maschile (nella fascia tra i 12 e 17 anni comprende il 10%) .

"Da settembre a novembre 2020 il trend della domanda di cura è ancora in crescita - spiega dalla Ragione - e il secondo semestre sta confermando l'aumento e l'abbassamento dell'età di esordio. In questi mesi abbiamo visto il Sistema Sanitario Nazionale concentrato sull'emergenza della pandemia da Covid-19. Interi ospedali hanno interrotto qualsiasi tipo di attività per essere dedicati esclusivamente alla cura del Covid-19, gli ambulatori sono stati chiusi, molti trattamenti sospesi. Proprio per questa emergenza, le persone che soffrivano di una malattia o un disturbo si sono aggravate, hanno avuto ricadute e la domanda di cura per i nuovi casi è spesso andata inevasa".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.