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Catanzaro - La Regione Calabria rende noto il report epidemiologico settimanale sull’emergenza COVID-19 in Calabria curato dal settore 4 del Dipartimento regionale tutela della Salute e consultabile al portale regionale dedicato www.rcovid19.it. Il documento contiene l’analisi dei principali dati dell’epidemia in Calabria, riferiti all’ultima settimana di monitoraggio (aggiornata al 3 febbraio 2022), nella quale, dopo il consistente rallentamento dell’ascesa dei nuovi casi confermati partito a metà gennaio, si assiste, negli ultimi 7 giorni, ad un lieve rialzo del valore di tale indicatore.

"Se da un lato - è spiegato - la Calabria rimane tra le regioni che riducono la percentuale di posti letto ospedalieri COVID-19 occupati (-10% nelle ultime 2 settimane), dall’altro permane una percentuale di casi attualmente positivi, ancora superiore alla media nazionale. A ciò deve aggiungersi che, nel mese di gennaio 2022, in Terapia Intensiva, si è registrata una media giornaliera di circa 3 ingressi e di più di 2 decessi. I decessi avvenuti in Terapia intensiva incidono, nel mese di gennaio 2022, per il 25% del totale; al 3 febbraio, l’86% dei soggetti in Terapia Intensiva non è vaccinato, ha ciclo vaccinale non completo o ha effettuato l’ultima somministrazione da più di 6 mesi". "Anche se negli ultimi giorni - precisano - sono state, da più fonti, prospettate situazioni di graduale e progressivo ritorno alla normalità, è comunque necessario – per prevenire le eventuali ulteriori evoluzioni delle varianti – proseguire nel mantenere alta l’attenzione e nel rispettare le misure di prevenzione e protezione, proprio in questa fase in cui sembra che la situazione possa tornare sotto controllo, ma che registra una circolazione del virus ancora considerevole e una mortalità elevata".

Numero di tamponi eseguiti e tasso di positività

"Dopo 10 settimane di crescita, nella settimana oggetto di monitoraggio- si legge nel report -  si registra una diminuzione del valore degli indicatori “numero assoluto dei nuovi casi confermati” ed “incidenza settimanale per 100.000 abitanti”. Il numero di test eseguiti è pari a 66227 tamponi settimanali (3527 tamponi/100.000 abitanti). Il dato è in sensibile diminuzione rispetto alla settimana precedente, registrando il – 16,8% di tamponi eseguiti (circa il 25% di tamponi in meno nelle ultime 2 settimane). Come detto - spiegano - il valore cumulato dei nuovi casi confermati della settimana (14389), conferma un deciso decremento pari a -4909 rispetto al dato della settimana precedente (-34,1%); i nuovi casi confermati nelle ultime 2 settimane sono di fatto dimezzati. Anche la percentuale di soggetti risultati positivi rispetto al totale dei tamponi effettuati (tasso di positività), scende dal 18,09% al 14,31 % della settimana attuale".

"Dal check del 3 febbraio 2022 (periodo dal 28 gennaio al 3 febbraio 2022) si rileva che il valore medio del tasso di tasso positività risulta pari 16,35% mentre la differenza nel numero nuovi casi confermati rispetto ai 7 giorni precedenti (21-27 gennaio 2022) registra il 12,6% dei casi in più (11446 vs 10165). Come detto, il tasso di positività registratosi nella settimana in analisi, che risulta evidente dalla media mobile settimanale, si è ridotto di 4 punti percentuali, pur rimanendo fluttuante su valori ancora elevati. Nel valutare tale dato si deve sempre tener conto del numero totale di test rapidi che si eseguono nella nostra Regione, determinando un tasso di test antigenici rapidi eseguiti/ totale dei test effettuati, che si attesta ancora su valori del 30,4%, contro un valore medio nazionale pari a 52,7%". "Riguardo ai test antigenici rapidi che, a seguito dell’Ordinanza del Presidente della Regione n. 5/2022 del 10 gennaio 2022, possono essere utilizzati anche per la diagnosi di positività al SARS- CoV-2 (senza necessità d conferma con tampone molecolare RT-PCR),  si mette in evidenza come, negli ultimi 7 giorni, anche il valore del tasso di positività settimanale derivante da tale attività di testing, sia tornato a risalire".

Casi attualmente positivi

"Per quanto concerne il numero dei casi attualmente positivi (casi attivi) - precisano - si rileva come al 3 febbraio 2022, anche il valore settimanale cumulato di questo indicatore è tornato a crescere negli ultimi 7 giorni di circa il +7,6% (dopo la flessione della scorsa settimana), con valore che si assesta a 41839; alla data del 27 gennaio 2022 era pari a 38886. Il valore dell’incidenza per 100.000 abitanti, calcolata sui 7 giorni precedenti, ha avuto un calo nel periodo 20-28 gennaio 2022, per poi risalire leggermente negli ultimi 7 giorni (valore pari a 610 il 3 febbraio 2022). Nella settimana di riferimento (24-30 gennaio 2022), l’incremento nel numero dei guariti è pari a 9991 soggetti, a fronte di 9480 nuovi casi positivi registratisi nello stesso periodo". "Nel confronto con tutte le altre Regioni e con la media nazionale, si evidenzia come in queste ultime settimane la Calabria si mantenga con un tasso pari al 23,8%, leggermente superiore alla media nazionale. Al 2 febbraio 2022 i casi attivi regionali risultano essere dunque nell’ordine di 2200 casi/100.000 abitanti".

Ricoveri e decessi

"Negli ultimi 7 giorni (dati al 2 febbraio 2022) - si evince nel report - prosegue per la Calabria la riduzione nel numero degli attuali ricoverati, che registra il -3,2% (tra le prime 8 delle 12 Regioni in decremento). Gli attuali dati collocano la Regione ad un tasso di saturazione dei posti letto in Area Medica del 37% (circa – 0,7 punti percentuali in meno rispetto al dato di 7 giorni fa), mentre per la terapia intensiva la saturazione si è assestata al 10,9% (riducendosi di 6 punti negli ultimi 7 giorni), pur dovendosi tenere conto del lieve aumento dei posti letto disponibili. Tali parametri unitamente all’incidenza superiore a 50 casi/100.000 abitanti hanno già determinato il passaggio della Regione nella fascia di rischio gialla dal 13 dicembre u.s". "Riguardo i posti letto in terapia intensiva  nel mese di gennaio 2022 si è registrata la media di circa 3 ingressi giornalieri e di più di 2 decessi"

"Riguardo i soggetti che attualmente si trovano in terapia intensiva COVID-19, alla data del 3 febbraio 2022, l’86% risulta non vaccinato o con ciclo vaccinale non completo (è stato considerato completo il ciclo con doppia dose o dose unica Johnson e, dal 1° febbraio tale condizione è considerata tale con avvenuta somministrazione di dose booster o doppia dose da meno di 6 mesi). Nella figura 9 bis è rappresentato tale dato". "In terapia intensiva, dal 1° agosto 2021 al 3 febbraio 2022, a fronte di 288 nuovi ingressi, si è registrato un totale di 190 decessi (26 decessi negli ultimi 7 giorni)". Riguardo più in generale i decessi, nell’anno 2021 la media giornaliera è stata pari 3,1 casi/die (a gennaio 2021 era 3,9); nel mese di gennaio 2022, tale media è pari a 8,8 casi/die".

Sebastiani (Cnr): "Curva scende in circa 2/3 delle province, ma non in Calabria"

 La curva dei nuovi casi di Covid-19 sta scendendo in circa due terzi delle province italiane, solo in alcuni casi si rileva una situazione di stasi oppure di crescita debole o frenata. Ovunque, però, i valori dell'incidenza sono ancora elevati. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Picone', del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Ecco la situazione che emerge nelle province: Dopo avere oltrepassato il picco, la curva sta scendendo in tutte le province dell'Emilia Romagna, tranne Ferrara, in tutte quelle lombarde, in tutte quelle marchigiane meno Macerata, in tutte le province piemontesi, in quelle toscane e nelle province autonome di Trento e Bolzano, ad Aosta, Pordenone, Trieste, Udine, Roma, Isernia e Nuoro; la curva continua a scendere in tutte le province liguri e in quelle di Pescara e Teramo; si rileva una discesa debole a Chieti e Perugia; hanno da poco superato il picco Gorizia e Macerata; sono in discesa frenata dopo aver oltrepassato il picco Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Rieti, tutte le province pugliesi, Oristano; dopo una fase di discesa dopo il picco sono ora in debole crescita Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Campobasso, tutte le province siciliane meno Enna e Messina, dove la crescita non è debole; in fase di stasi tutte le province venete, L'Aquila, Ferrara, Latina, Viterbo, Terni; in crescita frenata sono Matera e Frosinone; in debole crescita Potenza e Catanzaro; in crescita Crotone, Cagliari, Sassari, Sud Sardegna.

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