
Catanzaro - "Troppi ritardi nella consegna dei locali di villa Bianca da adibire a reparto Covid, voglio sapere chi blocca questa operazione perché fino ad oggi siamo stati collaborativi, da oggi non lo saremo più”. Ad affermarlo il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, che stamattina a sorpresa ha visitato la struttura sanitaria rientrante nell'Azienda ospedaliera universitaria "Materdomini" accompagnato dal dirigente della protezione civile regionale e delegato del soggetto attuatore all’emergenza Covid, Fortunato Varone e dal generale Saverio Pirro, inviato in Calabria dalla struttura commissariale nazionale.
"Vi sono 100 posti letto che ancora non ci sono stati consegnati, sono cinque mesi che stiamo aspettando che l’azienda universitaria ospedaliera Mater Domini consegni i locali che peraltro, insieme alla protezione civile abbiamo provveduto a rimettere in attività proprio per poter finalmente aprire questo mega reparto di Covid dell’area centrale della Calabria. La Regione Calabria ha dato milioni - ha aggiunto - per fare le assunzioni, le Asp e le aziende ospedaliere non stanno assumendo. I soldi li hanno avuti, tutto quello che doveva essere fatto da parte nostra è stato fatto".
Presente anche il Commissario straordinario della “Mater Domini” Giuseppe Giuliano: "In verità è difficile perché parliamo di una struttura vecchia sulla quale abbiamo dovuto fare degli interventi. Le difficoltà che abbiamo incontrato sono state di natura logistica ma non credo che ci sia stato qualcuno che ne abbia bloccato le operazioni ma che siano state rallentate questo si. Rispetto all’eventualità di istituire posti letto di Terapia intensiva e sub intensiva il commissario ha mostrato una certa cautela motivata dalle necessità tecnico-logistiche necessarie per l’attivazione. Sulle assunzioni abbiamo riscontrato le stesse difficoltà vissute dall’intero sistema sanitario regionale perché è previsto nelle modalità di assunzione legate all’utilizzo delle graduatorie che impediscono, ragionevolmente di fare delle assunzioni in tempi brevi, in più spesso si mettono di traverso le organizzazioni sindacali e nei casi degli infermieri e degli oss, il problema è il numero delle domande che pervengono, arrivano 2000 domande, calcolando 10 minuti a persona ci vogliono 6 mesi".
Spirlì ha anche parlato della campagna di vaccinazione in Calabria ed espresso una serie di dubbi sui tempi di digitalizzazione delle dosi effettuate: "Ho avuto la conferma - ha spiegato - che ci sono ben 23 mila vaccinazioni non ancora riportate sulla piattaforma. Schede regolarmente registrate sul cartaceo ma che non sono state trasferite in digitale. La percentuale sulle vaccinazioni in Calabria, dunque, non è reale. Stiamo approfondendo perché vogliamo sapere i nomi dei responsabili perché chi non sta facendo quello che è chiamato a fare se ne deve andare".
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