
Lamezia Terme - Quando si dice che al peggio non c’è mai limite vuol dire che qualcosa di vero, in fondo, ci sarà. E chi pensava che la secolare situazione dell’autostrada A3, la fatidica Salerno-Reggio Calabria a causa della quale ormai il sud e l’Italia sono diventati gli zimbelli dell’intera Europa e non solo, potesse non di certo migliorare in poco tempo, ma comunque permanere nella sua stabile situazione di immobilità e di stallo annuale, si sbagliava di grosso. A volte sembra paradossale come si sia indotti ad apprezzare lo status quo anziché rischiare che questo si stravolga e conduca a nuovi e maggiori disagi. Secondo la comunicazione dell’Anas, infatti, permane la chiusura al traffico tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, per il provvedimento di sequestro dell’area del viadotto Italia disposto dall’autorità giudiziaria a seguito dell’incidente mortale sul lavoro verificatosi lo scorso 2 marzo. Da allora, la luce in fondo al tunnel non si vede più. Le varie deviazioni, i percorsi alternativi e l’aumento spropositato del traffico hanno influito, non poco, sul turismo, rischiando di isolare completamente la nostra regione dal resto della penisola.
A tal proposito, si è cercato di dialogare con i diretti interessati del settore, in particolare resort, hotel e villaggi turistici, per verificare come effettivamente sia la situazione attuale, se tutto ciò abbia comportato dei notevoli cali nell’afflusso o sostanzialmente sia rimasto tutto invariato. “Non c’è un effettivo calo turistico”, ha affermato la signora Olga proprietaria di un villaggio vacanze di Cropani Marina (Cz), “ma sentiamo moltissime lamentele dei clienti a causa dei grossi ritardi, soprattutto per chi viene da Napoli o Roma”. “Al momento abbiamo alcuni buchi nelle prenotazioni di luglio e agosto”, ha detto il signor Maurizio proprietario di un hotel di Roccella Jonica (Rc), “mentre negli anni scorsi le prenotazioni erano già complete nei mesi di aprile-maggio”. La signora Giordana che dirige un resort di Isola Capo Rizzuto (Kr) ha concordato che “un effettivo calo c’è, in quanto negli anni passati a giugno era già tutto pieno, mentre adesso ci sono solo 40 persone”. Nella provincia di Cosenza la situazione non pare differente, anche se la signora Alessandra responsabile di un resort a Praia a Mare (Cs) ha ammesso che “le richieste dei clienti non sono diminuite, nonostante i turisti continuino a lamentarsi dei disagi e dei ritardi a causa delle deviazioni e dell’abbondanza di Tir”. Insomma, tra le costanti lamentele di chi non ha rinunciato alla vacanza e le rinunce dei meno arditi, l’influsso negativo dell’attuale situazione è abbastanza evidente.
M.L.P.

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