
Lamezia Terme – L’Italia ricorda, a 28 anni dalla strage di via D'Amelio, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Il magistrato morì nell’esplosione, insieme a lui persero la vita anche agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina.
Con questa frase il parlamentare lametino Giuseppe D’Ippolito del M5s ricorda il giudice: "... I giudici continueranno a lavorare e a sovraesporsi e in alcuni casi a fare la fine di Rosario Livatino come tanti altri, i politici appariranno ai funerali proclamando unità di intenti per risolvere questo problema e dopo pochi mesi saremo sempre punto e daccapo".
“Con queste parole amare Paolo Borsellino – ricorda D’Ippolito - rispondeva a un giornalista che lo intervistava sulla sovraesposizione mediatica di alcuni giudici allora. Uno dei motivi che mi hanno spinto ad impegnarmi per il bene comune è stato proprio il voler porre fine alle pratiche della vecchia politica, alle pratiche dei politicanti che si battevano il petto in chiesa e poi prendevano i voti dei mafiosi chiudendo uno o spesso tutti e due gli occhi. Dobbiamo onorare l'esempio degli eroi come Paolo Borsellino con le nostre azioni, con la correttezza nel nostro lavoro quotidiano, con il rifiuto categorico del ‘puzzo del compromesso morale’".
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