
Lamezia Terme - Una storia di buona sanità, collaborazione istituzionale e speranza. È quella raccontata da un paziente affetto da una grave insufficienza respiratoria, candidato al trapianto di polmone, che ha voluto rendere pubblica una lettera di ringraziamento rivolta a tutti coloro che hanno reso possibile il suo trasferimento in volo sanitario da Lamezia al Policlinico Sant'Orsola di Bologna.
“Questa non è soltanto una lettera di ringraziamento. È la testimonianza - si legge - di un paziente che ha visto la sanità pubblica e le Istituzioni dello Stato lavorare insieme per offrirgli una concreta possibilità di cura. Desidero esprimere la mia più sincera e profonda gratitudine a tutte le persone e alle Istituzioni che hanno reso possibile il mio trasferimento sanitario da Lamezia Terme a Bologna, consentendomi di affrontare un percorso di cura fondamentale per la mia vita. Sono affetto da una grave insufficienza respiratoria che mi rende candidato al trapianto di polmone. Le mie condizioni cliniche non consentivano un trasferimento via terra fino a Bologna, rendendo necessario un trasporto sanitario aereo. Grazie alla tempestiva attivazione della Centrale Operativa 118, alla preziosa collaborazione della Prefettura di Catanzaro e al fondamentale supporto dell’Aeronautica Militare, è stato possibile organizzare un volo sanitario che mi ha consentito di raggiungere in sicurezza il reparto di Pneumologia–UTIR dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, dove sono stato accolto per la valutazione specialistica finalizzata all’inserimento in lista per il trapianto di polmone. Dietro un trasferimento di questo livello vi è un grande lavoro di squadra: medici, infermieri, operatori del sistema di emergenza territoriale 118, personale della Prefettura, equipaggio dell’Aeronautica Militare e professionisti del centro trapianti, ciascuno dei quali ha contribuito con competenza, professionalità e profondo senso del dovere”.
Il paziente desidera inoltre rivolgere “un ringraziamento personale al Direttore della U.O.C. di Pneumologia dell’Ospedale di Lamezia Terme, il Dr. Paolo Gambardella, che ha seguito con grande attenzione il mio percorso clinico e si è adoperato affinché il trasferimento potesse essere realizzato nel più breve tempo possibile, al Dr. Eugenio Arrighi ed al Coordinatore dell’U.O. Dott. Massimo Caserta che mi hanno assistito durante il trasferimento. Desidero ringraziare tutti i Medici, gli Infermieri ed Oss che mi hanno curato durante la degenza a Lamezia. La mia riconoscenza va inoltre alla Direzione Medica di Presidio dell’Ospedale di Lamezia Terme, che ha sostenuto e accompagnato l’intero iter organizzativo, alla funzionaria della Prefettura di Catanzaro che ha curato il coordinamento istituzionale necessario per l’attivazione del volo sanitario, alla Capo Turno della Centrale Operativa 118 Area Nord Dott.ssa Francesca Guzzo che ha coordinato l’intera operazione e a tutto il personale dell’Aeronautica Militare che ha reso possibile il trasferimento in sicurezza fino a Bologna. In questa vicenda ho visto lo Stato funzionare. Ospedale, 118, Prefettura, Aeronautica Militare, Pneumologia di Bologna e Centro trapianti hanno operato come un’unica squadra, dimostrando che, quando competenza, senso del dovere e collaborazione si incontrano, anche un paziente nelle condizioni più critiche può ricevere la migliore opportunità di cura. Troppo spesso si parla della sanità calabrese soltanto per evidenziarne le difficoltà. La mia esperienza mi porta invece a testimoniare che esistono anche realtà di assoluta eccellenza, fatte di professionisti che lavorano con competenza, dedizione e umanità. Ho trovato persone che non si sono limitate a svolgere il proprio lavoro, ma hanno fatto tutto ciò che era possibile perché potessi avere un'opportunità di cura”.
Per questo, afferma: “desidero dire che anche in Calabria, e nell’ASP di Catanzaro, esistono esperienze di grande valore, nelle quali la collaborazione tra ospedale, sistema di emergenza, Prefettura e Istituzioni dello Stato riesce a garantire ai cittadini percorsi assistenziali di elevatissima qualità, anche nelle situazioni più complesse. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo trasferimento: un esempio concreto di come la sanità pubblica, quando le professionalità dialogano e collaborano, sappia esprimere il meglio di sé. Oggi il mio percorso continua con la speranza di poter essere inserito in lista per il trapianto di polmone. Qualunque sarà il futuro, porterò sempre con me la riconoscenza verso tutte le persone che, con il loro impegno, mi hanno dato la possibilità di continuare a sperare. Si parla spesso di ciò che non funziona. Io ho sentito il dovere di raccontare ciò che ha funzionato, perché quando le Istituzioni collaborano e le persone mettono al centro il paziente, la sanità sa esprimere il suo volto migliore”.
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