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Vibo Valentia - E' entrata nel vivo la procedura per l'individuazione del successore di Camillo Falvo alla guida della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il Consiglio superiore della magistratura ha avviato l'esame delle candidature. Dieci i magistrati in corsa per l'incarico: sei donne e quattro uomini, molti dei quali con esperienza nel contrasto ai fenomeni mafiosi. Si tratta di Sara Amerio, Antonio Clemente, Giovanni Corona, Rocco Cosentino, Emanuela Costa, Annamaria Frustaci, Marisa Manzini, Francesco Massara, Giulia Pantano e Maria Alessandra Ruberto.

La procedura si è resa necessaria dopo il trasferimento di Falvo, nominato dal plenum del Csm procuratore della Repubblica di Potenza il 18 febbraio 2026 e successivamente insediatosi nel capoluogo lucano, dove ricopre anche l'incarico di capo della Direzione distrettuale antimafia. Il bando del Csm, deliberato l'11 giugno scorso, ha formalizzato la vacanza del posto a partire dalla data della nomina di Falvo. In attesa della nuova scelta, la guida della Procura vibonese è affidata alla facente funzioni Concettina Iannazzo.

Ora la valutazione comparativa dei profili passa alla Quinta commissione del Csm, che dovrà esaminare anzianità, merito, capacità direttive, attitudini organizzative ed esperienza negli uffici requirenti di ciascun candidato. Tra i profili in corsa, diversi risultano legati professionalmente alla Calabria e alle indagini sulla 'ndrangheta. Annamaria Frustaci, sostituta procuratrice alla Dda di Catanzaro, ha seguito procedimenti di rilievo come Rinascita Scott e Maestrale-Olimpo-Imperium. Marisa Manzini, sostituta procuratrice generale a Catanzaro, ha maturato incarichi alla Dda di Catanzaro e alla Procura di Cosenza. Rocco Cosentino è l'unico tra i candidati ad aver già ricoperto un incarico direttivo, da procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta. Giulia Pantano, originaria di Vibo Valentia e procuratrice aggiunta a Catanzaro, unisce la conoscenza diretta del territorio a un'esperienza maturata anche in Dda. La decisione finale spetterà al plenum del Csm, chiamato a individuare il magistrato alla guida di una Procura impegnata su fronti giudiziari di particolare complessità.

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