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Lamezia Terme - Assunto con sede vicino casa, viene successivamente trasferito in provincia di Roma. Da qui inizia un lungo iter giudiziario che si conclude con la definitiva riassegnazione di sede in Calabria. Al centro della vicenda un insegnante lametino di scuola superiore che, difeso dall'avvocato Antonello Sdanganelli, è riuscito a far valere le sue ragioni in giudizio alla Corte d’Appello di Roma, Sezione Lavoro, e con sentenza depositata oggi ottiene così giustizia. Tutto ha inizio con la legge sulla "Buona Scuola” del 2015, grazie alla quale l'insegnante dopo aver ottenuto inizialmente l’assunzione a tempo indeterminato vicino casa, dall’anno successivo, nonostante avesse punteggio superiore ad altri docenti rimasti in provincia di Catanzaro, "subiva le conseguenze inique - spiega oggi il legale - di un’attività cavillosa del Ministero ed era trasferito d’ufficio in provincia di Roma".

"Mentre il Tribunale di Roma rigettava il suo ricorso nel 2018, la tenacia di ricongiungersi alla sua famiglia e la consapevolezza di aver subito un torto - prosegue l'avvocato Sdanganelli - lo inducevano ad insistere presso la Corte d’Appello di Roma. La Corte romana ha accolto pienamente l’appello ed ha ordinato al Ministero dell’Istruzione di collocare l’ultracinquantenne docente nella provincia di Catanzaro, riacquistando, dopo tre anni di solitudine e costosi viaggi settimanali, serenità e voglia di esprimere la sua professionalità nelle migliori condizioni esistenziali. La pronunzia favorevole apre al risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti dal docente a causa della condotta del Ministero rivelatasi illegittima".

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