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Lamezia Terme - Si sono aperti alle 7 i seggi per le consultazioni elettorali che prevededono una doppia votazione: il referendum costituzionale e le amministrative in diversi Comuni anche della Calabria. Si voterà fino alle 15 di oggi, lunedì 21 settembre, subito dopo inzieranno le operazioni di scrutinio partendo dal voto referendario.

È stata del 32,42% per il Referendum sul taglio dei parlamentari e del 47% per le elezioni comunali, l'affluenza alle urne registrata in Calabria alle 23 a conclusione della prima delle due giornate di consultazioni. A Lamezia l'affluenza alle urne per il referendum è stata del 22,98%. La percentuale più alta di partecipazione alla chiamata referendaria è stata messa a segno dalla provincia di Crotone che ha registrato oltre il 40% seguita da Reggio Calabria 35,53%. Poi ci sono Vibo Valentia (32,59), Catanzaro (30,49) e Cosenza (29,39). Per le elezioni comunali è sempre Crotone a segnare la percentuale più alta di votanti 51,14%, seguita da Vibo Valentia (48,54%), e Reggio Calabria (46,41%) che precede di pochissimo Catanzaro 46,36%. In coda Cosenza con 44,98%.

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Affluenza Regione Calabria alle ore 19

Per quanto riguarda l'affluenza alle urne alle ore 19 in Calabria ha votato il 22,45%, mentre a Lamezia il 16,46%, e circa il 30% il dato relativo all'intera penisola.

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Affluenza Regione Calabria alle ore 12 

Quanto alle prime rilevazioni sull'affluenza, alle 12 in Calabria ha votato l'8,62% mentre a Lamezia il 6,71%. L'affluenza in Italia è oltre il 12%. Per quanto riguarda le elezioni amministrative, che in Calabria interessano 72 Comuni tra cui Reggio Calabria e Crotone, la percentuale dei votanti, sempre alle 12, é del 12,6 per cento

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Si stanno svolgendo regolarmente le operazioni di voto in Calabria, nel rispetto delle regole anti Covid, per il Referendum costituzionale per la riduzione dei parlamentari e nei 72 centri della regione in cui si vota per le comunali. I seggi in cui si sta votando per il referendum sono 2.420, mentre quelli per le comunali sono 681. Per il referendum la scheda è celeste e la domanda è una sola. La risposta un Sì o un No al taglio dei parlamentari.

Sono, invece, 72 in Calabria i comuni che saranno chiamati al voto nella tornata elettorale amministrativa. Oltre ai capoluoghi di provincia Reggio Calabria e Crotone, alle urne torneranno anche Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Cirò Marina e Taurianova, centri con popolazione superiore alle 15 mila unità. Nel comprensorio del lametino, si rinnovano le amministrazioni di Carlopoli (1.622 abitanti), Gizzeria (4.522 abitanti) e Martirano Lombardo (1.167 abitanti).

Per i comuni maggiori potrebbe rendersi necessario il ballottaggio, in programma eventualmente il 4 e 5 ottobre. Ritorno al voto per eleggere i nuovi organi democratici anche in diversi comuni le cui amministrazioni sono state sciolte e commissariate per infiltrazioni mafiose. Si tratta di Cirò Marina e Strongoli, in provincia di Crotone, Platì e Scilla, in provincia di Reggio Calabria, e Briatico, San Gregorio d'Ippona e Limbadi in provincia di Vibo Valentia. Per le comunali non si vota a San Lorenzo e Cenadi, dove non sono state presentate liste. Esclusa dal voto anche Pietrapaola dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del sindaco, Pietro Nigro, contro lo scioglimento del Comune. In Italia, inoltre, si voterà anche per le regionali in Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche, Puglia e Valle D’Aosta.

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Il voto in era Covid: gel,mascherine e distanza

Mascherina, guanti e gel igienizzante e distanza dentro i seggi, volontari della Protezione civile fuori dalle sedi per evitare assembramenti e dare la precedenza ai soggetti deboli, come anziani e donne incinte. Ingenti i quantitativi di dispositivi di protezione individuale distribuiti per tutelare adeguatamente i cittadini che si recano al voto, i componenti del seggio elettorale e gli operatori coinvolti: 15,1 milioni di mascherine chirurgiche, 3,4 milioni di guanti e 315.000 litri di gel igienizzante. Le misure anti-contagio sono state varate con un apposito decreto e precisate in un protocollo sanitario e di sicurezza tra i ministri di Interno e Salute.

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Previsti percorsi distinti di ingresso ed uscita negli edifici sede di voto, chiaramente identificati con segnaletica , in modo da prevenire il rischio che chi esce e chi entra vengano a contatto. Gli elettori sono invitati ad evitare di recarsi a votare "in caso di sintomatologia respiratoria" e febbre superiore a 37,5 gradi. Per accedere ai seggi è obbligatorio l'uso della mascherina da parte di tutti gli elettori e di chiunque acceda (ad esempio rappresentanti di lista). Al momento di entrare l'elettore dovrà procedere all'igienizzazione delle mani con gel idroalcolico messo a disposizione in prossimità della porta. Dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l'identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, si dovrà nuovamente igienizzare le mani. Completate le operazioni di voto è consigliata un'ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio.

Quanto ai componenti dei seggi, durante la permanenza nel seggio, devono indossare la mascherina chirurgica, mantenere sempre la distanza di un metro, dagli altri componenti e igienizzarsi frequentemente le mani. L'uso dei guanti è consigliato solo per le operazioni di spoglio delle schede. Il presidente di seggio deve comunque utilizzare i guanti al momento dell'inserimento della scheda nell'urna. Tra i componenti di seggio e tra questi ultimi e l'elettore deve essere mantenuta una distanza di non inferiore ad un metro. Si deve inoltre garantire la distanza di due metri al momento dell'identificazione dell'elettore, quando quest'ultimo sarà chiesto di togliere la mascherina per farsi riconoscere.

Per i Referendum, le Regioni e le Comunali la novità è che sarà lo stesso elettore ad inserire la scheda nell'urna, mentre le per Suppletive rimane fermo l'obbligo di consegnare la scheda, opportunamente piegata, al presidente di seggio (o chi ne fa le veci), che è tenuto a staccare il tagliando antifrode dalla scheda e a collocarla, quindi, nell'urna. In quest'ultima circostanza il presidente (o chi ne fa le veci) indosserà i guanti per ricevere la scheda votata. Per evitare gli assembramenti nei seggi ci saranno accessi contingentati all'edificio, eventualmente con la creazione di apposite aree di attesa all'esterno.

In proposito, il Viminale ha inviato una circolare ai sindaci per sensibilizzare i sindaci ad approntare misure per tutelare gli anziani ed i soggetti fragili. Volontari di protezione civile sono pronti a svolgere, se richiesto, un'attività di assistenza agli elettori. Previsti infine seggi speciali negli ospedali per consentire il voto a chi e' in quarantena per il Covid o ricoverato: sono complessivamente 1.820 gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19 che hanno chiesto di avvalersi del voto domiciliare, a fronte delle attuali quasi 40 mila persone in quarantena.

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